VILLA SAN GIOVANNI – «Attraversiamo lo Stretto» per ribadire il no alla realizzazione del Ponte e rivendicare «un’idea diversa di futuro per lo Stretto e per i territori che lo circondano». È l’appello lanciato dal Movimento No Ponte Calabria, che annuncia per sabato 8 agosto una nuova manifestazione in piazza a Messina.
Dalla Calabria la partecipazione sarà organizzata con una partenza comune da Villa San Giovanni: l’appuntamento è fissato alla stazione ferroviaria, da dove i partecipanti si imbarcheranno insieme sulla nave veloce delle ore 17 diretta verso la sponda siciliana.
La mobilitazione arriva in una settimana definita dal movimento «significativa», alla luce della volontà del Governo di accelerare l’iter del progetto del collegamento stabile sullo Stretto. Secondo il Movimento No Ponte, l’esecutivo starebbe cercando di imprimere una nuova spinta all’opera «contando anche sul fatto che il Paese sia in ferie».
Nel comunicato viene citata la decisione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini di rinnovare in anticipo il Consiglio superiore dei lavori pubblici, organismo chiamato a esprimersi sugli aspetti più delicati del progetto.
«Tra i nuovi componenti – evidenzia il Movimento No Ponte – figurano il professor Mauro Dolce, già componente del comitato tecnico-scientifico della Stretto di Messina Spa, e il professor Giuseppe Roberto Tomasicchio, firmatario del comitato “Ponte Subito”». Una scelta sulla quale il movimento solleva dubbi, sottolineando come «sia legittimo interrogarsi sull’opportunità di affidare la valutazione di un’opera tanto controversa anche a persone che hanno già avuto un ruolo o assunto pubblicamente posizioni favorevoli alla sua realizzazione».
Il comunicato ricorda inoltre che il 6 agosto l’assemblea plenaria del Consiglio superiore dei lavori pubblici potrà esprimersi sul progetto, «nonostante le numerose questioni tecniche e le prescrizioni che lo hanno accompagnato negli anni».
Secondo il Movimento No Ponte, qualunque sarà l’esito della valutazione, «è prevedibile che il progetto debba essere ulteriormente modificato e integrato, continuando a produrre costi, consulenze e incarichi».
Nel mirino finisce anche la Stretto di Messina Spa, società che, secondo gli organizzatori della manifestazione, «continua a essere alimentata con risorse pubbliche», compreso «il compenso dell’amministratore delegato, pari a 240 mila euro l’anno».
Il movimento richiama quindi le osservazioni della Corte dei conti, che «dal 2016 ha più volte richiamato Governo e Parlamento sulla necessità di completare la liquidazione della società, deliberata nel 2013, proprio per evitare ulteriori sprechi».
«Nessun Governo lo ha fatto – si legge nel comunicato – e nel 2023 Meloni e Salvini hanno riattivato la Stretto di Messina Spa, riportando al centro dell’agenda un progetto che da oltre cinquant’anni viene annunciato come imminente».
Uno dei nodi principali della protesta riguarda le risorse economiche destinate all’opera. «Oggi il Governo si prepara a impegnare per il Ponte oltre 14 miliardi di euro di risorse pubbliche», afferma il Movimento No Ponte, che evidenzia come, per chi vive in Calabria, quelle somme rappresentino invece «le risorse che servono per una sanità pubblica commissariata da quindici anni, per affrontare l’emergenza idrica e le reti colabrodo, per le case popolari, i trasporti, le ferrovie e la manutenzione del territorio».
Nel documento vengono richiamate anche altre emergenze sociali ed economiche del territorio: «Sono risorse – prosegue il movimento – che potrebbero contribuire a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei braccianti nelle nostre campagne, dove migliaia di persone continuano a essere sfruttate».
Da qui la critica alle priorità del Governo: «Non accettiamo che si trovino miliardi per le armi e per le grandi opere mentre si continua a dire che non ci sono soldi per ospedali, scuole, acqua, trasporto pubblico e diritto alla casa».
Un passaggio specifico riguarda poi Villa San Giovanni e Cannitello, territori direttamente interessati dall’eventuale realizzazione del Ponte. «Qui il Ponte non è una questione astratta – sottolinea il Movimento No Ponte – : da decenni espropri, vincoli, case e attività economiche vivono nell’incertezza di un’opera continuamente annunciata e mai realizzata».
Secondo gli organizzatori, «quarant’anni di Ponte hanno immobilizzato un territorio, mentre attorno alla grande opera si sono costruite carriere politiche, società, incarichi e fatturati».
La richiesta avanzata dal movimento è quindi quella di chiudere la Stretto di Messina Spa, interrompendo «un meccanismo che da decenni consente di spendere risorse pubbliche per mantenere in vita un’opera che non risponde alle priorità dei territori».
«L’8 agosto – conclude il comunicato – la marea di Messina sarà il nostro decreto popolare di chiusura della Stretto di Messina Spa».
L’appuntamento per la delegazione calabrese resta fissato alla stazione ferroviaria di Villa San Giovanni, per imbarcarsi insieme sulla nave veloce delle 17.
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