VILLA . Lo Stretto patrimonio dell’Unesco, movimento #ilferribottenonsitocca: «Un buon punto di partenza per sviluppo economico e occupazionale»

17 Aprile 2015
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i piloni dello Stretto

VILLA SAN GIOVANNI – «Lo Stretto patrimonio Unesco può essere buon punto di partenza per la Sicilia, la Calabria e l’intero Meridione d’Italia». Ne è convinto il movimento popolare siculo-calabro #ilferribottenonsitocca, nato nelle scorse settimane a difesa dei trasporti e della continuità territoriale nell’area dello Stretto. L’iniziativa in programma sabato 18 aprile tra le amministrazioni comunali di Reggio Calabria, Villa San Giovanni e Messina, ossia la firma di un accordo finalizzato al riconoscimento dello Stretto quale patrimonio dell’umanità e all’inizio di un percorso per una reale integrazione dell’area, fa ben sperare quanti stanno portando avanti quella che è prima di tutto una battaglia di civiltà. Il movimento #ilferribottenonsitocca sostiene dunque il progetto e ribadisce: «Non servono le grandi opere ma opere utili accelerando sulla creazione concreta dell’area metropolitana che unisca realmente le città delle due sponde dello Stretto traducendosi in nuove opportunità di sviluppo integrato. Si cominci da investimenti nella mobilità sostenibile di cittadini e merci con progetti d’immediata realizzazione, intercettando i contributi europei stanziati per il traffico merci su ferro e recuperando scali e tratte ferroviarie metropolitane dismesse o in via di abbandono sia in Sicilia che in Calabria, dove ben sette milioni di abitanti rappresentano un bacino ed un mercato appetibile per una domanda di trasporto merci che esiste e per una ricchezza paesaggistica e turistica che tuttavia non può essere sfruttata senza adeguati servizi ferroviari». Il discorso del movimento popolare è dettagliato e non lascia spazio ad altre soluzioni: «Lo Stretto di Messina è già un patrimonio dell’umanità, al tempo stesso deve trasformarsi in vero patrimonio della Sicilia e della Calabria in termini di rilancio e sviluppo economico e occupazionale. Questo può avvenire solo se si parte dal rispetto dell’ambiente, della vocazione turistica del meridione e della geomorfologia isolana della Sicilia, creando un sistema di trasporto locale marittimo tra le sponde efficiente, veloce e interamente pubblico, che sia complementare a collegamenti ferroviari passeggeri e merci che colleghino l’Europa con la Sicilia piattaforma logistica del Mediterraneo. Sicilia e Calabria hanno bisogno di risposte immediate e idee di semplice realizzazione. Basta modernizzare la flotta navale di Rfi e acquistare treni moderni e veloci come è stato fatto nel resto d’Italia». f.m.

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