Attività scomparse, spazi vuoti e concessioni in ritardo: Forza Villa attacca la giunta Caminiti

3 Ottobre 2026
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VILLA SAN GIOVANNI – Concessioni, attività commerciali e spazi pubblici. È su questo terreno che l’associazione Forza Villa, guidata dall’ex sindaco Giovanni Siclari, concentra le proprie critiche all’amministrazione Caminiti, tracciando un bilancio negativo dopo oltre quattro anni di governo della città. Al centro dell’analisi ci sono, in particolare, alcune attività scomparse, spazi rimasti inutilizzati e i ritardi nella gestione delle concessioni stagionali.

«L’amministrazione Caminiti ha fallito anche nella gestione delle concessioni e delle attività che animavano Villa San Giovanni. Dopo oltre quattro anni, la stagione estiva appena conclusa lascia un bilancio politico pesante: attività scomparse, spazi inutilizzati e occasioni perdute».

Forza Villa richiama quindi alcune realtà che, secondo l’associazione, rappresentavano punti di riferimento per diversi quartieri della città. «L’Isolotto, il chiosco dei panini di fronte alla chiesa di Cannitello, i campi sportivi sempre a Cannitello, il ritrovo Giolì e il chiosco Stato Mentale a Piale sono i riferimenti concreti del resoconto su Cannitello, Villa centro e Piale».

La scomparsa di queste attività, sostiene l’associazione, avrebbe avuto conseguenze non soltanto sul piano commerciale, ma anche su quello sociale e dell’aggregazione. «La perdita di attività e occasioni di aggregazione impoverisce i quartieri e riduce le possibilità di vivere la città. Quelle esperienze offrivano sport, intrattenimento, servizi e opportunità di lavoro».

Particolare attenzione viene riservata alla gestione delle attività stagionali nel porticciolo turistico, dove Forza Villa contesta i tempi delle procedure per le concessioni. «Il bando annuale è stato gestito male, tanto che i concessionari hanno potuto aprire soltanto dopo il 10 luglio e, in un altro caso, dopo il 5 agosto. Un grande danno di immagine ed economico, oltre un pesante disservizio alle centinaia di diportisti».

Per l’associazione, i ritardi avrebbero compromesso una parte significativa della stagione per gli operatori interessati. «Rendere esercitabile una concessione quando l’estate è già avanzata significa comprometterne gran parte dell’utilità. Chi lavora perde settimane decisive, i cittadini hanno meno servizi e l’investimento diventa più difficile da programmare».

Da qui la critica alla programmazione dell’amministrazione comunale: «Programmare le scadenze delle concessioni e predisporre per tempo le procedure di assegnazione era un compito elementare dell’amministrazione. Da questa gestione dipendono la continuità delle attività, l’utilizzo degli spazi e le entrate per il Comune».

Forza Villa allarga poi il ragionamento agli spazi comunali destinati o destinabili ad attività e servizi. «Le aree comunali destinate o destinabili a chioschi, punti di ristoro, locali, palestre, campi da tennis e altre attività al servizio della collettività rappresentano risorse concrete. Ogni spazio inutilizzato sottrae opportunità ai cittadini e impedisce al Comune di ricavarne le potenziali entrate».

Il bilancio tracciato dall’associazione resta quindi fortemente critico anche sul tema della capacità dell’amministrazione di sostituire le attività cessate con nuove iniziative. «Le attività cessate lasciano un vuoto che pesa sui servizi offerti alla città. Dopo oltre quattro anni, le mancanze emerse in questo settore pesano sul bilancio dell’amministrazione Caminiti».

Infine, Forza Villa attribuisce una precisa responsabilità politica alla sindaca e alla sua amministrazione: «La responsabilità politica riguarda la gestione delle opportunità esistenti e la capacità di sostituire le attività cessate con nuove iniziative. La progressiva scomparsa delle attività e gli spazi rimasti inutilizzati mostrano quanto la città abbia perso su questo terreno».

La conclusione dell’associazione è senza appello: «Sul fronte delle concessioni, degli spazi e delle attività, il giudizio politico è netto: l’amministrazione Caminiti ha fallito. I cittadini pagano il prezzo di questo arretramento avuto da quando amministrano. La responsabilità politica è della sindaca e della sua amministrazione».

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