VILLA SAN GIOVANNI – Quella che fino a ieri sembrava una complessa emergenza idrica, durata diversi giorni e conclusasi con il ritorno alla normalità nella mattinata di mercoledì, oggi assume contorni completamente diversi e decisamente inquietanti. La sindaca Giusy Caminiti ha infatti denunciato pubblicamente un episodio che, se confermato dagli accertamenti, sarebbe di estrema gravità: qualcuno, nel pomeriggio di mercoledì 26 agosto, sarebbe entrato all’interno del serbatoio Pirgo, infrastruttura chiusa al pubblico, e avrebbe manomesso la valvola che alimenta il quartiere di Piale.
La denuncia arriva attraverso un video pubblicato sui social: «Ieri nel serbatoio di Piale è successo un fatto gravissimo e la città lo deve sapere, perché adesso è arrivato il momento di dire basta, e basta a 360 gradi. Ieri qualcuno si è introdotto all’interno del serbatoio Pirgo che rifornisce il quartiere di Piale. Intorno alle 17 di mercoledì 26 agosto, qualcuno si è introdotto all’interno di un serbatoio chiuso e di cui noi non abbiamo le chiavi, un serbatoio chiuso al pubblico e all’accesso e ha deciso di chiudere la diretta che rifornisce il quartiere di Piale. Non ha ridotto la portata dell’acqua, ha chiuso la diretta e ha portato a zero l’erogazione dell’acqua per il quartiere di Piale».
Secondo la ricostruzione della prima cittadina, ad attirare particolarmente l’attenzione sarebbe stata la modalità con cui è stata effettuata la manovra, perché avrebbe interessato esclusivamente la parte del sistema destinata a Villa San Giovanni.
«E sapete, è qualcuno che doveva sapere dove stava mettendo le mani, perché è qualcuno che è andato là dentro e ha chiuso solo la valvola che rifornisce Villa San Giovanni, lasciando aperto, fortunatamente, il rifornimento dell’acqua al quartiere Piale di Campo Calabro».
«Da giorni avevamo sentore che qualcosa non quadrava»
L’episodio, nelle parole della sindaca, si inserirebbe in una sequenza di anomalie che amministrazione comunale e tecnici stavano già cercando di comprendere. Nei giorni precedenti, infatti, nonostante gli interventi e le interlocuzioni con Sorical, il serbatoio di Pirgo aveva continuato a registrare problemi di approvvigionamento, fino al progressivo ritorno alla normalità.
È proprio alla luce di quanto accaduto mercoledì che Caminiti parla ora di un possibile sabotaggio, sostenendo che i problemi registrati nei giorni precedenti avrebbero potuto avere un’origine diversa da quella inizialmente ipotizzata.
«Siamo sorpresi? Sì, siamo sorpresi perché è aumentato, come dire, l’attacco, perché chi fa dei gesti di sabotaggio simili solitamente tende quantomeno a nasconderli, a camuffarli: del resto era da giorni che sapevamo che c’era qualcosa che non quadrava ed era da giorni che cercavamo di capire dove si cercasse di intervenire, al serbatoio madre, alla condotta che porta dal serbatoio a monte fino a Piale, ai nostri pozzetti. Da giorni che i tecnici di Sorical, i nostri tecnici e noi personalmente stavamo cercando di capire dove era il problema che avevamo sentore che qualcuno stesse provocando».
Parole alle quali segue la definizione più dura dell’intera denuncia. Caminiti qualifica infatti l’episodio come un atto di prevaricazione nei confronti non soltanto dell’amministrazione, ma soprattutto della comunità pialese, già alle prese con giorni di disservizi.
«Poi ieri sera un fatto che è inqualificabile, un gesto che è mafioso, perché le cose vanno dette nel modo in cui sono, perché è un gesto di prevaricazione, di prepotenza, di sabotaggio, innanzitutto nei confronti di una comunità, che da giorni sta subendo un disservizio idrico importante, ma poi nei confronti di una città, nei confronti di un’amministrazione comunale, nei confronti di una capacità di gestione dei servizi e dei problemi».
L’allarme scattato dal sistema di monitoraggio
La sindaca ricostruisce quindi il momento in cui l’amministrazione si sarebbe accorta del nuovo e improvviso crollo dell’erogazione. Il Comune dispone infatti di un sistema di monitoraggio che consente di controllare in tempo reale i livelli e l’acqua in uscita dai propri serbatoi. Ed è proprio questo sistema, secondo Caminiti, ad aver permesso di individuare rapidamente l’anomalia.
«E allora, se qualcuno ha pensato di poter mettere in ginocchio questa città realizzando un tale, un simile attacco alla città, deve sapere che noi non è che ci sottraiamo, perché prima di tutto abbiamo chiamato le forze dell’ordine e fino a tarda sera, insieme a loro, siamo stati al serbatoio, insieme ai tecnici di Sorical che hanno verificato in nostra presenza, c’eravamo noi con loro quando abbiamo visto che quella valvola di adduzione era completamente chiusa e noi lo sappiamo perché controlliamo in tempo reale l’erogazione dell’acqua da tutti i serbatoi di proprietà della città. Per cui quando alle 5 ci siamo resi conto che diminuiva notevolmente la portata dell’acqua in uscita, fino ad arrivare a zero, abbiamo subito chiamato Sorical. Sorical è venuta, ci ha aperto quel serbatoio e davanti ai nostri occhi abbiamo capito che cos’era stato fatto».
Un accertamento che, sempre secondo la ricostruzione della sindaca, avrebbe portato alla constatazione della chiusura completa della valvola. A questo punto sono scattate le procedure di sicurezza e l’interessamento delle forze dell’ordine.
«Ovviamente le forze dell’ordine sono informate, la denuncia è stata fatta, sarà formalizzata quando avremo ancora più elementi. Sorical ha cambiato tutti i lucchetti, ma noi abbiamo messo in atto una serie di atti precauzionali che a questo punto riguardano tutti i serbatoi della città, riguardano tutta la condotta cittadina, perché non sappiamo dove la manina potrà decidere di agire nelle prossime ore o nei prossimi giorni».
«Il problema non è contro questa amministrazione, ma contro i cittadini»
Nel finale del video, Caminiti allarga la questione al significato che attribuisce all’episodio. La sindaca respinge infatti l’idea che un eventuale sabotaggio possa essere letto semplicemente come un’azione contro l’amministrazione comunale, sottolineando invece le conseguenze dirette sulla popolazione.
«Non potevamo non dirvi quello che era accaduto, perché è bene che tutti sappiano che c’è un problema in questa città, che è un problema culturale, un problema di civiltà, e che va contro i cittadini, non va contro questa amministrazione, contro questo sindaco. Noi possiamo annoverare tra i vari complimenti anche quello di incapacità, ma non è questo il problema. Il problema è che ci sono 800 persone, centinaia di famiglie, che stanno subendo un disservizio e che non meritano di essere oggetto di un attacco, non meritano di esserlo».
L’amministrazione, dunque, annuncia un innalzamento del livello di attenzione sull’intera rete idrica cittadina, mentre Sorical prosegueirà le verifiche sul serbatoio e sulla condotta.
«E allora tranquilli, il livello di attenzione è aumentato notevolmente e sensibilmente da tutti in maniera congiunta, perché poi è questo il momento in cui si fa sinergia, c’è questa amministrazione comunale, c’è Sorical che continua a lavorare – anche stamattina ha lavorato su quel serbatoio e su quella condotta – ci sono le forze dell’ordine che sono allertate, c’è un sistema di protezione accanto ai beni pubblici della città e ai servizi primari della città. Per cui chi lo deve sapere lo sappia. Noi non indietreggiamo, anzi, di fronte a fatti simili aumentiamo la nostra esposizione, quella amministrativa e quella personale».
Ora dovranno parlare gli accertamenti
La denuncia della sindaca apre dunque un nuovo e inatteso capitolo nella vicenda che ha interessato Piale. Dopo giorni di disservizi, l’attivazione dell’autobotte, gli interventi di Sorical e il ritorno alla normalità dell’erogazione nella mattinata di mercoledì, emerge ora l’ipotesi di una manomissione volontaria dell’impianto.
Si tratta, al momento, della ricostruzione fornita pubblicamente dalla sindaca e dall’amministrazione comunale. Saranno gli accertamenti delle forze dell’ordine e gli ulteriori elementi che potranno emergere dalla verifica tecnica a stabilire cosa sia effettivamente accaduto, chi abbia avuto accesso al serbatoio e se l’episodio possa essere collegato alle anomalie idriche registrate nei giorni precedenti.
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