Comunali 2027 a Villa San Giovanni: una poltrona per quattro nel centrodestra, i Siclari al centro

27 Dicembre 2025
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 di FRANCESCA MEDURI

VILLA SAN GIOVANNI – Manca ancora parecchio alle elezioni comunali del 2027, ma il clima politico cittadino è tutt’altro che immobile. Movimenti, associazioni, partiti e militanti – tra tesserati e semplici simpatizzanti – sono da tempo in fermento, consapevoli che la partita per la guida della città si giocherà su equilibri complessi e, con ogni probabilità, su nomi di peso.

Come già riportato su queste pagine, il centrodestra è particolarmente attivo con un obiettivo chiaro: provare a spodestare l’attuale sindaca Giusy Caminiti. Un percorso che, da qui al 2027, potrebbe conoscere cambiamenti significativi, ma che intanto si alimenta di ipotesi, indiscrezioni e rumors che filtrano dagli ambienti politici locali.

Secondo le ultime voci, si fa sempre più strada l’ipotesi di un ritorno in campo della famiglia Siclari, una delle più note e facoltose della città, storicamente impegnata sia nel mondo imprenditoriale sia in quello politico e associazionistico. Secondo le voci che circolano, una delle possibilità sul tavolo sarebbe la candidatura a sindaco di Vincenzo Siclari, avvocato, già consigliere comunale in passato nella maggioranza dell’ex sindaco di centrosinistra Giancarlo Melito, nonché ex presidente del Consorzio Calabria 30 e figura di spicco del Kiwanis.

Vincenzo Siclari, sempre secondo le indiscrezioni, godrebbe anche della stima dell’ex sindaco La Valle, la cui opinione continuerebbe ad avere un peso rilevante all’interno del centrodestra. A sostenerne una eventuale discesa in campo ci sarebbero naturalmente il fratello Giovanni Siclari, eletto sindaco nel 2017 e poi costretto a lasciare a causa di vicissitudini giudiziarie, oltre all’intera famiglia e all’ex senatore Marco Siclari.

Ma l’ipotesi Vincenzo non sarebbe l’unica. Proprio Giovanni Siclari potrebbe infatti valutare una nuova candidatura alla carica di sindaco, qualora la sua vicenda giudiziaria dovesse concludersi definitivamente prima delle elezioni e con un esito a lui favorevole, eventualità che, umanamente, gli si augura sempre.

C’è poi un’ipotesi ancora più suggestiva, che guarda anche alle prospettive legate al progetto del Ponte sullo Stretto: il centrodestra potrebbe puntare su Marco Siclari, ex senatore e il più giovane dei fratelli Siclari, profilo che potrebbe offrire una proiezione politica più ampia rispetto al solo ambito comunale.

Il quadro, però, non si esaurisce qui. C’è infatti un altro Siclari che potrebbe aspirare alla candidatura a sindaco, pur non appartenendo alla nota famiglia: si tratta di Daniele Siclari, attuale consigliere comunale di Forza Italia e coordinatore cittadino del partito. Il suo nome, secondo alcuni rumors, potrebbe rappresentare una sintesi capace di mettere d’accordo più anime del centrodestra, anche in virtù dei rapporti con l’ex sindaco Messina, oggi segretario cittadino di Fratelli d’Italia e a sua volta considerato uno dei papabili per la candidatura unitaria.

Insomma, quattro Siclari – ciascuno con un profilo e una storia diversi – per una sola poltrona. È evidente che si tratta, al momento, di ipotesi e scenari costruiti sul filo delle indiscrezioni. È altrettanto chiaro, però, che il confronto è già iniziato e che il centrodestra sta lavorando per farsi trovare pronto, auspicabilmente con una candidatura condivisa e non frammentata.

Il tempo per arrivare a una sintesi, sulla carta, non manca. Ed è altrettanto evidente che il centrodestra si prenderà tutto il tempo necessario prima di sciogliere le riserve, anche per valutare con attenzione le mosse degli avversari.

Un passaggio tutt’altro che secondario riguarda infatti il futuro dell’attuale maggioranza guidata dalla sindaca Giusy Caminiti: capire se la squadra di governo si ripresenterà compatta o se andrà incontro a divisioni interne, se manterrà un profilo prevalentemente civico o se sceglierà un assetto più marcatamente politico. Senza dimenticare le eventuali nuove compagini che potrebbero affacciarsi sulla scena elettorale.

È anche in funzione di questo quadro ancora fluido che il centrodestra continua a osservare, attendere e ragionare. Perché la vera sfida non sarà solo individuare il nome giusto, ma scegliere il momento giusto. E in una partita che si gioca su equilibri sottili, anticipare troppo o attendere troppo poco può fare la differenza tra una candidatura competitiva e un’occasione mancata.

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