di FRANCESCA MEDURI
VILLA SAN GIOVANNI – Dalle proteste alle carte in Procura. È stata depositata lunedì mattina, 31 agosto, presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la denuncia contro ignoti presentata a seguito della grave crisi idrica che ha interessato il quartiere Piale, in particolare tra il 23 e il 27 agosto. A sottoscriverla, attraverso la raccolta di firme avviata nei giorni scorsi, sono stati 33 cittadini.
Sui contenuti della denuncia viene mantenuto il massimo riserbo. L’iniziativa nasce comunque dai disagi vissuti nel quartiere durante quei giorni, quando l’erogazione dell’acqua aveva subito pesanti interruzioni, fino ad arrivare al caso del serbatoio Pirgo, sul quale la sindaca Giusy Caminiti aveva denunciato un presunto sabotaggio, con l’intervento delle Forze dell’Ordine e dei tecnici di Comune e Sorical.
Proprio nelle ore successive, Sorical aveva inoltre comunicato al Comune un’ulteriore anomalia, questa volta relativa alla condotta di adduzione che alimenta il serbatoio, ipotizzando un possibile problema legato a una bolla d’aria.
Nel frattempo l’acqua è tornata, ma la situazione non sembra essersi completamente normalizzata. In alcuni momenti l’erogazione continua infatti a mancare, soprattutto nella parte alta del borgo di Piale, alimentando nuovi interrogativi tra i residenti.
Ed è proprio sulle cause effettive di queste continue anomalie che ora si attende di capire cosa emergerà dagli accertamenti. Tra le domande che circolano nel quartiere c’è anche quella relativa alla possibilità di eventuali riduzioni della portata legate alla situazione debitoria del Comune nei confronti di Sorical. Un’ipotesi che, allo stato, non risulta accertata e che non può essere trasformata in una conclusione senza riscontri ufficiali. Ma se fosse questa la ragione di una riduzione dell’erogazione, perché non comunicarlo apertamente ai cittadini?
È una delle questioni che restano sullo sfondo di una vicenda sulla quale, dopo giorni di allarmi, comunicazioni e interventi, sono ora 33 cittadini a chiedere che sia la Procura a fare chiarezza.
La denuncia è, appunto, contro ignoti: nessuna responsabilità viene dunque attribuita dai firmatari a persone determinate. Saranno eventualmente gli accertamenti della magistratura a stabilire se dietro i disservizi vi siano state condotte illecite, problemi tecnici o altre cause.
A Piale, intanto, l’acqua è tornata, ma la normalità sembra ancora un’altra cosa.
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