SANTO STEFANO. Exodus, l’ex maggioranza: «Ma quale atto dovuto, vicenda semplicemente vergognosa»

16 Luglio 2015
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il sindaco Zoccali con la sua maggioranza- Santo Stefano
#Noi stiamo con Exodus: Michele Zoccali, Francesco Cannizzaro, Nuccio Priolo, Antonino Priolo, Mimmo Suraci, Stefano Penna, Michele Romeo, Vincenzo Nucara, Francesco Fedele.
“Ma quale atto dovuto, la vicenda Exodus è semplicemente vergognosa”. A dichiararlo è l’ex gruppo di maggioranza del Comune di Santo Stefano d’Aspromonte a seguito della nota diramata dal sindaco Malara nella quale il comune rivendica un debito di quasi 127.000 euro nei confronti della Comunità Exodus di don Mazzi per affitti non pagati.
“In campagna elettorale avevano fatto proclami e promesse di rimanere vicini al territorio e alla sua comunità e invece, oggi non solo non hanno mantenuto gli impegni presi ma penalizzano e mettono in discussione il valore delle attività di Exodus – affermano in una nota congiunta gli ex amministratori – I ragazzi della comunità hanno ricambiato sempre in termini di servizi la disponibilità gratuita di quell’alloggio e il Paese di Santo Stefano in loro ha ritrovato una generazione sana pronta ad aiutare il prossimo. Il sindaco Malara chiede il rispetto del rapporto contrattuale tra la struttura e la casa comunale e vede in questo un atto necessario per riportare nell’alveo della legalità una situazione anomala che ha messo in luce un’ex gestione amministrativa irregolare. Ma quale situazione anomala? E poi da che pulpito viene la predica. E’ evidente semmai l’atto gravissimo del primo cittadino che mostra oltre la sua insensibilità, la mancanza di coscienza civica nei confronti di una realtà e di un servizio di alto valore etico, morale, economico e di vero pregio sociale. Il Paese è profondamente sconcertato e offeso dalle parole di un primo cittadino che avrebbe invece dovuto continuare un’azione amministrativa pregressa incentrata sulla cordialità, rispetto e condivisioni di intenti con un gruppo di volontari impegnati sul territorio stefanito. La scelta di Malara di risoluzione del contratto alla Fondazione è un atteggiamento persecutorio verso un ente di alta onorificenza pubblica che, in questi anni, grazie ai suoi volontari e dirigenti impeccabili nel loro lavoro, ha dimostrato competenza, professionalità ma soprattutto ha ridato dignità agli esseri umani. Chissà – si domanda l’ex maggioranza – se il sindaco avrà altrettanto zelo e determinazione nei confronti di imprenditori facoltosi e di privati cittadini che hanno inveterate situazioni debitorie verso l’ente locale nonostante le azioni di recupero crediti avviate dall’ufficio Legale del Comune durante la nostra amministrazione? Il modus operandi del sindaco è da bocciare e la sua scelta offende il patrimonio umano, democratico e la libertà di un paese quale quello di Santo Stefano, che nei tempi passati, ha mostrato più volte, un alto senso dello Stato. Malara deve tenere ben presente che esistono valori, interessi, idee che non sono quelli di una parte politica o altro che sia, bensì quelli dell’insieme della società civile”.

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