Specialmente Preziosi scrive ai sindaci dell’Ambito 14 e al Forum del Terzo settore

17 Luglio 2023
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VILLA SAN GIOVANNI – La presidente dell’associazione Specialmente Preziosi Maria Francesca Franco ha scritto ai sindaci dell’Ambito 14, al direttore del distretto sanitario di Reggio Calabria 1 e al portavoce del Forum del Terzo settore versante dello Stretto.

«L’Associazione Specialmente Preziosi ODV si è costituita nel 2017 ed ha sede nel Comune di Villa San Giovanni. La sua mission è la tutela dei diritti delle persone con disabilità ed il supporto alle loro famiglie. Le nostre attività e le nostre interlocuzioni si sono prevalentemente sviluppate sul territorio Villese, con le istituzioni comunali e scolastiche presenti sul territorio. In questi anni abbiamo osservato come spesso il disagio più grande percepito dalle famiglie non fosse tanto la condizione dei loro congiunti, quanto la impossibilità di vedere riconosciuti i diritti che pure sulla carta sono tanti. E’ certamente noto a tutti voi che due sono le leggi importanti per quanto riguarda la tutela delle persone con disabilità: la Legga 104 del ‘92 e la legge 328 del 2000».

«La legge 104 ha trovato negli anni una sua applicazione, anche se innegabilmente non puntuale, nei campi previsti mentre la legge 328, nonostante abbia “festeggiato” la maggiore età già da qualche anno, fatica ad essere applicata nella nostra regione e nel nostro territorio: difficile la costituzione degli ambiti, faticosa la strutturazione dell’Ufficio di Piano, fantomatica la piena realizzazione degli interventi sociali che la legge prevede. Eppure ogni amministratore dovrebbe sapere che il singolo Comune affronterebbe con difficoltà (se mai ne avesse la volontà) quello che l’intero ambito potrebbe invece costruire. La legge 328 mira ad una protezione sociale delle persone in condizione di fragilità garantendone il miglioramento della qualità della vita, ed è questo ciò a cui si dovrebbe tendere. Non crediamo di sbagliare quando diciamo che i finanziamenti, in questi anni, sono stati comunque erogati dagli organi competenti ai vari ambiti, compreso l’ambito 14 che è quello a cui più specificatamente ci riferiamo».

«Non vi chiediamo quale strada abbiano preso i finanziamenti degli anni scorsi, vogliamo però sollecitare ognuno di voi ad un pensiero che si apra ad una prospettiva che vada oltre l’attenzione al proprio Comune di appartenenza cominciando a vedere nell’Ambito il vero strumento per creare le condizioni perché la persona con disabilità possa raggiungere la piena realizzazione di sé nella migliore integrazione sociale possibile. Tutto questo passa per altri tipi di integrazione: quella degli interventi, per un progetto individualizzato che comprenda davvero l’intero arco della vita; quello tra i vari livelli istituzionali, per arrivare davvero ad obiettivi comuni».

«Un esempio per tutti: il tema del trasporto dei bambini e ragazzi disabili verso i centri di riabilitazione e verso le scuole superiori. Per ciò che riguarda i centri, sono insufficienti al bisogno e molto spesso distanti dai luoghi di residenza, rendendo difficoltoso per le famiglie far frequentare i loro figli. Per il trasporto scolastico, quando c’è, si ferma alla scuola media, mentre per la scuola superiore la Città Metropolitana si limita ad un rimborso piuttosto esiguo e che non risolve affatto il problema delle famiglie che non dispongono di automobile. Perché non pensare ad un trasporto integrato? Per il minore disabile è essenziale la riabilitazione ed è essenziale la scuola: rientra nell’alveo del diritto alla salute (nell’accezione data a questo termine dall’OMS) e non ci sembra accettabile che, in mancanza di attenzione a queste tematiche, molti ragazzi frequentino a singhiozzo o debbano rinunciare a quelle possibilità di socializzazione ed integrazione riconosciute come un diritto».

«Quanto fin qui detto speriamo dia il senso dell’importanza di una visione condivisa e di una articolazione organizzativa dei vari servizi alla persona che coinvolga l’intero ambito 14. Confidiamo che i temi sollevati trovino spazio nel pensiero e nelle azioni degli amministratori dei nostri territori. Dopo tutto, la civiltà di un territorio si misura dall’attenzione prestata alle fasce più deboli delle persone che lo abitano».

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