di FRANCESCA MEDURI
A Villa San Giovanni, definita fino a pochi anni fa dagli stessi forzisti locali come il comune più “azzurro” della Calabria, la campagna elettorale per l’imminente rinnovo del Consiglio regionale sembra procedere sottotono. Anzi, a giudicare dai segnali, si direbbe che non sia mai davvero partita.
Nonostante i numerosi attestati di fedeltà espressi negli ultimi anni dai consiglieri comunali di Forza Italia verso il coordinatore regionale e deputato Francesco Cannizzaro e verso il governatore uscente Roberto Occhiuto, la cittadina dello Stretto non è stata finora tappa di alcun incontro elettorale della squadra azzurra. Le uniche iniziative sul territorio risalgono a momenti precedenti alla presentazione ufficiale delle liste, dunque non riconducibili alla campagna in corso.
Il legame tra la sezione villese e i vertici regionali appare dunque meno saldo di quanto dichiarato in passato. A confermarlo è anche la quasi assenza di messaggi o contenuti social da parte dei forzisti locali in sostegno a Occhiuto, mentre resta un mistero la sede cittadina del partito, inaugurata con grande enfasi nel 2022 proprio alla presenza di Cannizzaro e oggi di fatto scomparsa dal panorama politico cittadino.
Un’assenza pesante, che si somma alla mancanza di candidature villesi all’interno delle liste del centrodestra. Nessun rappresentante di Forza Italia (e, più in generale, nessun esponente locale della coalizione) correrà infatti per un seggio in Consiglio regionale, segnale che le scelte dei vertici si sono orientate altrove, verso territori con figure di maggiore peso politico e amministrativo.
In questo scenario, Forza Italia a Villa San Giovanni sembra attraversare un momento di appannamento. Esclusa dalle dinamiche elettorali regionali e priva di una rappresentanza diretta nella competizione, la sezione locale osserva da bordo campo anche la partita sul Ponte sullo Stretto, tema cruciale che vede protagonista l’attuale sindaca Giusy Caminiti, contraria all’attuale progetto dell’opera.
Per il partito che un tempo sventolava con orgoglio la bandiera azzurra nella città dello Stretto, il presente appare dunque segnato da silenzi e assenze. Resta da capire se si tratti solo di una fase di transizione o di un vero e proprio arretramento politico sul territorio.
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