Elezioni a Villa, Musolino punge e il centrodestra contrattacca. Sale la tensione in vista del voto

2 Giugno 2022
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VILLA SAN GIOVANNI – «È con enorme stupore che apprendiamo da autorevoli dirigenti locali della Sinistra che essere uniti non sia un buon segnale, anzi, addirittura sarebbe “non un bene per la Città” di Villa San Giovanni. Almeno così è stato letteralmente detto/scritto dall’esperto statista Enzo Musolino, commentando l’offerta politico-amministrativa del CentroDestra a supporto del candidato Sindaco Marco Santoro. Ci sorprende molto leggere certe affermazioni da parte di chi rappresenterebbe una forza politica che de “l’unione fa la forza” o frasi del genere ha fatto sempre uno dei motti per eccellenza. E soprattutto ci fa sorridere ricevere tentativi di lezioni di strategia politica da chi non solo non è riuscito a fornire alla Comunità villese un’espressione del proprio partito (il PD), ma per giunta non ha il coraggio di dire apertamente che appoggia l’altro candidato a Sindaco soltanto per motivi di opportunità. In effetti sarebbe svilente ammettere che si supporta una lista civica (civica fino ad un certo punto) perché all’interno del proprio partito non si è trovato nessuno che volesse o fosse in grado di candidarsi a sindaco. La strategia del gettare fango sugli altri è tipica di chi non ha argomenti».  Inizia così la replica del Comitato elettorale Marco Santoro sindaco alla nota diffusa nei giorni scorsi da Enzo Musolino del Coordinamento del Partito democratico villese e dell’Assemblea regionale del Pd.

«Ma al di là di cosa succede in casa altrui, che ci interessa ben poco, a noi interessa – continua la replica del Comitato pro Santoro – cosa pensano i villesi e cosa succede/ può succedere a Villa San Giovanni. E a questo punto la domanda sorge spontanea: tra una coalizione litigiosa e una coalizione unita, tra una che si compatta attorno ad una figura ed una che non sa da che parte stare, quale può dare garanzie di governabilità e risposte alla collettività? La domanda è retorica lo sappiamo. Pur tuttavia non abbastanza da frenare certi soggetti dall’esprimere pensieri privi di senso logico. Si chiamano concetti aprioristici, senza fondamento. Cioè lo stesso modus operandi di chi preferisce sprecare fiato attaccando il CentroDestra anziché fare proposte e parlare di cosa si intende fare con i mezzi a propria disposizione.

Veramente – scrive ancora il Comitato – qualcuno pensa sul serio che si debba dare fiducia a una lista senza sigle e simboli (apparentemente), con i soliti personaggi dietro le quinte che pensano di non esporsi e arrivare ad amministrare senza mettersi in gioco e metterci la faccia? Il “civismo” tanto sbandierato è solo un mezzuccio per accaparrarsi i voti di chi si è disamorato della politica. Ma le cose non stanno affatto così e la gente di Villa è troppo intelligente per cadere nella trappola».

Il gruppo elettorale che appoggia il forzista Marco Santoro prosegue con una puntualizzazione su un termine molto di moda negli ultimi giorni: «E vogliamo precisare un concetto universale: il civismo appartiene a tutti, anche a noi, è parte integrante del vivere comune e civile, della politica stessa. Ricordiamoci, a proposito di civismo e di disprezzo per la politica, che fine abbiano fatto tutti quei bei propositi e presupposti dei Cinque Stelle. Ma, andando oltre gli esempi, il concetto è che la lista civica non rappresenta la medicina ai mali della Città. La buona salute di un Ente e quindi di un’intera Comunità, la sensibilità per le esigenze della cittadinanza, appartengono anche a chi non alza il pennacchio della lista civica.

La lista “Villa in Comune” di Marco Santoro racconta la propria storia non quella di altri, non nasconde vessilli o bandiere, non preferisce l’anonimato o le maschere, non maschera le proprie idee, e proprio il candidato a Sindaco è la migliore espressione di civismo che Villa San Giovanni potesse esprimere in capo al CentroDestra. Del resto, è lo stesso responsabile del circolo del PD a tessere le lodi del nostro candidato, capace di creare consenso attorno a sé».

Dunque l’affondo finale nei confronti del dirigente dem: «Ci sa tanto che, non essendo riuscito ad unire tutte le anime del CentroSinistra villese e non riuscendo per la prima volta dal dopo guerra ad oggi a presentare la lista del PD, Enzo Musolino non riesca a darsi pace. E di certo non la troverà contestando l’unità raggiunta dal CentroDestra grazie all’impegno politico dei responsabili provinciali dei Partiti, coordinati dall’Onorevole Francesco Cannizzaro.

A questo punto, emerge senza equivoco alcuno che l’impegno di Musolino a favore della candidata a sindaco Giusy Caminiti mal si concilia con la carica che riveste in seno al PD, quale responsabile di coordinamento del circolo cittadino. È evidente che il buon Enzo vive un ruolo confuso, politico e sociale. Forse, dopo queste discutibili esternazioni, farebbe meglio a considerare le dimissioni dal Partito».

Che cosa aveva detto Musolino: «La scheda trasparente. L’unica scelta libera per Villa»

«Le ultime uscite pubbliche del candidato Sindaco Marco Santoro e della sua lista, hanno rappresentato – a mio avviso – un dato chiaro: l’offerta politico/amministrativa delle Destre villesi, ancora “unite”, non e’ un bene per la Città. Al di là del valore, infatti, di Marco Santoro (bravo professionista e politico moderato) e’ la paradossale conformazione della sua Squadra che rende inopportuna un’opzione, una scelta (im)possibile che si palesa inefficace, sostanzialmente divisa e divisiva, incerta nell’individuazione del senso politico ultimo dell’operazione. Lo stesso Santoro, infatti, negli anni dell’amministrazione Siclari – con tutte le varianti post Severino e post inchiesta Cenide – e’ stato sostanzialmente estraneo ad una gestione della Cosa Pubblica che evidentemente non gli apparteneva, in termini di metodo e di approccio politico. La stessa retorica che oggi Marco Santoro utilizza, quella del rinnovamento del Centrodestra, di una sua necessaria ripartenza, cozza con un dato fattuale: l’Unita’ formale pretesa e ottenuta dai dirigenti nazionali dei partiti di Centrodestra ha comportato lo straniamento e le evidenti difficoltà dello stesso candidato a Sindaco che non può più chiedere, pretendere e rappresentare una nuova via, un nuovo assetto per il Centrodestra dello Stretto, nel momento in cui e’ stato costretto ad assumere su di sé l’eredità del disastro dell’amministrazione Siclari. Le porte della sua lista, infatti, sono state aperte a componenti direttamente riconducibili alla stagione del dissesto certificato, del fallimento dell’Ente Comunale. Fallimento che grava come un macigno sugli ultimi amministratori e sulla Maggioranza a trazione Siclari. E’ ovvio, quindi, che tale paradosso azzoppi la campagna elettorale di Marco Santoro, impedendogli di scrollarsi di dosso un’eredità che gli e’ stata imposta da decisioni politiche esterne a Villa San Giovanni, funzionali ad una “pace armata” tutta interna alle frizioni nazionali che dividono i partiti del Centrodestra e – all’interno di Forza Italia –  rappresentativa delle divisioni tra i diversi dirigenti alle prese con la difficile articolazione e transito del tardo berlusconismo. La stessa retorica del Ponte sullo Stretto – vecchio cavallo di battaglia delle Destre cittadine – risulta diversamente articolata all’interno della lista di Marco Santoro, e mentre il candidato a Sindaco (lo scorso inverno protagonista di un webinar sul tema, organizzato dall’Istituto di Formazione Socio Politica Mons. Lanza della Diocesi reggina) cerca di evitare ogni ideologismo, di contro – e’ bene ricordarlo – emerge il diverso atteggiamento dell’amministrazione Siclari, coadiuvata dal Senatore Marco Siclari. Il quale, proprio al termine della stagione amministrativa frutto delle elezioni del 2017, diede vita a Villa ad un evento mediatico di rilancio della questione Ponte (all’indomani della definitiva bocciatura dello storico progetto “a campata unica” da parte delle strutture tecniche ministeriali) tutto incentrato sulla rappresentazione di una Villa San Giovanni di cartapesta, inesistente teatrino spacciato per “capitale del Sud”, proprio nel mentre ci si avviava, appunto, alla triste certificazione del fallimento sostanziale di un’amministrazione incapace del lavoro ordinario. Questa differenza d’approcci, la sostanziale distanza di metodo e di strategia tra le diverse anime – costrette all’unità fittizia –  della lista di Marco Santoro, svela in maniera trasparente la posta in gioco e chiarifica le difficoltà e l’inoperativita’ di una eventuale nuova amministrazione del Centrodestra unito. Tutti rischi che la Città di Villa non può più sostenere e che sconfessano l’esigenza di vero cambiamento e di nuovo paradigma amministrativo ormai compreso dalla maggioranza dei cittadini villesi. Non e’ più il tempo di pesanti carrozzoni elettoralistici, non e’ più il tempo della prova muscolare da parte delle diverse clientele, questo e’ il tempo della urgente emersione di un voto d’opinione potente e risolutivo che sappia definitivamente imporre, a Palazzo San Giovanni, merito, competenza, trasparenza, sincerità di interlocuzione con la società civile, verità sui conti, sulle prospettive, sulla programmazione, sulle infrastrutture possibili e necessarie. Sotto la cartapesta sono purtroppo emerse le macerie e questo triste risveglio non merita un surplus di confusione ma la serietà dell’assunzione di responsabilità».

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