Save your globe: «La corsia ciclabile per Villa San Giovanni a fini ambientali»

5 Giugno 2021
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Le giornate mondiali dell’ambiente e della bicicletta

Un tandem per la sostenibilità contro il cambiamento climatico

Il 5 giugno è stata la Giornata mondiale dell’ambiente e quest’anno il tema è il ripristino degli ecosistemi. E tutti gli ecosistemi oggi più che mai vanno salvaguardati dall’inquinamento e dall’aumento delle temperature: l’ecosistema principale dell’uomo è la città pertanto va resa vivibile e sempre più sostenibile. Da qui l’importanza della introduzione della mobilità sostenibile a partire dall’uso della bicicletta e dalla diffusione, sempre più capillare, delle ciclovie. L’uso della bicicletta è infatti diventato il simbolo della mobilità ecologica in tutto il mondo ed in Europa e nel nord Italia crescono di continuo le piste e le corsie ciclabili. E’ stato confermato che la bici oltre ad essere un mezzo ecologico, sostenibile, salutare rispetto alla prevenzione di numerose malattie compreso quelle cardiovascolari, consente un aumento della qualità della vita e la riduzione dell’inquinamento da gas climalteranti e soprattutto determina la crescita economica nelle zone turistiche e commerciali. Tant’è che i fondi del Pnnr prevedono il finanziamento con circa mezzo miliardo di euro di più di 500 km di piste ciclabili urbane e di 1250 km di piste ciclabili turistiche. Da poco per esempio in Calabria è cominciata la realizzazione della Ciclovia dei Parchi nazionali: dal Pollino alla Sila, alle Serre e all’Aspromonte è stato individuato un percorso eco-turistico ciclabile che inizia a Laino Borgo e si conclude al museo di Reggio Calabria. Rosario Previtera, presidente dell’associazione ambientalista “Save Your Globe” ci ricorda che “tanti comuni si stanno attrezzando, individuando i percorsi ciclabili comunali come veri e propri fattori di attrazione turistica ma soprattutto come risorsa “green” per la cittadinanza. Il tre giugno scorso è stata la giornata mondiale della bicicletta dichiarata dall’ONU il cui presidente ricorda che: “La bicicletta è un sistema di trasporto sostenibile in grado di promuovere la crescita economica, ridurre le disuguaglianze e rafforzare la lotta ai cambiamenti climatici, è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile”. E Villa San Giovanni per il suo livello di inquinamento e di problemi oncologici, come tutti sanno, purtroppo è conosciuta ovunque, tant’è che con “SAVE YOUR GLOBE” proseguiamo con il monitoraggio continuo delle pericolosissime polveri sottili ed altri inquinanti che mettono a rischio la salute e la vita dei cittadini e insieme ad altre associazioni teniamo alta l’attenzione e stimoliamo le istituzioni preposte anche se spesso inutilmente. E’ bene ricordare che passando dall’automobile alla bicicletta si risparmiano 150g di CO2 per chilometro: ciò significa che ogni 7 km su due ruote si evita l’emissione di 1 chilogrammo di CO2 rispetto alla stessa distanza percorsa da un veicolo a motore. E cosa si fa a Villa rispetto al fantomatico progetto del lungomare che prevede anche la pista ciclabile? Premesso che ancora non è dato conoscere il progetto esecutivo reale, si litiga sull’opportunità di realizzare o meno la pista ciclabile che era prevista. Un elemento progettuale di sostenibilità che tanti comuni ci invidierebbero, diventa uno scomodo caso politico da eliminare, viste le lamentele di alcuni commercianti che preferiscono il traffico del doppio senso di circolazione, in quanto foriero di maggiori e legittimi affari. Per cui spunta d’improvviso la mancanza di fondi e le problematiche della viabilità generale, con buona pace di tutti e soprattutto degli amministratori comunali che così, probabilmente, non avranno più il problema dei voti che si sarebbero persi… per strada è il caso di dire. Ma la soluzione in realtà esiste e basterebbe solo guardare non solo nelle grandi capitali ma anche in piccole cittadine italiane ed europee. Oggi è possibile realizzare le corsie ciclabili (bike lane) anziché le piste ciclabili, a costo quasi zero ed in maniera reversibile, qualora la ciclovia non dovesse avere successo, utilizzando semplicemente la strada esistente che verrebbe attrezzata con la segnaletica orizzontale, con i classici  delineatori di corsia catarifrangenti in gomma e magari con un asfalto colorato diversamente. Occorre certamente una svolta prima di tutto culturale e la volontà di vedere crescere con entusiasmo un’intera comunità, per non rimanere ancora una volta indietro, rispetto a un piano di mobilità sostenibile e integrata di cui si parla da anni e a un Paese “green” che avanza a passi da gigante”.

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