AVS mette radici a Villa: asse col PD verso il 2027 tra presenze eccellenti e assenze pesanti

21 Aprile 2026
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di FRANCESCA MEDURI

​VILLA SAN GIOVANNI – Il campo largo progressista inizia a prendere forma in riva allo Stretto. Con un occhio alle amministrative del 2027 e l’altro puntato sulle criticità del progetto del Ponte, Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e il Partito Democratico hanno siglato a Villa San Giovanni un’intesa che segna l’ingresso ufficiale della formazione rosso-verde nelle dinamiche politiche cittadine.

​Il baricentro di questa operazione è Rossella Bulsei, recentemente eletta nella segreteria regionale di AVS con deleghe all’Istruzione e alle Politiche dello Stretto. Durante la presentazione, l’esponente villese ha rivendicato con orgoglio il proprio impegno civico e la coerenza della sua battaglia sul fronte Ponte, legando la sua scelta di campo a una radicata identità politica: un’appartenenza alla sinistra che, come lei stessa ha sottolineato, affonda le radici in una lunga storia familiare. Per Bulsei, dunque, la nuova veste istituzionale rappresenta la naturale evoluzione di un percorso di vita e di ideali.

​La conferenza stampa ha visto la partecipazione di cittadini, militanti e simpatizzanti del centrosinistra e di alcuni esponenti dell’amministrazione guidata dalla sindaca Giusy Caminiti. Non è passata inosservata l’assenza dei consiglieri comunali Ada Pavone e Pietro Idone, fuoriusciti dalla maggioranza e adesso in quota opposizione col gruppo “Spazio Democratico”.

​Proprio alla luce di queste divisioni interne al fronte progressista, la domanda principale posta ai relatori ha riguardato la credibilità di un percorso unitario per il 2027: come pensano PD e AVS di ricomporre i pezzi dopo la frammentazione della maggioranza? È sotto gli occhi di tutti che, attualmente, il centrosinistra villese si ritrova frammentato in almeno tre diverse anime: la maggioranza di governo civica, che ha scelto di non integrare simboli di partito e accoglie sensibilità trasversali dialogando anche con forze nazionali di centrodestra; il gruppo “Spazio Democratico” dei fuoriusciti e, infine, il campo progressista ufficiale che tenta la sintesi.

Un quadro incerto su cui i relatori hanno preferito prendere tempo, dichiarandosi genericamente aperti a tutti coloro che si riconoscono nell’area progressista, inclusi cittadini e associazioni. Sebbene non possano prevedere il futuro, PD e AVS hanno però fissato dei “paletti” invalicabili. Il primo è il ritorno della politica: come sottolineato da Enzo Musolino, i partiti devono tornare a essere protagonisti. In sostanza, si auspica uno stop a un civismo “puro” e senza tesserati, con i simboli di partito e il logo “No Ponte” al centro del futuro progetto per Villa San Giovanni. Allo stesso tempo, il segretario del Pd villese ha ribadito la volontà di essere «testardamente unitari» e alternativi alle destre. Demetrio Delfino (AVS) ha lanciato un appello per «unirsi da subito», mentre Ferdinando Pignataro (AVS regionale) ha ribadito che un centrosinistra unito non può ignorare le esperienze amministrative già in corso.

​Immancabile il focus sulla mega infrastruttura dello Stretto. Se Gerardo Pontecorvo (Europa Verde) ha riproposto l’istituzione del Parco Nazionale quale alternativa sostenibile al Ponte, il senatore PD Nicola Irto ha lanciato un allarme sulle risorse: circa 1,5 miliardi di euro per il triennio 2026-2028 che, invece di essere riprogrammati sul territorio, sarebbero stati dirottati nel patrimonio destinato gestito da Cassa Depositi e Prestiti. «Chissà come verranno realmente utilizzati», ha ammonito il segretario regionale dem.

​L’incontro ha confermato che la strada verso il 2027 è stata tracciata, sebbene il terreno resti scivoloso. In questo scenario, la figura di Rossella Bulsei potrebbe rappresentare quel trait d’union necessario tra le istanze dei comitati e la politica dei partiti, nel difficile tentativo di ricucire lo strappo tra le diverse anime di un centrosinistra che cerca faticosamente di ritrovare la propria identità.

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