Villa, Caminiti e squadra su Rizzuto vicesindaco: «Opere attese da decenni e nuovi cantieri»

18 Gennaio 2026
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La nomina dell’architetto Albino Rizzuto a vicesindaco di Villa San Giovanni segna un passaggio rilevante nel percorso dell’attuale amministrazione comunale. Una scelta che la maggioranza definisce come un riconoscimento del lavoro svolto e come un atto di continuità rispetto all’impegno assunto con i cittadini nel 2022.

Nel comunicato diffuso dal sindaco, dalla giunta e dal gruppo consiliare Città in Movimento, la maggioranza sottolinea innanzitutto il valore dell’operato dell’assessore Rizzuto, evidenziando come la sua nomina rappresenti «il riconoscimento da parte dell’intera maggioranza del lavoro e dell’impegno, serio silenzioso e fattivo», dedicato in questi tre anni non solo all’amministrazione ma anche al consiglio comunale e all’intera città.

Ampio spazio viene riservato ai risultati ottenuti nel settore dei lavori pubblici, delega finora ricoperta da Rizzuto. Secondo quanto dichiarato, sotto la sua guida si è giunti «alla realizzazione di un fatto unico per Villa San Giovanni»: la conclusione di opere attese da decenni, a partire dalla scuola “Don Milani” di Pezzo, e l’avvio di numerosi cantieri che la maggioranza definisce «la vera speranza del futuro» della città.

La scelta del nuovo vicesindaco viene inoltre letta come coerente con la linea politica tracciata all’inizio del mandato. Nel documento si ribadisce infatti che si tratta di «una scelta in continuità con l’impegno preso nel 2022, per riconoscere il valore alto di una politica a servizio dei cittadini».

Accanto alla figura di Rizzuto, il comunicato valorizza il lavoro dell’intera squadra amministrativa e politica, descritta come «esempio di grande fattività, di equilibrio e di perseveranza». Ogni componente, viene precisato, ha contribuito con il massimo impegno a un percorso che fin dall’inizio ha voluto essere «inclusivo e propositivo».

In vista dell’ultimo tratto di mandato, la maggioranza annuncia anche una prossima redistribuzione delle deleghe tra assessori e consiglieri. Una scelta che viene presentata non come una rottura, ma come «la necessità di dare nuovo impulso ad un’attività amministrativa» che dovrà continuare ad agire «nell’unico interesse della città».

Particolare attenzione è riservata al tema del pluralismo interno. La diversità delle posizioni politiche all’interno della maggioranza viene definita «valore aggiunto» in una fase delicata, in cui l’obiettivo resta quello di una «buona amministrazione, quella che produce risultati e che con umiltà ascolta ed accoglie le richieste di tutti». A breve distanza dalla fine del mandato elettorale, la scelta di aprirsi ulteriormente al pluralismo viene indicata come «un atto di responsabilità», in linea con un «civismo inclusivo» che l’amministrazione afferma di aver cercato di praticare concretamente.

Nel testo si ribadisce inoltre che questa rappresenta una fase di rilancio dell’azione politico-amministrativa, nella consapevolezza che «non c’è attività amministrativa (anche la migliore) che non presupponga valutazioni e scelte di natura politica». La maggioranza dichiara di aver rimesso al centro la piena condivisione dell’indirizzo politico emerso dalle elezioni del 2022, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con chi riconosce il valore dell’azione amministrativa in corso.

Viene infine chiarito che, in attesa del completamento del cosiddetto “rimpasto di Giunta” e della nuova attribuzione delle deleghe, «nulla cambierà rispetto all’azione amministrativa». Anche senza deleghe formali, si sottolinea, l’impegno collegiale resterà massimo e il metodo continuerà a essere quello del confronto e delle decisioni condivise.

Il messaggio conclusivo guarda al futuro politico della città. La maggioranza afferma che Villa San Giovanni chiede di proseguire sulla strada del cambiamento nei metodi e nelle scelte, assicurando che questo approccio sarà mantenuto nel “rush finale” del mandato, tenendo conto delle evoluzioni che porteranno alle elezioni del 2027. «Pluralità e pluralismo ideologico, politico e partitico – si legge in chiusura – sono la forza per una Villa San Giovanni del futuro, aperta, dialogante e costruttiva».

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