Quindici minuti sospesi tra la vita e la morte. Da una parte il precipizio, dall’altra un Carabiniere che, senza esitare, sceglie di avvicinarsi a una donna in preda alla disperazione, mettendo a rischio la propria incolumità pur di salvarle la vita.
È quanto accaduto al belvedere di Sant’Elia, nel territorio di Palmi, dove una donna di 37 anni si trovava seduta oltre la ringhiera di protezione, con davanti a sé un dirupo profondo circa 500 metri e l’intenzione di lanciarsi nel vuoto.
La segnalazione è arrivata ai Carabinieri della Compagnia di Palmi, che si sono immediatamente precipitati sul posto, insieme al personale sanitario del 118 e ai Vigili del Fuoco. La situazione è apparsa subito estremamente delicata: ogni movimento sbagliato avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.
A quel punto, il Comandante della Stazione dei Carabinieri ha compiuto una scelta tanto coraggiosa quanto determinante. Ha scavalcato la ringhiera e si è seduto proprio accanto alla donna, a pochissimi centimetri dal precipizio. Nessuna fretta, nessun gesto brusco. Solo la volontà di raggiungerla, prima ancora fisicamente, soprattutto con le parole.
Per circa quindici minuti il Maresciallo è rimasto lì, al suo fianco, cercando di abbattere il muro della diffidenza e di conquistare la sua fiducia. Un dialogo difficile, fatto di ascolto e comprensione, nel quale si è rivelata preziosa anche la presenza, poco distante, di una psicologa che già conosceva la giovane donna. Dietro quel gesto estremo, alcune delusioni e difficoltà legate alla sua vita personale.
Poi, in quei momenti interminabili, è arrivato il segnale tanto atteso. Uno sguardo, un’intesa silenziosa, sufficiente al Maresciallo per comprendere che la donna stava maturando la decisione di desistere.
È stato allora che un altro Carabiniere, senza perdere un istante l’ha afferrata, contribuendo a trarla definitivamente in salvo. La donna è stata quindi affidata alle cure del personale sanitario intervenuto sul posto.
Una vita salvata grazie al coraggio, alla lucidità e, soprattutto, all’umanità di due Carabinieri. Perché, in certi momenti, la differenza non la fanno soltanto la tempestività dell’intervento e la preparazione professionale, ma anche la capacità di fermarsi, ascoltare e trovare le parole giuste quando qualcuno sembra aver perso ogni speranza.
Questa volta, a fare la differenza, è stato un uomo oltre ad essere un Carabiniere che ha scelto di sedersi accanto a una donna sull’orlo del precipizio, non lasciandola sola proprio quando ne aveva più bisogno.
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