Crisi politica a Villa San Giovanni: che fine hanno fatto rimpasto e deleghe?

29 Gennaio 2026
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di FRANCESCA MEDURI

VILLA SAN GIOVANNI – A distanza di giorni dall’apertura della crisi politica nella coalizione di governo, la situazione amministrativa resta sospesa. Le fratture all’interno della maggioranza sono ormai evidenti, ma non hanno ancora prodotto decisioni operative: la Giunta non è stata completata, le deleghe restano nel limbo e l’assetto di governo cittadino continua a essere indefinito.

La scintilla è nota. Nel quadro di una riorganizzazione dell’esecutivo, la sindaca Giusy Caminiti ha revocato l’incarico di vicesindaco ad Ada Pavone, nominando al suo posto Albino Rizzuto. Una scelta che ha avuto conseguenze politiche immediate: Pavone ha lasciato l’incarico di assessore, pur restando in Consiglio comunale, mentre il consigliere Pietro Idone ha rinunciato alla presidenza della Commissione Territorio. Entrambi hanno annunciato l’uscita dal gruppo consiliare di maggioranza “Città in Movimento”.

A questi passaggi, però, non è seguita alcuna accelerazione sul piano amministrativo. Le deleghe risultano formalmente revocate ma non riassegnate. Gli assessori, ad eccezione di Pavone, sono ancora in carica, ma senza un quadro chiaro delle competenze. Una situazione che, di fatto, congela l’azione politica e rende difficile individuare responsabilità e referenti per i diversi settori dell’amministrazione.

Uno stallo che non può essere liquidato come una semplice fase di transizione. In assenza di deleghe operative, l’attività ordinaria rischia di procedere per inerzia, mentre programmazione e coordinamento risultano inevitabilmente indeboliti. E tutto questo avviene in una fase delicata del mandato, quando sarebbe invece necessario imprimere chiarezza e ritmo all’azione amministrativa.

A rallentare il rimpasto contribuirebbero anche dinamiche interne alla maggioranza. Secondo indiscrezioni politiche, più di un consigliere rimasto nell’area di sostegno alla sindaca aspirerebbe oggi a entrare in Giunta. Una competizione sotterranea che, sempre secondo quanto trapela, starebbe pesando sui tempi della nomina del nuovo assessore in sostituzione di Ada Pavone e sulla complessiva redistribuzione delle deleghe.

Nel frattempo, dal Comune continuano a partire comunicati stampa firmati “Sindaco, Giunta e gruppo consiliare Città in Movimento”, nel tentativo di ribadire una tenuta politica che, nei fatti, appare quantomeno fragile.

La sindaca Giusy Caminiti ha parlato della possibilità di proseguire il lavoro valorizzando pluralità e differenze interne alla maggioranza, ma finora non sono state chiarite né le ragioni politiche alla base della revoca dell’incarico di vicesindaco ad Ada Pavone né le cause dello strappo con Pietro Idone.

L’obiettivo dichiarato resta quello di rilanciare l’azione amministrativa nell’ultimo tratto del mandato, in vista delle elezioni comunali del 2027. Ma per farlo servono atti concreti, non attese prolungate. La nomina del nuovo assessore, la riassegnazione delle deleghe e la definizione di un assetto di governo stabile non sono più rinviabili.

A poco servono, in questa fase, i post sui social che raccontano lavori in corso, iniziative e novità. La comunicazione non può sostituire la chiarezza amministrativa. Senza un’assegnazione formale dei compiti, senza responsabilità politiche definite, il rischio è quello di mascherare lo stallo con l’immagine di una normalità che, nei fatti, non c’è.

Per uscire davvero dalla crisi non bastano annunci o aggiornamenti online: occorre semplicemente decidere, attribuire le deleghe e rimettere in moto la macchina amministrativa. Il tempo delle attese è finito.

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