CAMPO CALABRO – Una nuova stagione è alle porte e la Campese si prepara ad affrontare ancora una volta il campionato di Prima Categoria, con entusiasmo, passione e la voglia di continuare a crescere. Una realtà sportiva profondamente legata al territorio di Campo Calabro, pronta a rimettersi in gioco con una rosa in larga parte confermata, alcuni innesti di esperienza e un gruppo che ha fatto dell’unione uno dei propri punti di forza.
A raccontare lo spirito con cui la società si affaccia alla nuova annata è il capitano Santo Buda, che sottolinea innanzitutto la scelta di dare continuità al lavoro dello scorso anno, affiancando ai giocatori già presenti alcuni elementi di esperienza.
Tra i nuovi innesti ci sono Calarco, Lavrendi e Passalacqua, quest’ultimo arrivato da poco ma che, come sottolinea Buda, «non ha bisogno di presentazioni». Restano invece punti di riferimento lo stesso Santo Buda, capitano, e Norman Bellè, vicecapitano.
La società ha scelto infatti di confermare in blocco la rosa della scorsa stagione, fatta eccezione per quei giocatori che, purtroppo, hanno dovuto lasciare per motivi legati al lavoro o allo studio. Una decisione che testimonia la volontà di proseguire sulla strada intrapresa.
L’obiettivo: migliorare, senza porsi limiti
E proprio da qui riparte la Campese. Il primo obiettivo indicato dal capitano è quello di ricreare lo stesso spirito della passata annata.
Buda parla di un «gruppo sano», proprio come quello dello scorso anno, arrivando a definirlo una «famiglia».
Da qui la volontà di fare un ulteriore passo avanti e migliorare quanto fatto nella precedente stagione, senza però fissare traguardi rigidi o porsi limiti: «Non ci precludiamo nulla e vivremo la stagione partita dopo partita».
Un atteggiamento che si accompagna alla consapevolezza di poter contare su una società presente, uno staff tecnico competente e una rosa ritenuta all’altezza per affrontare il campionato con entusiasmo.
«Abbiamo una società presente, uno staff tecnico competente ed una rosa all’altezza per divertirci», racconta Buda, ricordando però che, alla fine, sarà sempre il terreno di gioco a dare le risposte: «Sappiamo bene che è il campo che parla e servono tanti fattori affinché si raggiungano tutti gli obiettivi».
Il quadro dirigenziale
Alle spalle della formazione c’è una società che negli ultimi anni ha scelto di circondarsi di persone serie, competenti e professionali.
Alla guida ci sono il presidente Domenico Gullì e il vicepresidente Bruno Morabito, affiancati da una dirigenza che segue la squadra con costanza, passione e sacrificio.
Il capitano cita in particolare il direttore sportivo Alfredo Carrozza e il direttore generale Erminio Esposito, insieme agli altri dirigenti: Francesco Violante, Gianluca Calandruccio, Giuseppe Calarco, Antonio Licari, l’avvocato Principato e Filippo Bellantone.
A loro si è aggiunto quest’anno Antonino Barberi, nato e cresciuto a Campo Calabro e da anni vicino alla Campese, sia nelle partite casalinghe sia in trasferta. Una presenza che adesso si trasforma in un impegno diretto all’interno della società, con la voglia di contribuire e, allo stesso tempo, di conoscere e imparare questo mondo.
C’è poi Marco Cormaci, che ricopre il doppio ruolo di dirigente e calciatore. Ha sposato il progetto già nella scorsa stagione e, racconta Buda, «si è appassionato», presentandosi al campo con la voglia di dare una mano in tutti gli ambiti.
La Campese riparte dalla sua “famiglia”
Una rosa in gran parte confermata, alcuni innesti di esperienza e una struttura societaria che continua a lavorare con passione: sono dunque questi gli elementi con cui la Campese si presenta ai nastri di partenza della nuova Prima Categoria.
Ma al centro del progetto resta soprattutto lo spirito di appartenenza. Quella parola scelta dal capitano per descrivere ciò che si è creato lo scorso anno: famiglia.
Il resto, come sempre, lo dirà il campo. La Prima Categoria è pronta a ripartire e la Campese vuole affrontare la nuova sfida senza porsi limiti, vivendo ogni gara come un capitolo diverso e provando a migliorare quanto fatto nella stagione precedente.
Con entusiasmo, passione e la voglia di divertirsi, portando in campo anche il senso di appartenenza a una realtà che rappresenta Campo Calabro. (fra.me.)

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