di FRANCESCA MEDURI
Da sempre sostenitrice del Ponte sullo Stretto, in linea con la posizione del partito nazionale, la sezione di Forza Italia di Villa San Giovanni oggi si trova in una situazione paradossale. L’opera sembra avvicinarsi sempre più alla fase realizzativa, ma i forzisti villesi si ritrovano protagonisti mancati di una vicenda che avevano fatto propria per anni.
Il centrodestra locale ha sostenuto il progetto senza esitazioni, anche quando tredici anni fa la realizzazione della variante di Cannitello lasciò sul territorio un’opera incompiuta e contestata. Oggi, però, a parlare con i media, a sedere ai tavoli istituzionali e a trattare con la società Stretto di Messina non sono i politici villesi di Fi, Lega e FdI, ma una sindaca di centrosinistra che – dopo qualche dichiarazione confusa – ha scelto la strada del no al progetto attuale, giudicato datato e inadeguato.
La prima cittadina non ha soltanto la scena mediatica – giornali e tv locali e nazionali la cercano continuamente – ma anche il ruolo concreto di interlocutrice istituzionale con il governo e con la società concessionaria. È lei, infatti, a discutere delle eventuali opere propedeutiche, preliminari, compensative e mitigratrici per la città. E Forza Italia Villa che fa, oltre a scappare dall’aula consiliare? Si riduce a dichiarazioni al veleno contro Giusy Caminiti, con la speranza di strappare qualche titolo. I forzisti avrebbero voluto essere loro i protagonisti del dibattito, i portavoce della città, gli ospiti dei talk show. Invece devono guardare la scena da fuori, con la sindaca contraria al Ponte che, piaccia o non piaccia, si è presa la parte principale.
E come se non bastasse, dentro Forza Italia cresce il nervosismo. Comunicati stampa e dichiarazioni non bastano a colmare il vuoto di visibilità. Il consigliere Domenico De Marco scalpita e cerca spazio, anche a costo di scavalcare il capogruppo Marco Santoro, ex candidato a sindaco e da sempre in prima linea sul Ponte, autore insieme all’ex sindaco Rocco La Valle di un volume dedicato all’opera.
La verità è che, a Villa, il centrodestra non comanda più la partita del Ponte. Almeno in questa fase. È costretto a guardarla col binocolo, mentre sul palco restano gli altri.
Insomma, ai forzisti villesi non resta che rosicare.
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