VILLA SAN GIOVANNI – Enzo Musolino, segretario del Circolo Pd “Tonino Giordano” di Villa San Giovanni, chiede al presidente Pietro Idone «di non fermarsi» e di convocare una nuova riunione della commissione territorio «questa volta aperta al contributo e agli interventi delle sezioni di partito presenti a Villa, del comitato “Titengostretto” che rappresenta gli espropriandi, delle associazioni villesi che, da punti di vista differenti, si sono occupate di Ponte sin dalla prima nefasta “prima pietra” di Berlusconi. Siamo sicuri del fatto – garantisce Musolino – che avremo delle sorprese importanti, siamo sicuri che nel cuore dell’Istituzione villese, i rappresentanti convocati sapranno esprimere posizioni complesse, richieste competenti, analisi approfondite, fuor di polemica, superando le asfittiche posizioni ideologiche».
Per Musolino, infatti, «manca un passaggio ulteriore» per completare l’attività dell’ultima seduta della commissione in sessione pubblica.
«Non è stato sottolineato abbastanza nei comunicati stampa e nei commenti, mentre è essenziale un’analisi politica di ciò che è avvenuto recentemente a Villa. La commissione territorio, organo del consiglio, è il luogo giusto per trattare dell’ambiente villese, del suo sviluppo, degli interventi manutentivi e di sicurezza, ben al di là del tema Ponte sullo Stretto. Questo, però – il Ponte intendiamo – funziona da macroscopica cartina al tornasole: la Stretto di Messina Spa liquidata e rediviva, con i suoi tecnici, ha patito gli esiti della riunione in commissione il 6 maggio u.s., ha sentito la pressione della composta presenza dei cittadini e dei rappresentanti dei soggetti collettivi che, a Villa, si occupano del tema. Sono stati efficaci anche gli interventi a chiarimento del presidente Pietro Idone. Si è riusciti a far luce sulla c.d. pista di cantiere (che non risolve per nulla la soppressione della viabilità ordinaria a Villa) e sul destino del nostro Lungomare: sovrappassi e cavalcavia, con pendenze dubbie, che certificano la frammentazione del territorio e il sostanziale isolamento delle frazioni di Cannitello e Porticello. La commissione, inoltre, è stata utile per far emergere, purtroppo, il definitivo tramonto delle velleità turistiche di Villa al tempo del “Ponte”: a causa della realizzazione di più depuratori, funzionali al “grande cantiere”, che sostanzialmente impediranno la fruizione turistica delle nostre spiagge, Porticello in primis».
Continua Musolino: «Va segnalato, ancora, un’altra criticità vissuta – in commissione – dalla Stretto di Messina: l’intervento del consigliere Daniele Siclari, esponente apicale di Forza Italia a Villa. Anche da questo fronte “amico”, infatti, sono state espressi dubbi sul modus operandi e urgenti richieste di chiarimento per una cittadinanza che, fino al momento, sta solo subendo una stanca narrazione rassicurante, pseudo-istituzionale, buona solo per i tavoli romani, funzionale a qualche carriera e a risultati millantati senza scrupoli. Cosa, invece, non dà fastidio alcuno a Ciucci e co.? Le cose successe nelle ore seguenti la seduta di commissione: l’intemerata “a sorpresa” dell’amministratore delegato nel corso di un consiglio comunale con un odg che nulla aveva a che fare con il Ponte, un intervento improprio che chiede collaborazione e fiducia pressoché cieca, il solito incontro, a porte chiuse, con la sindaca, il colloquio a tre – da remoto – con il ministro Salvini. La consueta solfa degli ultimi due anni, dunque, nulla di più. Ritorniamo però alle cose sensate, alle cose buone, alle prassi efficaci da reiterare».
Da qui la proposta della convocazione di un’altra seduta della commissione in cui tutti i presenti possano parlare della questione Ponte sullo Stretto, ripetendo poi l’iniziativa per discutere di altri argomenti “caldi”:
«La stessa cosa si faccia, dopo, per altri temi importanti, per i lavori sul Torrente Santa Trada, ad esempio, per la messa in sicurezza della viabilità di Porticello, per confrontarsi – sugli alberi abbattuti – con i cittadini e gli esperti che hanno sollevato dubbi. Villa è dei villesi e la società civile ha acquisto su tanti temi – soprattutto dopo l’accelerazione salviniana – una consapevolezza profonda, con nell’intimo alcuni principi precisi, non negoziabili: non accettiamo diktat da alcuno, non siamo sudditi, non abbiamo firmato deleghe in bianco, siamo molto di più che una “colonia” della Lega Nord, non abbiamo bisogno di rassicurazioni anestetizzanti e pavide, vogliamo conoscere per deliberare».
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