Villa, debito comunale e doppio messaggio di Musolino (PD): meno colpevoli, più futuro

29 Luglio 2026
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VILLA SAN GIOVANNI – A pochi giorni dall’approvazione in Consiglio comunale del piano di ripiano del disavanzo e dalla nota con cui l’Amministrazione ha illustrato il peso dell’eredità finanziaria gravante sull’ente, il segretario del circolo cittadino del Partito Democratico “Tonino Giordano”, Enzo Musolino, torna per due volte, nel giro di pochi giorni, sul tema dei conti del Comune.

Due interventi che, pur partendo dalla situazione finanziaria di Villa San Giovanni, allargano progressivamente il ragionamento al quadro nazionale, soffermandosi sulle difficoltà dei Comuni in dissesto e chiedendo un intervento del Governo per alleggerire il peso dei debiti che continua a condizionare i servizi e gli investimenti degli enti locali.

Nel primo intervento, Musolino definisce il debito una problematica comune a molte amministrazioni che hanno attraversato il dissesto finanziario.

«Il “debito” è un problema comune a tante Amministrazioni post dissesto. Si pagano oggi i prestiti attivati per coprire vecchi “buchi”, in un circolo vizioso che tarpa le ali a chi gestisce i Comuni, Villa compresa. Occorre spezzare questo circolo onorando gli impegni e ricostituendo i fondi obbligatori. Solo così, infatti, si possono porre le basi per gli investimenti futuri, “liberati” dal peso del passato».

Il segretario del Pd sottolinea poi come il permanere di questi vincoli finanziari rischi di tradursi in una disparità di trattamento tra cittadini.

«In questo contesto generale, difficile, nel quale il vincolo dei debiti comunali rischia di incidere negativamente sulla fruizione di servizi essenziali, generando cittadini di serie A e cittadini di serie B, occorrerebbe un forte intervento Governativo perequativo per ristabilire Diritti e Servizi e un pari necessario intervento degli Organi di controllo e verifica per accertare le cause della cattiva gestione».

Per Musolino, il dibattito politico dovrebbe concentrarsi soprattutto sulla comprensione delle cause che hanno prodotto l’attuale situazione finanziaria.

«In sintesi, un giusto percorso di verità e riconciliazione passa, per forza, da un ritorno alla normalità per i cittadini-utenti e da una chiara affermazione di coscienza collettiva e di conoscenza condivisa. Più che individuare i “colpevoli” (se ci sono responsabilità contabili la Corte dei Conti farà il suo corso) alla buona Politica serve comprendere il come e il perché si è giunti a questo enorme Debito. Il mantra dell’azione politico-amministrativa migliore dovrebbe essere “mai più” e sulla scorta di nuove prassi e nuovi percorsi virtuosi è doveroso che il Governo intervenga anche per Villa!».

Nella parte conclusiva del primo intervento, il segretario cittadino del Pd rivolge quindi un duro attacco all’Esecutivo nazionale.

«Ed invece cosa accade? A occhi chiusi e testa bassa le Destre continuano a riproporre Autonomia Differenziata per il Nord e il Ponte sullo Stretto come strumento di distrazione di massa. Di Villa ci si interesserà l’anno prossimo solo per coprire una casella elettorale e l’obiettivo reale di chi ci guida a Roma è purtroppo chiaro: vogliono cristallizzare le diseguaglianze, certificare una volta per tutte la subalternità di Villa, dello Stretto, del Sud».

A distanza di pochi giorni, Musolino è tornato sull’argomento con un secondo intervento, nel quale ricostruisce l’origine dell’attuale situazione economico-finanziaria del Comune e le conseguenze che il dissesto continua a produrre sull’attività amministrativa.

«Negli anni pre dissesto si è ricorso a prestiti per sanare debiti e far fronte ad emergenze e ad esigenze contingenti (senza riuscire ad evitare il dissesto); è stato impossibile quindi fare programmazione e investimenti con i fondi comunali. In questi ultimi anni, dopo il dissesto, debiti vecchi si sono aggiunti a debiti antichi vincolando l’azione amministrativa che ha dovuto ricostituire i fondi obbligatori per legge, lottando per far quadrare i conti. Siamo, in definitiva, alla pena di Sisifo che sospinge il pesante masso su per la montagna per vederlo miseramente rotolare giù e ricominciare all’infinito».

Da qui il nuovo appello rivolto al Governo.

«Ora, di fronte a questo quadro desolante, un Governo degno di questo nome, a fronte delle buone prassi poste in essere, avrebbe l’obbligo di intervenire per alleggerire il carico, per garantire ai cittadini villesi gli stessi diritti e gli stessi servizi di cui godono gli altri cittadini italiani».

Musolino critica quindi il parere negativo espresso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sull’emendamento tecnico proposto dall’ANCI, che avrebbe consentito ai Comuni dichiarati in dissesto negli ultimi cinque anni di non iscrivere il disavanzo, tornando ad attaccare le politiche del Governo.

«Ed invece che fa? Formula parere negativo in Commissione Bilancio – visto negativo del MEF – contro un emendamento tecnico dell’ANCI che avrebbe consentito di non iscrivere il disavanzo per i Comuni con dichiarazione di dissesto negli ultimi 5 anni, rilancia con l’autonomia differenziata (con la secessione dei ricchi) che toglierà – in assenza di fondo perequativo, Lea e Lep – ulteriori risorse ai Comuni, e non molla con la fandonia del Ponte dei miracoli, utilizzato come arma di distrazione di massa. Nel 2027 si ricorderanno di Villa come di una medaglietta da aggiungere al palmares dei vincitori “epocali”, alla faccia dei bisogni, delle necessità, dello sviluppo… e magari attueranno quello che – tutte insieme le Destre dello Stretto – hanno minacciato di fare: definanziamento dell’Autoporto di Castelluccio, ridimensionamento dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, affossamento del Porto a Sud».

L’intervento si conclude con un richiamo all’unità del centrosinistra.

«Bene, innanzi a questo scatafascio annunciato possiamo permetterci distinguo disfunzionali? Per questo noi Democratici, con gli amici e i compagni Progressisti del Campo Largo, siamo testardamente unitari!».

Al di là del contenuto delle singole dichiarazioni, i due interventi del segretario del Pd delineano una linea politica ben precisa. Pur non mettendo in discussione il quadro finanziario illustrato dall’Amministrazione comunale e riconoscendo il peso dell’eredità lasciata dal passato, Musolino sembra spostare il confronto dalla ricerca delle responsabilità politiche alla necessità di individuare soluzioni per il futuro. Il fulcro del suo ragionamento diventa così la richiesta di un intervento del Governo a sostegno dei Comuni in dissesto e la critica alle priorità dell’esecutivo nazionale, dall’autonomia differenziata al Ponte sullo Stretto. Una posizione che, pur senza contraddire la ricostruzione dell’Amministrazione, sembra invitare a superare il focus centrato esclusivamente sul passato per concentrarsi sulle prospettive di risanamento e di sviluppo della città. (fra.me.)

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