Gli ex sindaci Siclari e Messina chiamano a raccolta le forze anti-Caminiti: «Serve una nuova fase per Villa»

5 Settembre 2026
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A meno di un anno dalle prossime elezioni comunali, il dibattito politico a Villa San Giovanni entra già nel vivo. A intervenire sono due ex sindaci della città, Giovanni Siclari e Antonio Messina, che affidano a un documento congiunto una riflessione sullo stato dell’amministrazione cittadina e, soprattutto, un appello alle forze politiche, ai movimenti, alle associazioni e alla società civile in vista della costruzione di un’alternativa all’attuale governo guidato da Giusy Caminiti.

Siclari e Messina partono dalla propria esperienza alla guida della città e spiegano di voler andare oltre una semplice valutazione politica. «L’esperienza maturata nella qualità di Sindaci e amministratori della Città – affermano – ci porta a fare delle considerazioni non solo di natura politica ma piuttosto di carattere generale sullo stato di degrado in cui versa la Città, oramai sotto gli occhi di tutti, a pochi mesi dalla scadenza del mandato dell’attuale amministrazione».

Nel mirino dei due ex primi cittadini finiscono quindi le modalità con cui, a loro giudizio, è stata condotta l’azione amministrativa negli ultimi anni. Parlano di «troppi errori nella gestione della res publica», che avrebbero prodotto un dissenso sempre più crescente, manifestatosi non soltanto attraverso le prese di posizione di gruppi di amministratori, ex amministratori e referenti delle associazioni del territorio, ma anche nella cosiddetta società civile.

Secondo Siclari e Messina, una parte crescente della cittadinanza sarebbe infatti «stanca del metodo Caminiti», che descrivono come caratterizzato da annunci seguiti da «finte risoluzioni di problemi», dalla ricerca di responsabilità nel passato o di presunte responsabilità attuali da parte di altri enti sovracomunali. Un atteggiamento che, nella loro lettura, avrebbe l’effetto di coprire «pesanti deficit amministrativi», legati al mancato raggiungimento degli obiettivi prioritari e ordinari di quella che avrebbe dovuto essere una rinnovata azione amministrativa, così come promessa durante la campagna elettorale.

L’appello alle forze alternative

Da qui la proposta di aprire una nuova fase politica. I due ex sindaci rivolgono il loro appello «a tutte le forze politiche che non si rivedono in questo modello Caminiti», includendo espressamente movimenti, associazioni del territorio e tutti coloro che hanno a cuore le sorti della città.

L’obiettivo indicato è l’apertura di «una nuova fase di confronto e di programmazione per il futuro della Comunità», attraverso un percorso che non si limiti alle dinamiche dei partiti ma coinvolga le diverse realtà presenti sul territorio.

Siclari e Messina annunciano inoltre di voler essere direttamente promotori di questo confronto, organizzando «sin da subito» tavoli di discussione. La finalità, spiegano, dovrà essere quella di definire una programmazione concreta delle priorità del territorio e una reale visione di città, superando una gestione che, a loro giudizio, sarebbe stata caratterizzata dall’improvvisazione e dalla rincorsa continua alle emergenze.

La squadra che dovrà eventualmente sostenere questo progetto, secondo i due ex sindaci, dovrà saper mettere insieme «esperienza, competenza, abnegazione e lavoro» con «l’entusiasmo e la voglia di fare». Un percorso che dovrà tenere conto anche della capacità di svolgere una concreta attività di opposizione all’attuale governo cittadino e che, soprattutto, dovrà nascere dal confronto con la cittadinanza «in modo leale e corretto».

Il riferimento è anche allo scontro politico degli ultimi quattro anni, che Siclari e Messina giudicano continuo e controproducente: a loro parere, nel confronto amministrativo sarebbe stata descritta «una città diversa da quella che realmente i cittadini vivono giornalmente».

Autoporto, porto a sud e questione ambientale

Nel documento trovano spazio anche alcune delle questioni strategiche che, secondo i due ex sindaci, dovrebbero tornare al centro della politica cittadina. Tra queste c’è innanzitutto la necessità di eliminare le fonti di inquinamento ambientale, indicata come uno degli obiettivi storici delle amministrazioni che si sono succedute a Villa San Giovanni negli ultimi decenni.

Siclari e Messina contestano però la trasformazione che, a loro giudizio, avrebbero subito alcuni progetti, citando in particolare l’autoporto e il porto a sud. Progetti che sarebbero stati modificati «in modo surreale», con una visione ritenuta non conforme alle reali necessità della città.

Il punto, sottolineano, non dovrebbe essere quello di spostare più avanti nel tempo il problema ambientale, ma di «risolverlo definitivamente». E proprio lo «stravolgimento delle progettazioni» di queste opere viene indicato come la sintesi di una visione che, secondo gli ex sindaci, non corrisponderebbe né al programma amministrativo della stessa coalizione di governo né alle esigenze della città.

Mare, imprese e sviluppo economico

Un altro capitolo riguarda lo sviluppo economico. Nel documento viene denunciata quella che Siclari e Messina definiscono una «mancata attenzione verso progetti di sviluppo del territorio basati sullo sfruttamento della risorsa mare», accompagnata, a loro giudizio, da una «quasi avversione verso le iniziative imprenditoriali private» e da una scarsa attenzione alle attività produttive locali.

Per i due ex sindaci si tratta di elementi che rappresenterebbero «il fallimento di una idea di governo locale» che, se dovesse proseguire, rischierebbe di determinare un ulteriore impoverimento del territorio, già segnato da anni di difficoltà economiche legate anche a fenomeni congiunturali non sempre favorevoli.

Un nuovo quadro politico oltre gli schemi tradizionali

È proprio da questo insieme di valutazioni che nasce, nelle intenzioni dei due firmatari, la necessità di costruire «un nuovo quadro politico». Un progetto che non dovrebbe essere ingabbiato negli schemi tradizionali di partiti e coalizioni, ma avere come punto di partenza la definizione di «un programma condiviso» capace di valorizzare le potenzialità di Villa San Giovanni e tradurle in strategie e politiche adeguate.

La priorità, sostengono, dovrebbe essere innanzitutto la gestione dell’ordinario, che definiscono «abbondantemente trascurato dal governo Caminiti» e trasformato, proprio a causa delle carenze nella gestione, in vere e proprie emergenze. Tra gli esempi citati figurano il mancato decoro urbano e «la pessima gestione del sistema idrico».

Il nuovo quadro politico, aggiungono, dovrebbe inoltre essere «all’altezza del compito e del ruolo di Villa San Giovanni» all’interno dell’area dello Stretto e della Calabria. Secondo la loro analisi, la città sarebbe stata relegata negli ultimi anni a un ruolo «assolutamente marginale», anche a causa delle scelte politiche dell’attuale sindaca.

Siclari e Messina criticano anche l’evoluzione politica di Caminiti, che descrivono come un sindaco partito «da una posizione civica di facciata», quasi a rinnegare i partiti tradizionali, e successivamente spostatosi «sempre più verso posizioni estreme», a loro giudizio per un «mero calcolo politico personale». Tra le conseguenze indicate c’è anche il rapporto con la Città Metropolitana, con Villa San Giovanni che, secondo i due ex sindaci, sarebbe stata «totalmente esclusa dal ruolo che meritava».

«È il tempo di osare»

La conclusione del documento assume quindi il tono di un invito ad avviare concretamente il percorso verso le prossime elezioni. «Oggi è il tempo di osare», affermano Siclari e Messina, prospettando la definizione di una «squadra politico-amministrativa nuova».

Una squadra che, nelle loro intenzioni, non dovrà avere al centro «il personalismo politico del singolo», ma dovrà «pensare» alla città. Viene respinta anche l’idea di una politica fondata sulla «smania ambiziosa di carriera politica», adattata di volta in volta alle diverse stagioni ed elezioni. Al contrario, il punto di partenza dovranno essere «le esigenze del territorio», intese come il reale terreno di incontro tra le diverse componenti.

Centrale, in questo progetto, anche la partecipazione dei cittadini alla costruzione del programma di mandato. Siclari e Messina contrappongono questa impostazione a quella che definiscono l’apparente «partecipazione attiva» del modello Caminiti, sostenendo che la comunità avrebbe invece subito scelte e progetti «totalmente diversi da quelli annunciati in campagna elettorale».

Una situazione che, secondo i due ex sindaci, avrebbe lasciato oggi la cittadinanza «attonita e sconcertata» di fronte a un metodo amministrativo che non riterrebbero conforme alle reali esigenze del territorio.

L’appello si chiude con la definizione del percorso che Siclari e Messina intendono proporre: «un percorso aperto all’ascolto del territorio», capace di partire anche dagli aspetti positivi del passato ma, contemporaneamente, di guardare a valutazioni politiche nuove.

L’obiettivo dichiarato, precisano, non è la «mera vittoria elettorale», soprattutto quando questa sia frutto dell’ambizione politica personale. La vera sfida, per i due ex sindaci, sarà invece dimostrare di avere la capacità di governare «una città complessa come la nostra» attraverso un modello condiviso e «realmente partecipativo».

Un appello che, a meno di un anno dal voto amministrativo, mette dunque sul tavolo l’ipotesi di un percorso unitario tra esperienze politiche e amministrative differenti, con l’obiettivo di costruire un’alternativa all’attuale maggioranza partendo dal confronto sui programmi e dal coinvolgimento della comunità. (fra.me.)

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