di FRANCESCA MEDURI
SCILLA – Svolta importante nel processo ordinario, in corso davanti al Tribunale collegiale di Reggio Calabria, nato dall’inchiesta “Nuova linea” che ha riacceso i riflettori sulle dinamiche criminali e politiche nel comune di Scilla. I magistrati del pool antimafia hanno concluso la requisitoria formulando le richieste di condanna e di assoluzione per gli imputati. L’attenzione mediatica e politica è inevitabilmente catalizzata sulle posizioni dei fratelli Ciccone, figure storiche e centrali delle istituzioni scillesi, per i quali la Procura antimafia ha delineato destini processuali opposti.
L’indagine, condotta dal comando provinciale dei Carabinieri e considerata la prosecuzione di storiche operazioni sul territorio come “Cyrano”, “Alba di Scilla” e “Lampetra”, ipotizza pesanti infiltrazioni delle cosche nella vita politica ed economica locale. Al centro del dibattimento ci sono accuse che vanno dall’associazione mafiosa al concorso esterno, dalle estorsioni alla turbata libertà degli incanti, legate alla gestione degli appalti e soprattutto delle concessioni demaniali nel piano spiaggia.
Il peso politico della requisitoria si concentra in particolare sull’ex sindaco Pasqualino Ciccone, alla guida dell’ente all’epoca in cui scattarono gli arresti. Per lui la Procura ha avanzato una richiesta di condanna a 7 anni di reclusione, ricordando indirettamente quelle stagioni turbolente che portarono alla conclusione anticipata delle sue due amministrazioni con due scioglimenti per infiltrazioni mafiose e la conseguente gestione commissariale del Comune.
Di segno totalmente opposto è invece la posizione del fratello, l’avvocato Gaetano Ciccone, personaggio dall’altissimo profilo di attualità istituzionale: già sindaco in passate consiliature, un anno fa ha ottenuto il suo quarto mandato, tornando alla guida del paese come primo cittadino tuttora in carica nonostante il processo pendente. Per lui i pubblici ministeri hanno formulato una richiesta di assoluzione, escludendo pertanto ruoli e responsabilità a suo carico e ritenendo evidentemente convincenti gli argomenti sollevati dalla difesa.
Nel complesso della requisitoria, la Dda ha comunque confermato la linea della fermezza per il resto del gruppo sotto accusa, sollecitando in tutto 15 condanne. Accanto alla posizione dell’attuale sindaco, i magistrati hanno però escluso responsabilità anche per altre 4 persone, portando a 5 il computo totale delle assoluzioni richieste alla terna giudicante. Conclusa la fase dell’accusa, da lunedì la parola passerà alle arringhe dei difensori prima della sentenza di primo grado.
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