Convegno sul Ponte a Villa con Salvini, il Pd locale insorge per il patrocinio del Comune

24 Giugno 2023
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VILLA SAN GIOVANNI – Si aggiunge anche il ministro Matteo Salvini all’elenco degli ospiti-relatori del meeting “Il Ponte sullo Stretto di Messina. Un’opportunità per i territori dello Stretto e per l’area euro-mediterranea”, in programma per l’intera mattinata di lunedì 26 giugno nella location Altafiumara.

L’evento è organizzato da “Lions Clubs International” nell’ambito del proprio “Forum permanente del Mediterraneo e Mar Nero per il futuro dei giovani” (FpM), con il patrocinio del Comune di Villa San Giovanni e altri comuni del Reggino. E qui ecco insorgere il Pd cittadino, che col segretario Enzo Musolino non le ha mandate a dire.

La nota del Pd villese

 

«Il meeting del Ponte, la festa di Salvini».

«È opportuno in questa delicata fase della Città di Villa SG – ferita dalle troppe decisioni sul suo destino che maturano fuori dal territorio, indifferenti al dibattito tra i cittadini –   che l’Amministrazione comunale patrocini – con tanto di logo in locandina – il “meeting” organizzato a Villa, giorno 26 giugno, dal consigliere forzista Marco Santoro, in aperta propaganda a favore del Ponte sullo Stretto?

Credo si possa ben parlare di un errore politico, di un’esagerazione incomprensibile che destabilizza la Città.

È giusto che l’Amministrazione comunale si mostri aperta e collaborativa, dialogante con tutti gli Enti che si muovono dietro il simulacro fantasmatico del Ponte. Ed e’ giusto perché la Sindaca Caminiti rappresenta tutti e ha il dovere, partecipando agli eventi, di cercare di capire cosa ci sia davvero dietro la “bufala Ponte” approntataci dagli ex secessionisti Lumbard.

E, in quest’ottica, bene si e’ fatto a chiedere a Salvini di venire a Villa, a pretendere l’ingresso della Città nella Società Stretto di Messina rediviva, a spingere deputati e senatori ad occuparsi dei problemi concreti dello Stretto.

A fronte, però, di tante mancate risposte e di troppi dinieghi e criticità:

  1. nessuna seria interlocuzione sul tema Ponte attivata dal Ministro della Lega Nord;
  2. nessun ruolo per Villa nella nuova Società “in house” che si occuperà della Grande Opera;
  3. nessun serio interesse del Governo e delle Istituzioni coinvolte per il mascheramento della Variante di Cannitello, per la Stazione ferroviaria, e per i lavori sul Lungomare (stiamo ancora accumulando ritardi e sospensioni);
  4. un’ipotesi progettuale dell’Autorita’ di Sistema Portuale dello Stretto sui nuovi approdi villesi ormai totalmente asservita – grazie agli emendamenti dell’On. Cannizzaro – alla priorità del Ponte;

In tale contesto, dicevamo, che senso ha aderire, patrocinare, organizzare, un evento ideologico, di parte, elitario, lontano dagli interessi comuni, impopolare perché dannoso, fantasioso nelle ambizioni sproporzionate?

Il “meeting”, attraverso i suoi relatori, vorrebbe  parlarci del Ponte come di una “Speranza” mentre, invece, rischia di sfociare nel ridicolo straparlando di rilancio “geopolitico” dei nostri territori, di “dialogo euro mediterraneo” che, niente di meno, dovrebbe scaturire dall’eterno cantiere (eternamente ben finanziato) del Ponte, della più famosa incompiuta del mondo (L’Opera, infatti, e’ già cantierizzata e pesa come un macigno, da più di dieci anni, a Cannitello … si chiama “ecomostro”).

Di certo, lo ripetiamo, fa bene la Sindaca Caminiti a dimostrarsi sempre conciliante, magari cedendo a qualche sollecitazione di troppo proveniente dall’interno della sua composita Maggioranza ma, attenzione, qui i villesi rischiano di passare per fessi!

Qui si continua – nel contesto di una ben rodata tradizione delle Destre dello Stretto – a rappresentare una Villa San Giovanni inesistente, di cartapesta:

la finzione, strumentale ad interessi esogeni, di una Cittadinanza felice di vivere “terremotata” per almeno 20 anni, di trasformarsi in “area di cantiere”, sacrificata ad un attraversamento stabile dello Stretto che non unisce ma, al contrario, separa e divide i territori, li cancella derubricandoli a terre di passaggio, strumentali alle supreme esigenze di lucro delle Imprese del Nord Italia.

È giusto piegarsi ancora a questo circo triste?

È così difficile – superando il cerchiobottismo oscillante tra il Si e il No – pretendere solo serietà e rispetto?».

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