di FRANCESCA MEDURI
A Villa San Giovanni mancano ancora due anni alle elezioni comunali del 2027, ma il clima politico è già rovente, soprattutto nel centrodestra. La competizione per la guida della cittadina dello Stretto si preannuncia intensa, alimentata dall’obiettivo dichiarato di riconquistare il Comune e, in prospettiva, assumere la guida della città proprio nel momento in cui il tanto discusso progetto del Ponte sullo Stretto potrebbe prendere il largo.
Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati stanno lavorando sottotraccia per creare una coalizione solida, compatta e competitiva, capace di scalzare l’attuale amministrazione guidata dalla sindaca Giusy Caminiti, che ancora non ha sciolto le riserve su una possibile ricandidatura.
Nel centrodestra si guarda con attenzione anche all’appuntamento delle Regionali del 2026, che potrebbe rimescolare le carte e offrire a diversi esponenti locali – come Lorenzo Micari (Forza Italia) e Francesca Porpiglia (Lega) – la possibilità di un salto nel Consiglio regionale calabrese. Tuttavia, lo sguardo resta puntato principalmente sulla sfida comunale, dove le prime manovre sono già in atto.
Tre ex sindaci in pole position
I nomi più gettonati per una candidatura unitaria del centrodestra sono quelli di tre volti noti della politica locale: Rocco La Valle, Antonio Messina e Giovanni Siclari. La Valle e Siclari rappresentano l’area di Forza Italia, mentre Messina è in quota Fratelli d’Italia. Tutti e tre godono di un buon consenso elettorale e di un bagaglio di esperienza amministrativa, elementi considerati essenziali per riportare il centrodestra alla guida della città.
Tra i tre, La Valle sembra quello più gradito, anche se avrebbe mostrato titubanze nel riproporsi dopo anni di assenza dalla scena politica attiva. Messina, invece, avrebbe perso terreno a causa di alcune esternazioni poco felici sui social, mentre Siclari pare avere meno appeal rispetto agli altri due.
I consiglieri attuali restano ai margini
Fuori dai giochi sembrano invece gli attuali consiglieri comunali di Forza Italia. Nonostante alcuni ricoprano ruoli di vertice all’interno del coordinamento cittadino, vengono ritenuti privi delle qualità necessarie per guidare la città. La loro esperienza all’opposizione, dal 2022 ad oggi, non avrebbe convinto: secondo voci provenienti da ambienti di centrodestra, mancano di autonomia, personalità e carisma, e appaiono spesso subalterni alla linea politica di Fratelli d’Italia. In sostanza, più utili a “fare numero” che a guidare una coalizione vincente.
Tra giovani leve e ambizioni regionali
Non mancano le ipotesi alternative, tra cui quella dell’ex assessore Lorenzo Micari, nome giovane e “fresco” che però potrebbe guardare con maggiore interesse al consiglio regionale. Stesso discorso per Francesca Porpiglia, storica militante della Lega a Villa San Giovanni, che non dispiacerebbe al suo partito come candidata a sindaco, ma che potrebbe anche puntare alla competizione regionale.
Il sogno del “sindaco del Ponte”
Al di là dei nomi, ciò che anima davvero la corsa del centrodestra è la prospettiva – concreta ma ancora incerta – dell’avvio dei lavori del Ponte sullo Stretto. Diventare il “sindaco del Ponte” rappresenta un obiettivo simbolico e strategico: guidare Villa San Giovanni durante la realizzazione dell’opera vorrebbe dire gestire risorse, attenzioni e dinamiche complesse. Un’occasione unica, che tutti nel centrodestra sembrano voler cogliere.
I vertici provinciali e regionali dei partiti avranno certamente un ruolo determinante nella scelta finale del candidato, ma il tempo stringe: per dare un’immagine di compattezza e costruire una proposta credibile agli occhi degli elettori, la coalizione dovrà individuare al più presto una figura capace di unire, non dividere.
Diplomatico, signorile, appassionato ma garbato: questo il profilo ideale tracciato da chi sta lavorando dietro le quinte per la sfida del 2027. In attesa che si sblocchi il nodo del Ponte, a Villa San Giovanni la partita è già cominciata. E, come spesso accade in politica, non sono escluse sorprese.
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