Crisi idrica a Piale, nuova denuncia: il Codacons esige la verità sul “gesto mafioso”

5 Settembre 2026
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VILLA SAN GIOVANNI – Dopo la denuncia contro ignoti presentata alla Procura di Reggio Calabria da 33 cittadini di Piale, sulla crisi idrica che ha interessato il quartiere nei giorni scorsi arriva un nuovo esposto. A presentarlo è il Codacons – Sezione Provinciale di Reggio Calabria, presieduto dall’avvocato Antonia Condemi, che ha depositato l’atto al Commissariato di Polizia di Villa San Giovanni e, per conoscenza, all’ARERA. Al centro dell’iniziativa c’è la vicenda idrica di Piale e, in particolare, quanto dichiarato pubblicamente dalla sindaca Giusy Caminiti sul presunto sabotaggio del serbatoio Pirgo.

Il Codacons spiega innanzitutto le ragioni dell’esposto, richiamando la denuncia pubblica della prima cittadina.

«Il 27 agosto scorso, in un video pubblico, il Sindaco ha parlato di un’intrusione nel serbatoio Pirgo e di una valvola dolosamente chiusa, qualificando l’accaduto come “gesto mafioso” e riferendo di aver informato le forze dell’ordine».

L’associazione pone quindi l’accento sulla comunicazione diffusa il giorno successivo da Sorical, evidenziando la differenza tra le due ricostruzioni.

«Il giorno seguente SORICAL, unico soggetto tecnicamente competente, non ha confermato nulla di tutto ciò, parlando di un “probabile malfunzionamento” della condotta e a una “eventuale bolla d’aria”. Da quel momento, sul punto, è calato il silenzio».

Ed è proprio sulla mancanza di successivi chiarimenti che il Codacons concentra una parte significativa del proprio intervento.

«A un’accusa di eccezionale gravità, che ha allarmato la cittadinanza e mobilitato altre forze politiche, non è seguito alcun provvedimento consequenziale: nessuna informazione sull’esito della denuncia annunciata, nessuna misura a tutela della potabilità dell’acqua che una simile intrusione avrebbe imposto, nessuna comunicazione ai cittadini».

L’associazione richiama poi un successivo comunicato dell’Amministrazione comunale dedicato alla gestione dei servizi idrici.

«A distanza di una settimana, l’Amministrazione è tornata a parlare dei servizi idrici con un comunicato che fa il bilancio dell’intera stagione e cita espressamente la questione del popoloso quartiere di Piale, ma nel quale dell’intrusione, del sabotaggio e del “gesto mafioso” non vi è più traccia alcuna. Non una smentita, non una conferma: nulla».

Da qui la richiesta di chiarezza che costituisce, secondo il Codacons, il punto centrale dell’esposto.

«E questo è il punto che il CODACONS pone con fermezza: un’accusa di stampo mafioso, rivolta pubblicamente da un’istituzione, non può essere lanciata e poi lasciata cadere nel nulla. O quell’intrusione c’è stata, e allora la città ha il diritto di conoscere gli sviluppi di un reato commesso ai suoi danni e di sapere quali verifiche siano state fatte sull’acqua che ha continuato a bere; oppure non c’è stata, e allora qualcuno deve avere il coraggio di chiarirlo, con la stessa voce con cui era stato dato l’allarme».

Il Codacons precisa quindi di non voler formulare una propria conclusione sull’origine dei problemi.

«Il CODACONS non afferma che il sabotaggio non vi sia stato, né che la causa sia certamente tecnica: chiede che si accerti la verità, perché le istituzioni serie non si giudicano da come lanciano un’accusa, ma da come rispondono di ciò che hanno detto».

Nel mirino dell’associazione finisce anche la gestione tecnica della rete e, in particolare, il nuovo annuncio di interventi sulle valvole.

«Nell’annunciare nuovi lavori di sostituzione delle valvole, l’Amministrazione riporta l’attenzione su un sistema già al collasso: dopo la revoca della precedente gestione da parte del Commissario Prefettizio, che disinstallò le elettrovalvole, il Comune ha operato per anni con manovre manuali, per poi installare quelle attuali comandate da remoto, che oggi si annuncia di voler nuovamente sostituire».

Secondo il Codacons, il problema avrebbe inoltre assunto dimensioni più ampie rispetto al passato.

«In tutto questo, quella che era una carenza circoscritta ad alcune zone e ad alcuni periodi si è allargata a tutta la città, di cui Piale è l’episodio più eclatante».

Da qui la richiesta di spiegazioni sui costi e sugli interventi previsti.

«Ai cittadini, che il servizio lo pagano, è dovuta una spiegazione: perché si cambia ancora, a quali costi e con quali risultati attesi».

Infine, l’associazione indica anche quali documenti intende acquisire per fare luce sulla vicenda.

«Proprio per questo il CODACONS ha chiesto l’acquisizione urgente dei dati del telecontrollo, dei log delle manovre e di ogni documentazione tecnica, prima che vadano dispersi».

La conclusione dell’esposto è affidata a un messaggio netto sulla necessità di ricostruire quanto accaduto attraverso i dati tecnici.

«La verità di questa vicenda non sta negli annunci, ma è già registrata negli apparati: chiediamo soltanto che venga letta, e che ai cittadini sia infine dovuta una risposta e vengano riconosciuti i diritti stabiliti dall’ARERA».

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