BAGNARA. Incendi estivi, ordinanza dei commissari: pugno duro per i trasgressori

16 Maggio 2015
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incendio - collina Santa Trada - Villa

BAGNARA CALABRA – Pugno duro della commissione straordinaria per i trasgressori dell’ordinanza di prevenzione del rischio incendi boschivi e di interfaccia, fresca di firma da parte del viceprefetto Luca Rotondi, del viceprefetto aggiunto Vito Turco e del funzionario economico-finanziario Maria Cacciola. In un territorio particolarmente soggetto ai roghi qual è quello della Costa Viola, con l’approssimarsi della stagione estiva diventa più che mai necessario intervenire per tempo per scongiurare che migliaia di ettari di vegetazione vadano in fumo. Se proprio non è possibile evitare il fenomeno, perlomeno si cerca di attenuarlo avvisando la popolazione e anche i non residenti a tenere determinati comportamenti. Almeno fino al prossimo 30 settembre, termine in cui il provvedimento commissariale cesserà i suoi effetti. Bisogna stare bene attenti, dunque. Anche perché le sanzioni amministrative sono pesanti: si va da un minimo di 1.032,91 euro a un massimo di 10.329,14 euro per la violazione di alcuni articoli dell’ordinanza, e da un minimo di 25,00 euro ad un massimo di 500,00 euro per la violazione di altri articoli. Ma perché Bagnara è una zona a rischio? La spiegazione è data dai commissari: «Sul territorio comunale insistono varie aree boscate soggette a rischio incendio. Nel periodo estivo, a causa della prevedibile siccità e delle temperature elevate, tale rischio aumenta notevolmente. Una parte rilevante degli incendi boschivi è causata dalla mancanza di pulizia dei terreni incolti o dall’accensione impropria di fuochi». Ecco che si rende necessario «vietare l’accensione di fuochi, non solo nelle aree boschive ma anche nelle strade e nei sentieri che l’attraversano, nelle siepi, negli argini e nei fossi ed in qualunque altro luogo che, per le sue caratteristiche, sia potenzialmente pericoloso per lo sviluppo degli incendi». Ed è necessario, al fine di limitare la piaga degli incendi, «disciplinare le operazioni di incenerimento di qualsiasi residuo vegetale e al contempo imporre ai proprietari di fondi o di zone limitrofe di pubbliche strade di regolare le siepi vive e tagliare i rami delle piante che si protendono oltre il ciglio stradale». Fino al 30 settembre, all’interno dei boschi o a meno di 100 metri da essi, nei terreni con essi confinanti e su tutto il territorio comunale è sempre vietato a chiunque accendere fuochi. Nel medesimo periodo, nei boschi e nei pascoli, è vietato usare apparecchi a fiamma o elettrici, usare motori, fornelli o inceneritori che producano faville o brace, fumare e/o lasciare mozziconi di sigaretta accesi o compiere altra operazione che possa creare comunque pericolo mediato o immediato di incendio. E ancora, tra le altre cose, è vietato: bruciare i residui di coltivazioni agricole, o di qualsiasi altro rifiuto di origine vegetale derivante dalla pulizia dei terreni, di campi lavorati, da sfalcio di erba o potatura di piante, a distanze inferiori a 50 metri dai boschi, dai terreni coperti da vegetazione facilmente infiammabile o da fabbricati destinati a civili abitazioni.f.m.

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