A distanza di quasi tre settimane dal sequestro di oltre 2.200 piccoli volatili a Villa San Giovanni, il caso continua a far discutere. L’operazione, condotta lo scorso 10 settembre dai Carabinieri della locale Stazione, aveva portato alla scoperta di centinaia di gabbie artigianali stipate all’interno di un’autovettura diretta verso la Sicilia.
Al loro interno, gli uomini dell’Arma avevano trovato fringuelli, cardellini, verzellini e verdoni – tutti appartenenti a specie protette – trasportati in condizioni drammatiche, privi di spazio e di aria. Molti esemplari erano già morti, mentre altri mostravano chiari segni di sofferenza.
Grazie all’intervento del Servizio Veterinario provinciale, la maggior parte degli uccelli è stata rimessa in libertà, tornando al proprio habitat naturale. Un gesto che ha restituito dignità agli animali e che ha ribadito l’importanza dell’attività di contrasto al bracconaggio svolta dall’Arma.
Secondo le stime degli investigatori, la vendita sul mercato illegale di quella “merce viva” avrebbe potuto fruttare circa 200.000 euro. L’uomo fermato al volante è stato deferito in stato di libertà con l’accusa di maltrattamento e uccisione di animali appartenenti a specie protette.
Le indagini sono tuttora in corso, mentre l’Autorità Giudiziaria farà chiarezza sulla vicenda. Si ricorda che, al momento, l’indagato deve essere considerato innocente fino a eventuale sentenza definitiva, in ossequio al principio costituzionale di non colpevolezza.
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