VILLA. Caos Tari 2022, fioccano istanze di revoca. L’ex sindaco Messina: «Urgente una moratoria»

29 Gennaio 2023
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VILLA SAN GIOVANNI – «Tassa rifiuti: le delibere provocano confusione agli utenti ed agli uffici». L’ex sindaco Antonio Messina, oggi esponente cittadino di Fratelli d’Italia nonché attivista impegnato nel comitato “No antenne sì salute” e nell’associazione “Momento civico”, torna sulla questione Tari stigmatizzando, ancora una volta, l’operato dell’amministrazione Caminiti.

«Quando a settembre scorso – ricorda in primis Messina –  erano state notificate le integrazioni Tari 2022, in prossimità della scadenza, si erano generate difficoltà esplicative, dovute anche al nuovo sistema di riscossione affidato all’Agenzia delle Entrate, per cui non era nemmeno possibile avere chiarimenti su una spesa sino a quel momento imprevista per le famiglie.

Da parte nostra, è stata quindi fatta la richiesta di poter concedere la possibilità della rateizzazione per le somme più consistenti, con l’ausilio degli uffici comunali, senza creare disagio ai contribuenti a causa dell’assenza di un ufficio ad hoc da parte del nuovo agente della riscossione.

Richieste che nell’immediato non hanno trovato alcun riscontro da parte dell’Amministrazione che ha continuato a sostenere l’impossibilità della rateizzazione, anche in considerazione dell’imminente arrivo della Tari 2022 con la previsione della scadenza della prima rata a dicembre dello stesso anno».

«Nonostante una prima deliberazione di consiglio comunale del 30 settembre 2022, ove l’Amministrazione – continua a ricordare l’ex sindaco – ha finalmente accolto la proposta della minoranza modificando le scadenze per la Tari 2022 nei mesi di dicembre 2022, febbraio e aprile 2023, si è poi arrivati ad una nuova delibera di consiglio comunale (ormai prossima alla pubblicazione), che “contraddice” la stessa volontà precedentemente espressa dal Consiglio comunale, quale conseguenza della impossibilità, da noi già ribadita, di far “eseguire” quanto stabilito nella deliberazione di settembre con l’invio della prima rata a dicembre e nella quale si definiscono le nuove scadenze Tari 2022 a partire dal successivo mese di gennaio, fino a marzo 2023».

Insomma, secondo Antonio Messina si è venuta a creare «una inverosimile confusione che a sua volta genera confusione anche negli uffici su un tema, come quello delle entrate comunali che finisce per scontentare tutti, compresi quei cittadini cui il sindaco aveva, con la prima delibera di settembre sollecitata da più parti, ritenuto utile venire incontro offrendo maggiore respiro in termini di rate più “larghe” in ordine di tempo».

Rincara quindi la dose: «Oggi questa confusione – prosegue l’ex sindaco – viene nei fatti confermata! Ed al danno si unisce la beffa delle inefficaci rassicurazioni fornite dal sindaco durante il consiglio comunale, circa una maggiore chiarezza degli avvisi, tenuto conto che la Tari 2022 presenta le medesime difficoltà rispetto all’integrazione Tari 2021. Avvisi poco chiari e con informazioni generiche e anche l’indicazione data dall’Amministrazione di “rivolgersi” all’area cittadini nel portale dell’Ente appare inutile visto che lo stesso non risulta aggiornato di nulla in merito alla “famigerata bolletta” Tari recapitata ai cittadini, così come le condizioni e la presenza o meno di eventuali agevolazioni e sgravi non è per nulla indicata.

Questo denota superficialità, aggravata dallo stato di dissesto di un Ente che avrebbe dovuto prestare massima attenzione su questi temi che incidono sulle finanze dei cittadini e dell’Ente ma che registrano errori come il mancato aggiornamento anagrafico delle variazioni richieste dai cittadini nel 2021 e 2022».

«Questo ha provocato e sta provocando – sottolinea Messina – numerose istanze di rettifica che non saranno oggetto di “lavorazione” prima della scadenza prossima del 31 gennaio e, conseguentemente, con possibile aggravio di sanzioni ed interessi su atti notificati ma elaborati male loro malgrado, dagli uffici.

Diventa quindi urgente – la richiesta dell’ex sindaco – una moratoria che vada nella direzione di un controllo effettivo degli atti di pagamento notificati, magari attraverso un controllo incrociato con l’ufficio anagrafe dell’Ente per attestare la reale situazione dei vari nuclei familiari dei contribuenti villesi e le varie richieste di rettifiche non registrate da parte degli uffici comunali competenti.

Tutto ciò a tutela dei contribuenti e/o dell’Ente stesso che si potrebbe trovare con un ruolo Tari anche inferiore a quello reale».

 

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