Crisi politica a Villa, il Pd invoca una svolta per il centrosinistra: «Basta civismo ambiguo, ripartiamo dal comune sentire»»

21 Febbraio 2026
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Il Circolo del Pd villese – col segretario Enzo Musolino e il direttivo composto da Lina Vilardi, Domenico Tedesco, Enzo Bulsei e Domenico De Marco – ha aspettato gli esiti dell’ultimo consiglio comunale per intervenire sulla crisi politica che ha investito la coalizione di governo. E il verdetto dei vertici dem è netto, chiaro: «Non è stato un passaggio fisiologico nella maggioranza, non ci sono due gruppi a sostegno della sindaca Giusy Caminiti, non è il trionfo del pluralismo. La verità è che è finita una fase politica a Villa ed è necessario strutturarne una nuova».

Musolino e compagni non hanno dubbi sui motivi che hanno portato Caminiti a sostituire la vicesindaca: «Ada Pavone è stata rimossa perché la “prima cittadina” si è sentita sfiduciata dalle aperture pubbliche attuate verso il Partito democratico, insieme al presidente della Commissione Territorio Pietro Idone; “sfiduciata” da un’autonomia di giudizio che è stata considerata di rottura. In realtà, è difficile pensare che percorsi comuni realizzabili con parti di un’Amministrazione che abbiamo contributo a far eleggere possano essere considerati atti ostili. E chi è davvero il “nemico” in questo caso?».

L’interrogativo arriva da un circolo che, sottolineano Musolino&Co, «da tempo chiede chiarezza politico-amministrativa, un orientamento deciso per il centrosinistra – i suoi valori e temi – e il superamento della retorica del civismo puro nel segno della politica e della netta contrapposizione alle destre unite».

Poi l’affondo nei confronti di Caminiti: «La sindaca in Consiglio ha parlato, da ultimo, di tavoli comuni, di posizioni da condividere, di aperture da effettuare prossimamente ma, allora, perché censurare quelle già operate? Non si tratta, infatti, dell’uno, dell’unico, della primogenitura, si tratta della scelta di parte, prima che sia troppo tardi: Per noi la politica senza partiti è monca! Per noi il gruppo unico è un errore (fallimentare anche quello del Centrodestra) che nasconde i problemi sotto il tappeto rendendone impossibile la risoluzione; per noi il dialogo per quanto difficile è necessario, inevitabile!».

I dem si dicono dispiaciuti di «avere ascoltato, in Consiglio, dai protagonisti della vicenda, espressioni dure quanto, evidentemente, profondamente sentite: “mancanza di trasparenza, potere di sottomissione, carenza di coraggio in capo ai colleghi di maggioranza, dissidi interni, solitudine del potere, imposizioni che prevalgono sul confronto, reazioni a gesti brutali e inaffidabili”».

Segue un commento sul nuovo gruppo consiliare formato da Ada Pavone e Pietro Idone: «La formalizzazione istituzionale del Gruppo “Spazio Democratico” – prosegue il Pd – segna uno spartiacque: Nasce un gruppo consiliare di Minoranza a sinistra del gruppo della sindaca. Ai sinceri democratici tocca ricomporre su basi nuove l’assetto del centrosinistra cittadino, occorre abbandonare l’errore del finto unanimismo e ricominciare a discutere, anche riconoscendo il ruolo dei partiti a Palazzo San Giovanni, anche lavorando per una guida progressista che sappia ridare speranza e visione ad un “mondo” oggettivamente frastornato dalla dissoluzione politica dell’unità interna alla maggioranza villese. Si poteva evitare tutto questo? Sì, e sarebbe stato giusto farlo! Come? Condividendo e non ghettizzando, portando ad espressione pubblica la scelta di campo a favore di tutto il centrosinistra e non solo per qualcuno».

Che fare ora? Il Pd non ha dubbi: «Lavorare – insieme – sui temi con chi opera per non far vincere al prossimo giro le inadeguate destre dello Stretto. Noi vogliamo dialogare in tal senso con tutti, con “Spazio Democratico”, con tutte le forze progressiste presenti in Consiglio e in Città, e sentiamo di dover riconoscere l’apporto fin qui profuso dalla sindaca Caminiti, partendo dai temi, dalle mancanze, dalle criticità da tempo segnalate: “l’ordinario approvvigionamento idrico nelle case; l’ordinaria fruizione dei servizi comunali; la prontezza nelle risposte fornite ai cittadini bisognosi; una migliore e trasparente gestione della bollettazione legata alle utenze; il Porto a Sud; l’ Invasatura Zero Porto storico; la Stazione FS; la Nuova canalizzazione ex Lido Cenide; il Torrente Campanella; l’Autoporto/Polmone di stoccaggio; gli Studi della CM; il Piazzale Anas; l’Isola ecologica; il Lungomare e la sua compiuta riqualificazione; gli strumenti di programmazione urbanistica (PSC, Piano Spiaggia)”».

Insomma, il Pd ritiene che sua una la strada da seguire: «Anche noi non ci sottrarremo nell’operare scelte e nel riconoscere le opportune distinzioni quando le azioni necessarie andranno nel verso giusto. Non siamo gelosi dei ruoli, non abbiamo rendite di posizione da difendere ma una comunità da tutelare. Dobbiamo rafforzare e moltiplicare le fondamenta stabili dell’area dei Democratici, nel pluralismo e nella condivisione programmatica e valoriale. Temi e visioni, infatti, si tengono insieme, come l’Amministrazione e la politica: non esiste, ad esempio, vera trasparenza senza scagliarsi contro i muri di gomma della cattiva burocrazia! Il 18 febbraio 2026 nel Consiglio Comunale di Villa San Giovanni, tra i cittadini, abbiamo misurato distanze, ascoltato dolore e delusione ma anche apprezzato coraggio, forza e resistenza. Da questo ultimo comune sentire dobbiamo ripartire!».

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