Patto dello Stretto, Caminiti indica le priorità. Forza Italia attacca: «Da sola non conta nulla»

20 Ottobre 2026
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La sindaca insiste su continuità territoriale, tariffe accessibili e investimenti nazionali, mentre i consiglieri azzurri plaudono a Cannizzaro e Basile e contestano alla prima cittadina il mancato coinvolgimento del Consiglio comunale.

VILLA SAN GIOVANNI – Il protocollo per l’Area integrata dello Stretto sottoscritto il 16 ottobre dai sindaci di Reggio Calabria e Messina, Francesco Cannizzaro e Federico Basile, accende il confronto politico anche a Villa San Giovanni. L’iniziativa, che punta a rafforzare la collaborazione tra le due città, trova il sostegno dei consiglieri comunali di minoranza di Forza Italia, mentre la sindaca Giusy Caminiti, pur riconoscendo la necessità di lavorare a una strategia comune, richiama priorità e strumenti che ritiene indispensabili per dare concretezza al progetto.

Le differenze riguardano sia l’impostazione del percorso sia il metodo seguito. Caminiti mette al centro la continuità territoriale e chiede un impegno economico dello Stato; Forza Italia promuove il lavoro avviato da Cannizzaro e Basile e accusa la prima cittadina di aver escluso il Consiglio comunale da un passaggio istituzionale importante per la città.

Caminiti: «Non ci può essere Area integrata senza continuità territoriale»

Nel comunicato diffuso dopo la firma del protocollo, la sindaca e l’amministrazione comunale di Villa San Giovanni sostengono che l’Area integrata non possa ridursi a un’intesa formale. Per renderla effettiva, affermano, serve prima di tutto una legge nazionale sulla continuità territoriale, accompagnata da risorse adeguate e da tariffe accessibili per chi attraversa lo Stretto.

La proposta è quella di un biglietto unico e scontato per calabresi e siciliani, a beneficio di lavoratori, studenti, famiglie e persone che devono spostarsi per motivi di salute, ma anche delle imprese e della circolazione delle merci. L’amministrazione stima in circa dieci milioni di euro l’anno le risorse necessarie per garantire la continuità territoriale ai residenti di Villa San Giovanni e in un centinaio di milioni quelle per i cittadini di Reggio Calabria e Messina.

Solo con un riconoscimento normativo e un investimento nazionale concreto, sostiene Caminiti, sarà possibile sviluppare un sistema integrato della mobilità, potenziare i collegamenti marittimi e ferroviari, ragionare su un’agenzia dedicata e valorizzare turismo, crocierismo e diportismo, comprese le «Domeniche dello Stretto».

Nel ragionamento dell’amministrazione c’è anche il ruolo strategico di Villa San Giovanni, considerata una «cerniera geografica e logistica» tra le due sponde, con i suoi porti e il collegamento con Messina. Da qui la richiesta di portare al Governo una proposta precisa, senza escludere il confronto ai tavoli politici e istituzionali.

Caminiti, però, non risparmia una critica all’impostazione scelta dai due colleghi. La decisione di presentarsi come sindaci delle città capoluogo anziché come sindaci metropolitani, secondo il documento, avrebbe limitato la rappresentatività territoriale dell’iniziativa. Anche il rilancio dell’aeroporto dello Stretto, pur considerato meritevole, viene giudicato insufficiente se non inserito in una strategia più ampia, capace di rispondere alle esigenze di entrambe le sponde.

Forza Italia: «Cannizzaro e Basile hanno avuto visione»

I consiglieri di minoranza Marco Santoro, Filippo Lucisano, Daniele Siclari, Stefania Calderone e Domenico De Marco esprimono invece pieno apprezzamento per l’iniziativa dei sindaci di Reggio Calabria e Messina. Per gli esponenti azzurri, il protocollo rappresenta un primo passo concreto verso una collaborazione che deve ora tradursi in risultati.

«Riconosciamo ai sindaci Cannizzaro e Basile lungimiranza politica e capacità di visione», scrivono. «Hanno compreso che lo Stretto non può essere affrontato con iniziative isolate: servono dialogo istituzionale, una strategia condivisa e atti concreti». Il giudizio positivo riguarda dunque il percorso avviato, che, sottolineano, dovrà proseguire attraverso il lavoro attuativo e il confronto con il Governo.

La loro presa di posizione si concentra però soprattutto sul comportamento della sindaca di Villa. Secondo Forza Italia, Caminiti avrebbe dovuto coinvolgere preventivamente la minoranza, la presidente e il Consiglio comunale, così da costruire una posizione condivisa prima del confronto con Reggio e Messina.

«Si è presentata dal sindaco di Reggio chiedendo partecipazione, senza aver prima cercato il dialogo in casa propria e senza un mandato condiviso della città», accusano i consiglieri. A loro giudizio, Villa avrebbe dovuto preparare una proposta, convocare i capigruppo e presentarsi all’appuntamento con una voce istituzionale unitaria.

Gli azzurri contestano anche i messaggi social diffusi dalla sindaca il giorno successivo alla firma, nei quali ha richiamato la continuità territoriale e i diritti di chi attraversa lo Stretto. «Non possono sostituire il confronto politico e istituzionale che è mancato», affermano, sostenendo che su mobilità, collegamenti e tariffe non sia sufficiente intervenire attraverso comunicati.

Da qui la richiesta alla presidente del Consiglio comunale, Trecroci, di convocare una seduta per chiarire perché l’assemblea non sia stata coinvolta. Alla sindaca chiedono inoltre di riferire sugli incontri avuti, sulle richieste formulate e sulle iniziative che intende assumere per garantire a Villa un ruolo concreto nella fase attuativa del protocollo.

Il passaggio più duro è rivolto direttamente a Caminiti: «È la solita presunzione di chi pensa di poter brillare da sola, mentre i fatti dimostrano che, da sola, non conta nulla».

Il nodo del ruolo di Villa

Al di là delle critiche reciproche, le due posizioni si confrontano su una questione centrale: come garantire a Villa San Giovanni un ruolo effettivo nel percorso avviato da Reggio Calabria e Messina. L’amministrazione indica nella continuità territoriale e negli investimenti nazionali le condizioni da cui partire; Forza Italia insiste invece sulla necessità di un metodo condiviso e di un coinvolgimento pieno del Consiglio comunale.

Per i consiglieri azzurri, la città non può restare spettatrice di decisioni che incidono sul suo futuro e maggioranza e minoranza devono poter contribuire alla strategia comune. Caminiti, dal canto suo, chiede che l’intesa si traduca in misure concrete per cittadini e imprese, evitando che l’Area integrata resti soltanto una dichiarazione d’intenti. La sfida, ora, sarà trasformare il protocollo in interventi reali e definire quale spazio avrà Villa San Giovanni nella loro costruzione.

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