VILLA SAN GIOVANNI – La candidatura della sindaca Giusy Caminiti al Consiglio della Città Metropolitana di Reggio Calabria nella lista di Alleanza Verdi e Sinistra riaccende il confronto politico a Villa San Giovanni. A intervenire sono i consiglieri comunali di opposizione del gruppo Spazio Democratico, Ada Pavone, già vicesindaco della città, e Pietro Idone, che parlano di una «contraddizione difficile da ignorare» rispetto all’impostazione civica con cui l’attuale maggioranza si è sempre presentata agli elettori.
Nel comunicato, i due consiglieri ripercorrono anche la vicenda che portò alla revoca della delega di vicesindaco ad Ada Pavone, sostenendo che le motivazioni politiche addotte allora siano oggi smentite dalle scelte della stessa sindaca.
«La coerenza politica non può essere a geometria variabile. Quanto sta accadendo a Villa San Giovanni apre una riflessione sulla coerenza delle scelte politiche della sindaca Giuseppina Caminiti. La maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale si è sempre presentata come una realtà civica, fondata sul superamento delle appartenenze partitiche e sulla valorizzazione delle competenze e delle sensibilità diverse presenti al suo interno.
Eppure, proprio su questo terreno, appare evidente una contraddizione difficile da ignorare: la revoca della delega di vicesindaco all’avv. Ada Pavone sarebbe stata motivata da una presunta apertura verso ambienti del Partito Democratico locale, ritenuta causa di una frattura politica all’interno di una maggioranza dichiaratamente civica.
Oggi, però, la scelta della sindaca Caminiti di candidarsi alla Città Metropolitana di Reggio Calabria in quota AVS pone un interrogativo politico legittimo: se l’appartenenza o il dialogo con una forza politica organizzata rappresentava un elemento incompatibile con l’impostazione civica della maggioranza, come si concilia questa posizione con una candidatura sostenuta da una precisa collocazione politica?
Non si tratta di mettere in discussione il diritto di ogni amministratore di assumere scelte politiche personali, ma di evidenziare la necessità di una linea coerente e trasparente nei confronti dei cittadini. La comunità di Villa San Giovanni merita chiarezza: una maggioranza civica deve restare tale nei fatti, non soltanto nelle dichiarazioni. Le regole politiche applicate agli altri devono valere anche per sé stessi. La politica richiede coerenza, rispetto degli alleati e soprattutto sincerità nel rapporto con gli elettori».
Nella parte finale della nota, Spazio Democratico sostiene che la revoca dell’allora vicesindaco non fosse dettata da ragioni politiche, ma da dinamiche interne all’amministrazione, chiedendo che venga finalmente chiarita la reale motivazione di quella scelta.
«Allora le considerazioni sorgono spontanee, la defenestrazione del vicesindaco nulla aveva di politico, è stata solo una “manovra” di un cerchio magico che ha voluto eliminare un gruppo che nel corso di tre anni e mezzo di amministrazione ha sempre mantenuto autonomia di pensiero e di azione nel rispetto del mandato ricevuto dalla cittadinanza. E allora che si abbia almeno la coerenza e l’onestà intellettuale di fornire finalmente una giustificazione ad un comportamento che si è rivelato solo punitivo e certamente non politico».
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