VILLA SAN GIOVANNI – L’annuncio di Matteo Salvini sull’imminente accelerazione del progetto per il Ponte sullo Stretto ha riacceso, ancora una volta, il dibattito politico e civile a Villa San Giovanni. Il ministro delle Infrastrutture ha parlato di una fase finale imminente: ultimi passaggi da parte della Stretto di Messina Spa e, entro i primi giorni di agosto, l’attesa pronuncia del CIPESS con la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.
Ma il Circolo del Partito Democratico “Tonino Giordano” di Villa San Giovanni non ci sta. In un comunicato denso di preoccupazioni e critiche, i dem locali sollevano dubbi radicali sulla legittimità e sostenibilità del progetto: «Tutto questo avviene – occorre precisarlo – con la certificazione di un progetto carente e sostanzialmente inemendabile (basti pensare al problema della mancata prova dei cavi e del franco navigabile insufficiente), con un appalto costosissimo, vetusto, mai davvero aggiornato e aperto alla concorrenza di altri attori industriali, con una bocciatura ambientale, al vaglio delle commissioni tecniche in Europa, in tema di aree protette sullo Stretto»
Nel mirino, anche la confusione e le contraddizioni interne alla destra villese. Secondo il PD locale, si profilano almeno quattro differenti posizioni tra i partiti del centrodestra: l’adesione totale del capogruppo di Forza Italia Marco Santoro alla linea della Stretto di Messina Spa; le riserve espresse dall’ex sindaco Siclari; l’attendismo “opportunista” di Fratelli d’Italia e del segretario cittadino Antonio Messina, che «attende il passaggio accidentato sullo Stretto dei suoi competitors di coalizione» in vista delle elezioni del 2027; e infine la fedeltà mediatica della Lega Nord villese che «sui social compie quotidianamente i suoi atti di fede verso il Capitano Salvini».
Per il Circolo PD, intanto, le vere emergenze locali sono altre e rischiano di essere completamente oscurate dall’imponente cantiere che si preannuncia: «Il Cantiere del Ponte inghiottirà tutto, sarà tutto asservito all’opera. Ce lo hanno detto i tecnici della Stretto di Messina in Commissione Territorio: tra cavalcavia e sottopassi la via marina sarà stravolta e l’impatto sulla viabilità ordinaria cittadina non è al momento esattamente misurabile».
A pesare, secondo i dem, anche l’assenza di dati certi sugli effetti sanitari per la popolazione residente: «Il progetto definitivo non dice una parola sulle ricadute di un cantiere simile sulla salute dei cittadini che ci vivranno sotto per chissà quanti anni».
Il vero rischio, denunciano, è che la battaglia politica si riduca a un teatrino tra personalismi e ambizioni elettorali, mentre si perde di vista l’urgenza di una risposta politica all’altezza della sfida: «Le Destre di Villa sembrano unite solo dalla volontà di scalzare questa Amministrazione (cui anche noi non abbiamo risparmiato le giuste critiche) perché sono convinte che sarà il prossimo Consiglio Comunale a giocarsi la partita più importante sul Ponte».
Secondo il comunicato, per esempio, solo la definizione delle pratiche di esproprio richiederà almeno tre anni dall’eventuale approvazione del CIPESS. Non un tema marginale, ma un punto cardine che determinerà il destino della città: «Sono dunque ‘le mani sulla città’ in gioco e non la ormai trita retorica ‘professionale’ tra gli adoratori social della sindaca Caminiti e i suoi detrattori carichi di rivalsa».
Per il Circolo PD, la posta in gioco è la sopravvivenza stessa di un’idea di città: «Qui c’è la Città da tutelare, da salvare. Occorre da subito strutturare un’offerta politico/amministrativa nuova, più ricca e plurale, che non lasci fuori nessuno, fecondata dagli apporti migliori della Società civile che sono emersi proprio in questa oscura temperie dominata dell’incubo Ponte».
L’appello finale è chiaro: un “cantiere” diverso, fatto di idee e di resistenza nonviolenta, per rimettere al centro la salute, l’abitare, e un futuro non subordinato a scelte imposte dall’alto: «Cominciamo a lavorare ad un ‘cantiere’ davvero necessario: quello delle Idee e della battaglia Nonviolenta per Villa, per attualizzare la storia migliore del Centrosinistra villese, per indicare le vere opere di sviluppo della Città, senza padroni ‘stranieri’, senza chiusure escludenti. Noi ci siamo e voi?». (f.m.)
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