VILLA SAN GIOVANNI – L’ennesimo intervento di pulizia al Parco Robinson, reso noto dall’Amministrazione comunale di Villa San Giovanni attraverso un post della sindaca Giusy Caminiti, riporta all’attenzione un problema che da tempo interessa uno dei principali spazi pubblici dedicati ai bambini e alle famiglie.
Nel messaggio pubblicato sui social si legge che il Comune è intervenuto ancora una volta per rimuovere i rifiuti abbandonati nel parco, sottolineando come si continui con attività di pulizia e vigilanza nella speranza che chi compie questi gesti inizi finalmente a rispettare un luogo destinato alla collettività. Il post si conclude con un’affermazione condivisibile: «Serve educazione e buon senso».
Su questo punto è difficile non essere d’accordo. L’abbandono di rifiuti in un parco pubblico rappresenta un atto di inciviltà che danneggia l’intera comunità, soprattutto quando il luogo è frequentato quotidianamente da bambini e famiglie.
Tuttavia, il post apre anche alcune riflessioni sul ruolo dell’amministrazione. La pulizia ordinaria di un parco pubblico dovrebbe essere considerata un’attività normale e programmata. Così come nelle abitazioni si producono quotidianamente rifiuti, anche un’area pubblica necessita di manutenzione costante, dello svuotamento pressoché quotidiano dei cestini e della raccolta dei rifiuti che inevitabilmente si accumulano durante il normale utilizzo.
Diverso è il discorso quando si parla di abbandono abusivo di sacchi dell’immondizia o di grandi quantità di bottiglie e altri rifiuti. In questi casi non si tratta più della normale manutenzione, ma di episodi che richiedono un’efficace attività di prevenzione e controllo.
Ed è proprio sul tema della vigilanza che possono nascere alcune domande. Se, come afferma il Comune, le attività di controllo vengono svolte con continuità, ci si può chiedere perché situazioni del genere continuino a ripetersi. Una vigilanza realmente efficace dovrebbe contribuire a scoraggiare questi comportamenti o, quantomeno, a individuare i responsabili.
È plausibile che molti di questi episodi avvengano nelle ore serali o notturne, quando i controlli possono risultare più difficili e il parco è meno frequentato dalle famiglie. Le bottiglie di birra e altri rifiuti potrebbero essere riconducibili a persone che utilizzano impropriamente l’area nelle ore di chiusura o di minore sorveglianza, mentre l’abbandono di sacchi dell’immondizia potrebbe essere opera di chi smaltisce illegalmente i propri rifiuti. Si tratta, tuttavia, di ipotesi che non possono essere confermate sulla base delle sole immagini pubblicate.
La vicenda evidenzia quindi come il problema debba essere affrontato su due fronti: da una parte è indispensabile il senso civico dei cittadini, dall’altra occorre che l’amministrazione continui a garantire non solo la pulizia ordinaria, ma anche sistemi di controllo realmente efficaci per prevenire il ripetersi di questi episodi.
Educazione, buon senso e vigilanza non sono elementi alternativi, ma complementari. Solo attraverso il rispetto delle regole da parte dei cittadini e una presenza concreta delle istituzioni sarà possibile preservare il Parco Robinson come uno spazio sicuro, decoroso e accogliente per tutta la comunità. (f.m.)
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