VILLA SAN GIOVANNI. “StraD’arte”, talenti reggini in bella mostra sul lungomare di Cannitello

21 Agosto 2015
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di FILIPPO FRANCESCO IDONE

VILLA SAN GIOVANNI- Il lungomare Fata Morgana, precisamente Piazza Boccaccio, ha ospitato l’evento “StraD’arte 2015”, organizzato dall’Associazione Culturale “Arche’ Arte & Design” con il patrocinio del Comune di Villa San Giovanni.
Un evento finalizzato allo scambio culturale ed artistico per tutti i creativi e talentuosi della zona e dell’intera provincia di Reggio Calabria. Un momento di aggregazione e condivisione, atto a valorizzare il luogo e i suoi artisti. Una rassegna artistica che ha valorizzato varie discipline: pittura, fotografia, artigianato, design.
Sono state esposte pietre marine lavorate a mano, tegole intagliate e pitturate anche a rilievo, prodotti in legno, e quadri. Tutte le pietre sono state raccolte durante l’inverno, e lavorate per diventare collane, orecchini, anelli e ornamenti per la casa. Mentre i pezzi di legno sono stati lavorati per diventare quadri raffinati. Materiali di scarto hanno così ripreso vita grazie all’arte. Le tegole sono state lavorate con il découpage, tecnica decorativa molto complessa. La lavorazione del legno ha richiesto un passaggio ben preciso: il gelso, vimini intrecciati a canna, castagno e bambù. Gli oggetti realizzati riprendono in maniera precisa gli oggetti del passato: dall’organetto al telaio, il mortaio, pipe e persino i cestini. Interessante è la costruzione del telaio, con un prodotto finito simile a quello originale. Stessa cosa l’organetto. La realizzazione di questi due oggetti è stata molto lunga e faticosa, ed ha richiesto estrema precisione. I quadri sono di vario genere. Si passa da un’arte d’impatto a quadri metafisici. I quadri d’impatto lanciano provocazioni: Gesù Cristo in versione moderna; la strage degli innocenti su rilievo bianco e nero per far vedere i volumi (seppur in 2D); infine il quadro fantasioso che svaria del fumettistico al fantasy. L’autore ha voluto mantenere il suo stile grafico a scarabocchio. Le ombre scure sono la colonna portante dell’opera, seppur a primo impatto, il quadro tenda ad avere un po’ a travisare dal soggetto. I quadri metafisici -alla De Chirico- tendono alla psicanalisi. L’autrice sta cercando di scostarsi verso l’introspezione e, per quanto riguarda l’espressione di concetti religiosi, sta eliminando certi temi che sono stati trattati nel corso del tempo con tabù e severi dogmi e censure.

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