VILLA SAN GIOVANNI – Nel corso dell’ultimo dibattito consiliare di Villa San Giovanni, il capogruppo di Forza Italia Marco Santoro è intervenuto sul tema del Ponte sullo Stretto di Messina, ribadendo con decisione la posizione del partito e del Governo nazionale. Al centro del suo intervento, la volontà di sgombrare il campo da letture allarmistiche e strumentali che descrivono l’opera come bloccata o in crisi.
Secondo Santoro, il Ponte non si trova affatto in una fase di stallo, ma attraversa un passaggio di approfondimento istituzionale fisiologico per un’infrastruttura di portata straordinaria. Le osservazioni della Corte dei conti, ha spiegato, non rappresentano un freno allo sviluppo, bensì uno strumento di garanzia e rafforzamento delle decisioni pubbliche, tipico di uno Stato di diritto maturo.
Il capogruppo di Forza Italia ha quindi sottolineato come Governo, ministeri competenti e società Stretto di Messina siano già al lavoro per conformare gli atti alle motivazioni espresse dalla Corte, senza mettere in discussione l’impianto complessivo del progetto. Un impegno che, a suo avviso, dimostra la determinazione a non arretrare di un solo passo rispetto all’obiettivo finale: la realizzazione di un’infrastruttura unica al mondo, strategica non solo per il Mezzogiorno, ma per l’Italia e per l’Europa.
A rafforzare questa convinzione, Santoro ha richiamato la conferma delle risorse nella Manovra 2026 e l’assenza di qualsiasi ipotesi di definanziamento. Elementi che, secondo Forza Italia, attestano in modo inequivocabile la volontà dello Stato di portare avanti il Ponte e di riconoscerne il valore strutturale nel sistema delle grandi opere nazionali.
Nel merito delle osservazioni della Corte dei conti su autorizzazioni, procedure ambientali, appalti e modalità di finanziamento, Santoro ha invitato a evitare letture ciniche o strumentali. Al contrario, tali rilievi – ha affermato – chiamano istituzioni, amministratori e cittadini a uno sforzo collettivo di responsabilità: migliorare, chiarire e rafforzare i processi, senza perdere di vista la prospettiva di lungo periodo.
È proprio questa prospettiva che il capogruppo consiliare ha voluto riportare al centro del dibattito politico. Il Ponte sullo Stretto, nella sua visione, non è una semplice opera pubblica, ma una vera e propria scelta di civiltà infrastrutturale, capace di trasformare lo Stretto da linea di separazione a punto di connessione, da limite geografico a baricentro del Mediterraneo.
Negli ultimi mesi, ha ricordato Santoro, Forza Italia ha più volte ribadito che il vero rischio per il Sud non è l’errore amministrativo – che può essere corretto – ma la rinuncia alla visione. Rinunciare oggi significherebbe condannare il territorio a restare periferia domani. Il Ponte, invece, ridisegna il ruolo della Calabria e della Sicilia all’interno delle grandi reti europee di trasporto, logistica, mobilità sostenibile e scambi economici.
Anche sul fronte ambientale, Santoro ha evidenziato come il confronto con la Corte dei conti e con la Commissione europea dimostri che sviluppo e tutela possono procedere insieme. Le procedure Habitat, le opere compensative, il dialogo costante con Bruxelles e l’assenza di procedure di infrazione confermano, secondo Forza Italia, che non si tratta di un progetto calato dall’alto, ma costruito nel rispetto delle regole europee e del territorio.
Nel suo intervento non è mancata una critica diretta all’amministrazione comunale di Villa San Giovanni e al Partito Democratico. Santoro ha accusato la maggioranza di perdere tempo prezioso, tempo che dovrebbe invece essere impiegato per preparare il territorio all’avvio dei lavori del Ponte. L’ideologia del “no”, a suo giudizio, impedisce di cogliere una realtà drammatica: lo spopolamento e la fuga dei giovani, costretti a cercare lavoro altrove.
Per il capogruppo di Forza Italia, solo la realizzazione di infrastrutture strategiche come il Ponte sullo Stretto può contribuire a contrastare questa emorragia demografica e sociale, offrendo nuove prospettive occupazionali e di sviluppo.
Guardare al futuro con determinazione, ha concluso Santoro, non significa ignorare le criticità, ma affrontarle con responsabilità, senza paura e senza pregiudizi ideologici. Il Ponte sullo Stretto è destinato a essere un moltiplicatore di opportunità – occupazione, investimenti, attrattività internazionale e innovazione – capace di parlare ai giovani, alle imprese, ai porti e alle città dello Stretto.
Da Villa San Giovanni, dunque, arriva un messaggio politico chiaro: non si può restare prigionieri del dubbio permanente né ridurre tutto a una lettura burocratica del presente. Le grandi opere richiedono coraggio, tempo e visione. E il Ponte sullo Stretto – stando al messaggio lanciato da Santoro – rappresenta oggi più che mai la possibilità concreta di scrivere una nuova pagina di sviluppo per il territorio, per il Mezzogiorno e per l’Italia nel cuore del Mediterraneo.
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