Arghillà, il Comune nega il servizio Scuolabus a 23 minori

2 Marzo 2024
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«Il Comune di Reggio Calabria dall’inizio dell’anno scolastico in corso non ha garantito il servizio di Scuolabus a 23 alunni residenti ad Arghillà nord nonostante  le richieste inoltrate,  le costanti sollecitazioni e le dichiarazioni dell’Assessora alla Pubblica Istruzione». È quanto denuncia Marino A Giacomo, dell’associazione Un Mondo Di Mondi. 

«Il  Comune che ha realizzato il ghetto di Arghillà e che continua a mantenerlo  con finanziamenti milionari (ultimo PINQUA di circa 20 milioni di euro)  – prosegue Marino – non garantisce il Servizio di Scuolabus per 23 minori perché le loro famiglie, che sono famiglie a reddito basso,  nell’anno scolastico passato non hanno potuto pagare la retta ed oggi  non sono in grado di saldare il debito insieme alla retta corrente.

Ad Arghillà i plessi scolastici – spiega Marino – sono distanti qualche chilometro dagli alloggi dove abitano le famiglie  dei 23 minori, pertanto il servizio di Scuolabus  è fondamentale per garantire la regolare frequenza scolastica degli alunni, le cui famiglie non hanno sempre  la disponibilità di propri mezzi di trasposto. Difatti i 23 alunni non accolti sullo Scuolabus  comunale,   grazie ai loro genitori,  hanno continuato  a frequentare le lezioni scolastiche,  ma non hanno avuto una frequenza costante a causa della negazione del Servizio di Scuolabus . 

Nonostante l’oggettiva fragilità del territorio di Arghillà e la fondamentale importanza di garantire il diritto allo studio dei minori di questo quartiere la scelta del  Comune, fino ad oggi,  è stata – ammonisce Marino –  di considerare più importante l’incasso delle rette rispetto al diritto allo studio dei minori.

La questione del Servizio Scuolabus  negato è emersa – rivela Marino – dalle insegnanti dell’Istituto Comprensivo “Radice Alighieri” di Catona il 14 luglio scorso in un incontro promosso dalla Dirigente dello Stesso Istituto con la presenza dell’Assessora alla Pubblica Istruzione, Dssa Anita Nucera. La quale, in quell’occasione, ha  dichiarato che il Servizio deve essere garantito a prescindere dal pagamento della retta . Un’affermazione politica importante e coerente con l’azione di un Ente comunale che deve garantire a tutti il diritti fondamentali eliminando gli ostacoli economici esistenti, come afferma l’articolo 3 della Costituzione.  Ma con l’inizio dell’anno scolastico in corso la questione non è stata risolta è quindi nel mese di novembre 2023  questa Associazione ha presentato all’Assessora alla Pubblica Istruzione una richiesta di ripristino del Servizio per i 23 alunni, facendo seguire una serie di sollecitazioni telefoniche. L’Assessora  alla PI , dssa A. Nucera, ha ribadito telefonicamente all’Associazione  il suo impegno a ripristinare il Servizio, ma non più prescindendo dal pagamento ma attraverso un finanziamento dell’Assessorato ai Servizi Sociali che avrebbe coperto il debito delle rette  dei 23 alunni. L’Assessora  ha  anche espresso la volontà di proporre  un provvedimento strutturale, modificando il Regolamento del Servizio Scuolabus  per renderlo gratuito per le famiglie a reddito basso.  Nonostante le buone intenzioni espresse dall’Assessora  la questione non si è risolta e con il cambio della Giunta  Comunale l’Associazione ha dovuto presentare, nel mese di gennaio 2024, una seconda  richiesta alla nuova Assessora alla Pubblica Istruzione, dssa Anna Briante, ed all’Assessora alle Politiche sociali d.ssa Anita Nucera, già Assessora alla PI, facendo seguire una serie di altre sollecitazioni telefoniche e la richiesta di un incontro».

«Per queste richieste nessuna risposta formale – continua Marino – è mai arrivata  all’AssociazioneDopo la seconda richiesta abbiamo appreso telefonicamente  che l’Assessorato alle Politiche Sociali  non  intende utilizzare nessun  finanziamento per coprire il debito  . L’incontro richiesto  non è mai avvenuto  ed i 23 minori sono ancora oggi  rimasti senza il Servizio Scuolabus.       

E’ vero che le attività di un Ente pubblico, purtroppo anche quando si tratta di diritti fondamentali, dovrebbero  avere  una copertura economica, ma è anche vero che il Comune se avesse voluto avrebbe trovato la copertura almeno per le famiglie a reddito basso»

E poi domanda: «I molteplici progetti  finanziati con milioni di euro che vengono realizzati proprio ad  Arghillà, non   potrebbero prevedere anche  la copertura del Servizio di Scuolabus per le famiglie a reddito basso di Arghillà ?  Con altri progetti  il Comune non  potrebbe provvedere a coprire il Servizio anche per le  famiglie a reddito basso  di altri quartieri  della città?». 

«Ma oltre alla copertura economica  del debito maturato  e del Servizio per le famiglie a reddito basso  la Giunta, come ha dichiarato l’Assessora Nucera ,  dovrebbe approvare un provvedimento strutturale  modificando  le  quote imposte alle famiglie per il  Servizio Scuolabus . Le quote oggi in vigore  penalizzano duramente le famiglie a reddito basso ed il diritto allo studio dei loro figli . Inoltre, sarebbe necessario anche modificare il regolamento del servizio Scuolabus eliminando la clausola che prevede la  sospensione del Servizio in caso di morosità. Si darebbe priorità  al diritto allo studio rispetto all’aspetto economico».

Di seguito le attuali  quote del Servizio pubblicate sul sito web dell’ATAM SpA a cui è affidato il Servizio di Scuolabus.

Fonte: Sito web di ATAM spa

    http://www.atam.rc.it/scuolabus/tabella_fasce.html

Con  le   quote riportate nella   tabella  una famiglia con reddito Isee sotto i 1.500 euro e con 4 figli deve pagare 105 euro di iscrizione, 40 euro al mese per 8 mesi  per un totale di 425 euro per l’intero anno scolastico. Una famiglia con reddito Isee sotto i 3.000 euro e con 3 figli  deve pagare 80 euro di iscrizione, 60 euro mensili  per 8 mesi per un totale di 560 euro per l’intero anno scolastico. Mentre una famiglia con reddito Isee sotto i 3000 euro  e con 4  figli  deve pagare 105 euro di iscrizione, 80 euro mensili  per 8 mesi per un totale di 745 euro per l’intero anno scolastico.

«Si tratta di importi assolutamente  insostenibili per le famiglie con  reddito basso e con tanti figli minori»

«Questa Associazione – conclude Marino – chiede al  Sindaco, all’Assessora alla Pubblica Istruzione e all’Assessora alle Politiche Sociali di presentare in Giunta una proposta di Delibera che preveda:  la copertura del debito maturato con le rette non saldate dei 23 alunni;  la modifica  delle quote del Servizio Scuolabus rendendolo gratuito per le famiglie a reddito Isee sotto i 3.000 euro e riducendo significativamente le quote per le altre fasce di redditto; la modifica del  Regolamento  garantendo  il Servizio  anche in caso di morosità. Confidando nella buona politica attendiamo una risposta positiva per questa nostra richiesta e la possibilità di incontrare il Sindaco insieme all’Assessora alla PI e all’Assessora alle Politiche Sociali».

 

 

 

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