di FRANCESCA MEDURI
VILLA SAN GIOVANNI – A Villa San Giovanni esiste un gruppo consiliare di Forza Italia guidato dal consigliere ed ex candidato a sindaco del 2022 Marco Santoro. Ne fanno parte anche Domenico De Marco, Daniele Siclari, Filippo Lucisano e Stefania Calderone.
Se si escludono gli ultimi due – i più giovani del gruppo ma, al tempo stesso, gli unici che nei loro interventi pubblici hanno mostrato una certa maturità, cognizione di causa e misura nei toni – tra i primi tre, ormai da quattro anni, sembra essere in corso una continua rincorsa al comunicato personale.
I comunicati unitari del gruppo consiliare, firmati da tutti e cinque, non sono mancati. Ma altrettanti, se non di più, sono stati quelli diffusi singolarmente. E questo eccesso di protagonismo, all’interno di una coalizione di minoranza che dovrebbe mostrarsi compatta e coesa, appare quantomeno paradossale, oltre che poco credibile.
Negli ultimi tempi la situazione sembra persino peggiorata. E non è difficile immaginarne il motivo: tra un anno si voterà per il rinnovo del Consiglio comunale.
I tre “veterani” del gruppo – Santoro, De Marco e Siclari – sembrano voler occupare la scena a tutti i costi. La rivalità interna è evidente, anche se per ora si cerca ancora di salvare le apparenze. Del resto, come accade un po’ in tutto il centrodestra villese, anche all’interno del gruppo consiliare di Forza Italia la convivenza politica appare tutt’altro che semplice.
Santoro, De Marco e Siclari scalpitano. Non va dimenticato che De Marco e Siclari ricoprono rispettivamente i ruoli di vicecoordinatore e coordinatore cittadino di Forza Italia Villa San Giovanni. Entrambi, secondo alcuni rumors, ambirebbero alla candidatura a sindaco nel 2027.
Ma il problema non è nemmeno questo. Il punto è che, con questo atteggiamento, finiscono per apparire immaturi e poco credibili.
Nessuno mette in discussione il diritto dell’opposizione di criticare l’attuale amministrazione guidata dalla sindaca Giusy Caminiti. È un ruolo legittimo e necessario. Il problema è che, nella maggior parte dei casi, queste critiche raramente si traducono in proposte concrete o iniziative realmente costruttive. Spesso appaiono ripetitive, poco originali, talvolta persino scopiazzate dai social, e quasi mai supportate da documentazione o approfondimenti.
In sostanza, si ha l’impressione che si parli più per ottenere visibilità che per incidere davvero sul dibattito politico cittadino. Bisogna comparire sui giornali, presidiare la scena, marcare il territorio. E in questa corsa all’attenzione pubblica, l’ego personale sembra prevalere sull’azione politica collettiva. Su tutti, spicca l’iperattivismo di De Marco.
I tre finiscono spesso per inseguirsi a vicenda: denunciano gli stessi problemi, segnalano le stesse situazioni, ripetono gli stessi concetti. Cambia soltanto la firma in calce al comunicato. Ognuno vuole intestarsi il merito, nel tentativo di conquistare consenso e visibilità agli occhi della comunità. Ma i cittadini, fortunatamente, sanno distinguere la politica concreta dalla semplice propaganda.
Anche negli ultimi giorni, si diceva, il trio “azzurro” ha recitato lo stesso copione. Sarebbe bastato un unico comunicato stampa a nome dell’intero gruppo consiliare. Invece no.
Prima è intervenuto Santoro che, quantomeno, ha firmato nella sua qualità di capogruppo, lasciando intendere una posizione condivisa. Poco dopo è arrivato il comunicato di De Marco, probabilmente preoccupato che la visibilità mediatica potesse andare tutta a Santoro. Infine Siclari.
Tre interventi distinti per dire, sostanzialmente, le stesse cose: le solite accuse all’amministrazione Caminiti, i consueti richiami al degrado, alla trasparenza e alle inefficienze cittadine, senza però avanzare vere proposte politiche, iniziative concrete o alternative amministrative credibili.
Comunicati sterili, insomma.
E viene quasi da pensare che questa raffica di dichiarazioni serva anche a spostare l’attenzione da un tema molto caro al centrodestra villese: il Ponte sullo Stretto. Un argomento che Forza Italia e i suoi rappresentanti sostengono da sempre con grande enfasi, ma sul quale negli ultimi giorni è improvvisamente calato il silenzio, proprio mentre emergevano notizie relative a un’inchiesta giudiziaria per presunto tentativo di corruzione nell’ambito dell’iter progettuale.
Qui non si tratta di essere favorevoli o contrari al Ponte. Ogni posizione merita rispetto. Colpisce però il fatto che, davanti a una notizia così rilevante, i tre esponenti azzurri abbiano preferito tacere, scegliendo invece di tornare a parlare singolarmente di degrado urbano, trasparenza e disservizi.
Argomenti legittimi, certo, ma che fanno anche sorridere se si pensa agli anni in cui la città era amministrata dal centrodestra. Come se Villa San Giovanni, allora, fosse stata una cartolina perfetta.
Ci si è forse dimenticati delle proteste nel quartiere Cannitello per il piano spiaggia, delle polemiche sulle piazzette, del vigile urbano mai arrivato, dei problemi idrici a Piale, delle buche, della spazzatura e delle tante criticità diffuse sul territorio?
Villa San Giovanni non è una città perfetta oggi, ma non lo era nemmeno ieri. E forse qualcuno, troppo preso dalla propaganda quotidiana, soffre semplicemente di memoria corta.
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