Ponte sullo Stretto, Pd Villa: «Città commissariata e a qualcuno sta bene così»

13 Marzo 2024
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VILLA SAN GIOVANNI – «Ma le password per accedere al link del progetto sono arrivate? La Società “proprietaria” le ha trasmesse? L’amministrazione villese ha potuto finalmente visionare l’aggiornamento al progetto Ponte? Se si, non sarebbe ora di riprenderci quello che Salvini ci ha negato? Non sarebbe giusto aprire la Casa Comunale ai cittadini e alle forze organizzate per diffondere i dati di questo finora oscuro aggiornamento? Cosa impedisce a Villa di promuovere un “dibattito civico” sul progetto? O dobbiamo attendere un’altra visita di Ciucci? Un’ennesima dose di propaganda? E se Ciucci ritornerà a Villa, verrà di nuovo all’insaputa dei più?».

Tanti gli interrogativi che il Pd villese continua a sollevare sulla vicenda del Ponte sullo Stretto, anche alla luce del fatto che l’amministrazione Caminiti continua a non coinvolgere la città sull’argomento attraverso un dibattito pubblico.

«Speriamo – prosegue Enzo Musolino, segretario dem – che l’Amministrazione ci dia notizia di questa possibile evenienza, che dica a tutti i villesi quando Ciucci sarà di nuovo dei nostri, che chieda al “presidentissimo” di non chiudersi nelle segrete stanze per affrontare – insieme al sindaco – una conferenza stampa aperta anche alle domande dei cittadini. E’ troppo? Chiediamo troppo? E non ci si nasconda dietro la “privacy”.
Che c’entra la tutela della riservatezza con un progetto che minaccia di devastare tutta Villa? Che c’entrano i dati secretati con un’Opera colossale che ci trasformerà in un cantiere ventennale?».

«Stiamo giungendo ai primi cantieri (così ci dicono Ciucci e Salvini) – ammonisce Musolino –  senza sapere nulla, senza sapere, soprattutto, se il progetto e’ sempre quello vecchio di Berlusconi o se davvero Salvini ha modificato qualcosa per non cambiare nulla.
Il Partito Democratico, a tutti i livelli, viene accusato, sul punto, di essere “allarmista” solo perché insiste sul principio di precauzione.
E’ più corretto, invece, anestetizzare il territorio? Annullare il dibattito, rimandare il più possibile ogni valutazione?
Assecondare le manie di segretezza proprie di chi ha predisposto un iter sul Ponte sottratto alle tante richieste di accesso agli atti?
Tante domande, tanti dubbi … nessuna risposta, nessuna certezza:
il Ponte e’ immerso nelle nebbie “padane”, ci hanno “commissariati” e a qualcuno – l’affondo di Musolino – sta bene così». 

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