di FRANCESCA MEDURI
Dopo l’articolo pubblicato ieri da Villaedintorni.it, in cui si ipotizzava una rottura tra la cooperativa Rose Blu e l’amministrazione comunale Caminiti, arriva oggi la replica garbata della stessa cooperativa, che smentisce ogni tensione e fornisce chiarimenti sull’origine del contenzioso.
La delibera di Giunta che ha generato l’articolo – relativa alla costituzione in giudizio del Comune nel procedimento promosso da Rose Blu – non specificava infatti le ragioni alla base della richiesta di pagamento avanzata dalla cooperativa. L’assenza di dettagli nell’atto aveva lasciato spazio a interpretazioni e domande, soprattutto alla luce dei rapporti tradizionalmente collaborativi tra l’associazione e la maggioranza attuale.
Oggi Rose Blu interviene per chiarire che la vicenda è esclusivamente tecnica e riguarda un periodo precedente all’insediamento dell’amministrazione Caminiti. Le fatture oggetto del procedimento risalgono ai mesi gennaio-giugno 2022 e, all’epoca, non furono liquidate dalla responsabile competente, finendo nella procedura di dissesto finanziario. Sono state poi saldate dal Comune nell’ottobre 2024; da qui la successiva emissione della fattura relativa agli interessi di mora e, considerando i tempi tecnici, la necessità di ricorrere al decreto ingiuntivo per ottenere quanto dovuto per legge.
«I rapporti tra la Cooperativa Rose Blu e l’amministrazione Caminiti – spiega il responsabile della Coop, Domenico Barresi – restano quelli di sempre. Rose Blu, come molte altre cooperative e associazioni autorizzate e accreditate alla gestione dei servizi, continua a svolgere le proprie attività regolarmente.
La situazione riguarda un periodo antecedente all’insediamento dell’attuale amministrazione, nello specifico i mesi gennaio–giugno 2022. All’epoca, la responsabile non aveva provveduto alla liquidazione delle relative fatture, inserendole invece nella procedura di dissesto finanziario. Tali fatture sono state poi pagate dall’amministrazione Caminiti nell’ottobre 2024. Come previsto dalla legge, la cooperativa ha poi emesso la fattura per gli interessi di mora.
Essendo trascorsi due anni dall’emissione delle fatture originarie, si è dovuto attendere il tempo tecnico necessario per la liquidazione dell’importo relativo agli interessi di mora. Per questo motivo è stato presentato un decreto ingiuntivo, al fine di ottenere quanto dovuto per legge.
Continuiamo a gestire i nostri servizi e – puntualizza ancora Barresi – non vi è alcuna frattura o rottura nei rapporti: il dialogo con questa amministrazione – come con le precedenti – prosegue in modo sereno e costante».
Rose Blu chiude così ogni spazio a letture politiche o a ipotesi di rottura: il rapporto con l’amministrazione, afferma infatti Barresi, «resta quello di sempre», mentre la vicenda giudiziaria viene ricondotta a un mero fatto tecnico legato alla gestione amministrativa pregressa.
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