CAMPO CALABRO. Se … il gruppo facebook diventa un libro: momenti di vita vissuta rinascono su carta grazie al web

17 Maggio 2015
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Campo Calabro. La presentazione del libro - Tavolo dei lavori

Campo Calabro. La presentazione del libro – Tavolo dei lavori

di CONSOLATA MAESANO

CAMPO CALABRO – Ieri, presso il centro polifunzionale di Campo Calabro, si è svolta la presentazione del libro “Se sei di Campo Calabro…Racconti di vita vissuta- Volume I”.
Gli autori del testo sono gli amministratori dell’omonimo gruppo di facebook: Domenico Idone, segretario di scuola media in pensione; Francesco Laganà, carabiniere in pensione residente a Cosenza; Maria Messina, insegnante in pensione residente a Vibo Lamezia; Saro Giunta, segretario presso uno studio notarile residente a Campo Calabro; Nino Sinicropi, agente di polizia in pensione residente a Vibo Valentia; Rita Cinanni, insegnante residente a Campo Calabro, Mimma Creaco, ragioniera residente a Campo Calabro; Antonio Viglianisi, ferroviere in pensione residente a Campo Calabro. Sono intervenuti alla presentazione altri due membri: Giovanna Giorlo, impiegata presso il settore amministrativo di una scuola e residente a Verona e Fortunato Scopelliti, residente a Campo e fondatore del gruppo.
Il gruppo “Se sei di Campo Calabro…” nasce nel gennaio 2014 e in poco tempo si espande a macchia d’olio, raggiungendo e superando la quota dei 1000 iscritti.
Il gruppo si è inoltre fatto promotore di due iniziative solidali: la raccolta firme contro la chiusura del reparto di cardiologia presso l’ospedale Scillesi d’America e la raccolta fondi a sostegno della ricerca sulla Sla (sclerosi laterale amiotrofica). Inoltre, “Se sei di Campo Calabro….” si impegna con la solidarietà anche attraverso questo libro, i cui proventi andranno in beneficenza.

Ma cosa ha portato gli internauti di Campo a scrivere un libro? “Lo scopo è quello di far conoscere ai campesi che vivono sparsi in tutta Italia per lavoro o per studio tutto ciò che succede nel loro paese e ai più giovani dei loro genitori e dei loro nonni. Anche da lontano, se si ha la volontà, si possono riallacciare, con questo mezzo, i rapporti di amicizia instaurati da ragazzi e poi interrotti per la lontananza. Ed è quello che è avvenuto in quest’anno di vita del gruppo con fabebook.
Si sono incontrate persone che non si vedevano da tempo, si son fatte amicizie con persone di cui s’ignorava l’esistenza”- spiega Maria Messina nella premessa del testo.
E le testimonianze degli amministratori/scrittori confermano queste poche righe. Che la rete e la tecnologia abbiano demolito la distanza tra persone fisicamente lontano lo testimoniano i campesi migrati: “Mi sembra incredibile aver riallacciato rapporti che avevo perso di vista da 40 anni. Grazie a voi la distanza che separa i nostri paesani sparsi nel mondo si è ridotta”- afferma Antonino Sinicropi, che trova d’accordo Giovanna Giorlo e Maria Messina, che tramite il gruppo hanno potuto riallacciare i contatti con la gente della loro terra d’origine.
Tramite il gruppo è anche possibile condividere i ricordi del passato e rivivere i momenti della gioventù, come capita a Domenico Idone: “Mi sembra di tornare ai vecchi tempi quando ci vedevamo appuntamento in piazza per stare insieme”. C’è anche la possibilità di ricordare le persone care che purtroppo se ne sono andate, come ricorda Antonio Viglianisi: “mi sta a cuore il ricordo di chi non è più tra noi”.

“Se sei di Campo Calabro- Momenti di vita vissuta” è un avvincente tuffo nella storia, nelle tradizioni e nella memoria del “balcone sullo stretto”: ecco che il lettore si trova immerso in un paese prettamente agricolo, con un mulino ed un “trappitu” (un frantoio). Un centro il cui vino è rinomatissimo e dove non scarseggiano assolutamente fave, piselli, cicerchia, ceci, lenticchie, zucchine. E dove si vive anche di piccolo artigianato, col lavoro di seggiai, calzolai ed orologiai.
Un piccolo comune dotato di una scuola di taglio e cucito. Dove le donne di mattina presto attendono sull’uscio della porta il capraio, per avere il latte freschissimo, appena munto di fronte casa. E dopo fanno la spesa nelle “putie”, nelle piccole botteghe.
Con case dove, durante le fredde sere d’inverno, si accendono bracieri e conche.
Con gruppi di ragazzi che ogni mattina presto (col sole, col gelo o con la pioggia) scendono a Villa a piedi per lavorare o per studiare.
Dove vigono rapporti affettuosi e rispettosi di vicinato, i bambini si divertono con poco e giocano tutti insieme all’aperto per ore, e “i ngiuri”- i soprannomi- sono così consueti che è molto più facile identificare una persona per il nomignolo che per il cognome.

D’altro canto, “abbiamo scritto di getto e ciò che il cuore comandava”- ha dichiarato Rita Cinanni. E non è che l’inizio: Rosario Giunta ha garantito l’edizione di un secondo volume.

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