VILLA SAN GIOVANNI – La situazione politica al Comune di Villa San Giovanni entra ufficialmente in una fase di forte tensione. A intervenire è la Lega, che in una nota firmata dalla referente cittadina Francesca Porpiglia esprime «forte preoccupazione» per quanto sta accadendo all’interno dell’amministrazione comunale, dopo una serie di eventi che, secondo il partito, certificano una crisi ormai conclamata.
Al centro delle critiche vi sono le dimissioni dell’avvocato Ada Pavone dalla carica di assessore e del consigliere Pietro Idone dalla presidenza della Commissione Territorio. Per la Lega si tratta di un passaggio politicamente grave, che rende evidente una frattura interna alla maggioranza non più occultabile. Secondo quanto sottolineato nel comunicato, i due dimissionari avrebbero dato voce a un malessere diffuso, «dentro e fuori Palazzo», denunciando un clima politico nel quale il pluralismo viene richiamato a parole ma non praticato nei fatti.
Nel documento si evidenzia come, a Villa San Giovanni, la libertà di pensiero venga tollerata solo fino a quando non mette in discussione gli equilibri interni alla maggioranza, mentre chi rivendica autonomia politica finisce progressivamente isolato. In questo contesto, la Lega affronta anche il tema della rimozione della delega di vicesindaco ad Ada Pavone, definendola una scelta priva di reali motivazioni amministrative.
Secondo il partito, non risulterebbero valutazioni negative sull’operato dell’ex assessore né spiegazioni trasparenti fornite alla città. Al contrario, la decisione viene descritta come una scelta politica punitiva, maturata in un clima di chiusura e di gestione verticistica del potere, così come denunciato dagli stessi dimissionari. Una dinamica che, sempre secondo la Lega, smentisce nei fatti le dichiarazioni pubbliche della maggioranza su pluralismo e democrazia partecipata.
Nel comunicato si parla apertamente di una gestione «chiusa, verticistica e punitiva» del dissenso interno, con l’uso di «dure reprimende», elementi che farebbero cadere definitivamente la narrazione del «civismo puro» e della «squadra unita». Invocare oggi il pluralismo, dopo averlo sistematicamente negato, viene definito un atto di evidente ipocrisia politica.
La Lega sottolinea inoltre la contraddizione di una maggioranza che oggi richiama pluralità e apertura, mentre fino a ieri – si legge – stigmatizzava ogni confronto con i partiti, salvo poi riscoprirlo solo quando utile alla propria sopravvivenza politica. Dinamiche che, secondo il partito, rivelano vecchi giochi di potere del tutto estranei all’interesse generale della città.
Ma la crisi, per la Lega, non sarebbe solo interna agli equilibri politici. Nel comunicato si evidenzia come le tensioni della maggioranza stiano producendo effetti concreti e negativi sul futuro di Villa San Giovanni, in particolare su una questione strategica di rilevanza nazionale come la costruzione del Ponte sullo Stretto.
Il partito ribadisce la propria posizione, a livello nazionale e territoriale, definendo il Ponte un’opera strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno, per l’occupazione, l’integrazione infrastrutturale e la crescita economica dell’area dello Stretto. Al contrario, l’attuale amministrazione comunale viene accusata di mantenere da tempo un atteggiamento prima ambiguo e poi apertamente ostativo, che rischierebbe di escludere la città da investimenti, cantieri e opere compensative per centinaia di milioni di euro.
Mentre altre realtà locali – si legge ancora – si organizzano per cogliere le opportunità legate al Ponte, a Villa San Giovanni si preferirebbe rallentare e creare incertezza, anteponendo divisioni politiche e ideologiche allo sviluppo, al lavoro e al benessere dei cittadini.
Le dimissioni di Ada Pavone e Pietro Idone, conclude la Lega, non avrebbero quindi aperto una crisi, ma avrebbero semplicemente tolto il velo su una situazione già esistente. Il partito assicura infine che continuerà a battersi affinché Villa San Giovanni possa essere protagonista del cambiamento e non vittima dell’immobilismo.
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