VILLA SAN GIOVANNI – L’istruttoria per la nuova delibera Cipess è partita, ma per l’amministrazione comunale di Villa San Giovanni restano ancora molti nodi da sciogliere sul progetto del Ponte sullo Stretto. All’indomani della visita istituzionale dell’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, Palazzo San Giovanni ribadisce le proprie perplessità, dalla sostenibilità economica dell’opera agli studi sul territorio, passando per le risorse destinate alla città e il successivo passaggio alla Corte dei conti.
L’amministrazione chiarisce innanzitutto di essere stata informata da Ciucci sui tempi previsti per l’efficacia della delibera, precisando che si tratta di scadenze che non richiedono adempimenti da parte del Comune, ma che hanno comunque un peso per la comunità.
«Abbiamo ricevuto ieri la visita istituzionale del presidente Ciucci che ha avuto il garbo di anticipare all’amministrazione comunale quanto poi ha dichiarato in conferenza stampa circa i tempi che la Stretto di Messina ritiene saranno rispettati per l’efficacia della delibera CIPESS, la cui istruttoria è stata già avviata: sono tempi che non riguardano alcun atto cui l’amministrazione dovrà adempiere, un’attesa che però per la nostra comunità non è assolutamente priva di significato».
I dubbi sugli studi e sulla sostenibilità economica
Il Comune precisa di non aver esaminato tutta la documentazione depositata dai ministeri competenti per l’approvazione della delibera, ma di aver letto sia il parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) sia quello del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Proprio da questi documenti derivano alcune delle perplessità rappresentate a Ciucci.
«Non abbiamo letto tutte le carte che i ministeri competenti hanno depositato per l’approvazione della delibera: abbiamo però letto il parere dato dall’autorità di regolazione dei trasporti (ART) ed abbiamo manifestato al presidente Ciucci le nostre perplessità circa la mancanza evidenziata di un reale piano economico del ponte. Abbiamo anche letto il corposo parere del consiglio superiore dei lavori pubblici che chiede gli stessi studi che questa amministrazione comunale insiste a pretendere prima della contrattualizzazione – ancora eventuale – del progetto».
L’amministrazione torna quindi a chiedere che gli approfondimenti sul territorio vengano anticipati, senza attendere l’avvio della progettazione esecutiva.
«Nonostante il consiglio superiore dei lavori pubblici abbia, infatti, previsto a tutela e a garanzia una fase anticipata alla stessa progettazione esecutiva con la realizzazione degli studi propedeutici, quest’amministrazione insiste nel chiedere alla politica serietà nelle scelte: al presidente Ciucci abbiamo continuato a chiedere l’anticipazione di tutti gli studi sul territorio (faglie sismiche attiva e capaci, stato di consistenza del terreno, giusto per fare degli esempi) che dimostrino come il metodo tecnico scientifico sia fondante di ogni decisione».
I quattro milioni e il nodo della Corte dei conti
Tra le questioni sollevate da Palazzo San Giovanni c’è anche quella dei quattro milioni di euro che, secondo il Comune, residuano dalla compensazione dell’ecomostro e che dovrebbero essere destinati al completamento del lungomare e alla copertura della variante ferroviaria.
«Purtroppo abbiamo appreso che quelle che noi consideravamo lacune della delibera Cipess 2025 continuano ad essere presenti nella proposta depositata: anche in questa proposta 2026 non vi è l’attribuzione alla città di Villa San Giovanni dei 4 milioni di euro che residuano dalla compensazione dell’ecomostro per il mancato completamento del Lungomare e per la copertura della variante ferroviaria. Noi continuiamo a ritenere che quella cifra residua spetti alla città in compensazione di una bruttura che ormai subisce da oltre 12 anni! Così non è stato per decisione del governo centrale nel 2025 e così non sarà nella delibera 2026».
L’amministrazione ricorda inoltre che la nuova delibera dovrà comunque tornare al vaglio della Corte dei conti, nonostante la società ritenga di aver ottemperato alle richieste dei giudici contabili.
«Questa delibera di prossima approvazione, peraltro, dovrà comunque tornare al vaglio della Corte dei Conti: nonostante la Stretto di Messina ritenga di aver ottemperato alle richieste presentate dai giudici contabili, noi non abbiamo letto il famoso IROPI, la cui rilevanza è fondamentale per comprendere se vi sia o meno violazione del diritto euro unitario in materia di tutela dell’ambiente e del paesaggio».
Da qui la posizione politica ribadita dal Comune, che considera ancora aperte le contestazioni avanzate nel corso dell’iter.
«Non sfuggirà a nessuno (e lo abbiamo detto chiaramente al presidente Ciucci nel rispetto dei ruoli che rappresentiamo) che le obiezioni di questa amministrazione comunale al progetto, alla delibera Via vas e non da ultimo alla delibera CIPESS 2025 ad oggi non ci sembrano superate».
«Avviare il cantiere come ultimo atto di un governo non legittima la scelta»
Nel documento l’amministrazione allarga poi la riflessione ai tempi politici dell’opera, lanciando un messaggio alle forze politiche in vista delle prossime elezioni.
«Peraltro, alla politica tutta intendiamo lanciare una nostra riflessione: pensare di dare il via ad un cantiere come quello del ponte come ultimo atto di un governo uscente non legittima la scelta. Anche qualora fosse lo stesso governo a vincere le elezioni del 2027, sarebbe il primo atto di un nuovo governo in carica, ben diverso dall’ultimo atto di un governo con le valigie pronte. Anche questo è rispetto verso le istituzioni, a cominciare da quelle comunali che per espressa disposizione costituzionale non sono inferiori a quelle nazionali. Ancor più è rispetto per gli elettori!»
Le opere per Villa e la tutela degli espropriandi
Nel corso dell’incontro, la Stretto di Messina ha comunicato l’intenzione di avviare le progettazioni delle opere preliminari deliberate dal Consiglio comunale, con il voto contrario della minoranza di centrodestra, che si è rifiutata di partecipare alla votazione. Il Comune indica le proprie priorità: completamento del lungomare, ampliamento e copertura del depuratore di Pezzo, viabilità alternativa e pubblica illuminazione.
«Non da ultimo, la Stretto di Messina ci ha comunicato di voler avviare le progettazioni delle opere preliminari che il consiglio comunale (a maggioranza, perché la minoranza di centrodestra si è rifiutata di partecipare al voto) ha deliberato: la nostra priorità resta il completamento del lungomare della città; l’ampliamento con copertura del depuratore di Pezzo per efficientare il sistema fognario cittadino e risolvere il problema di un quartiere turistico sottoposto alla presenza di un depuratore a cielo aperto; la viabilità alternativa che altro non sono le vie da piano regolatore che la città aspetta da oltre quarant’anni per avere sfogo verso nord, verso sud e verso le colline; la pubblica illuminazione già per gran parte ormai efficientata».
Infine, l’amministrazione pone l’accento sulla situazione delle famiglie e dei proprietari interessati dagli espropri, chiedendo che non siano sottoposti a un’ulteriore attesa mediatica dall’esito incerto.
«Abbiamo preteso rispetto per gli espropriandi: che queste famiglie e questi proprietari non subiscano per l’ennesima volta lo stress mediatico di un’attesa dall’esito incerto. Perché ad oggi di questo si tratta: la delibera CIPESS dovrà comunque essere sottoposta al vaglio della Corte dei conti. Se i vizi sono stati superati, lo scopriremo solo tra qualche mese».
La conclusione ribadisce la linea che Palazzo San Giovanni intende mantenere anche nei prossimi passaggi dell’iter.
«A noi come amministrazione non resta fare come fin qui: leggere le carte, esaminarle con attenzione rispetto alle esigenze della nostra comunità e alla tutela di Villa San Giovanni, decidere coerentemente con tutto ciò che fin qui abbiamo sempre indicato come prioritario. L’azione di controllo e di vigilanza è presidio di democrazia e noi lo eserciteremo fino alla fine».
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