Villa, il Comune perde anche Forte “Beleno”. L’amarezza del Comitato Borgo di Piale

20 Novembre 2021
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VILLA SAN GIOVANNI – «Le attuali circostanze amministrative e politiche che stanno condizionando in questi mesi la vita della nostra Città hanno purtroppo un effetto negativo sul percorso intrapreso da questo Comitato per l’acquisizione del Forte-Batteria “Beleno” a patrimonio comunale. Anzi sarebbe il caso di dire piuttosto che l’effetto è totalmente mortifero». Lo affermano, in un comunicato, i cittadini del Comitato Borgo di Piale.

«Con le dimissioni della Sindaca F.F. e la successiva dichiarazione del dissesto finanziario – continua il comunicato – sfuma infatti l’esile speranza che questa estate aveva indotto la nostra associazione a compiere l’ultimo tentativo utile di riprendere l’iter acquisitivo del bene. A seguito infatti dell’archiviazione del procedimento di acquisizione, comunicata congiuntamente dall’Agenzia del Demanio – Direzione Regionale Calabria e dal Ministero della Cultura – Segretariato Regionale per la Calabria e da questi Enti addebitata alle inadempienze dell’Amministrazione Comunale, il 9 luglio, una delegazione del Comitato stesso si recava presso il palazzo municipale ove veniva ricevuta dalla Sindaca F. F. e dall’Assessore Giustra. In quella sede, la Sindaca – ricorda il Comitato Borgo di Piale – assumeva su di sé e sull’Amministrazione le responsabilità politiche e amministrative che avevano determinato l’archiviazione del procedimento, enumerando altresì le due omissioni principali e determinati: la mancanza di un piano dei costi delle opere richieste al Comune di Villa San Giovanni e le necessarie coperture finanziarie. Il Comitato chiedeva all’Amministrazione di produrre entro 15 giorni gli atti amministrativi e politici la cui mancanza aveva causato l’archiviazione del procedimento, al fine di poter riproporre una terza richiesta acquisitiva agli Enti interessati, che fosse fondata concretamente su solidi atti che dimostrassero inequivocabilmente la volontà del Comune di acquisire il Forte. Il 17 agosto si svolgeva un nuovo incontro all’esito del quale si verificava la documentazione tecnica prima mancante, nel frattempo predisposta dall’Ufficio Tecnico con la collaborazione anche di tecnici del Comitato, e si riferiva alla delegazione di cittadini presente la volontà di inserire nel bilancio di prossima approvazione una somma adeguata quale base solida per esperire una terza richiesta al Demanio e al MIBAC. Ci si aggiornava ad una data successiva alla sessione di bilancio».

«Come è facile comprendere – scrive ancora il Comitato Borgo di Piale – tutto termina con l’approvazione del dissesto finanziario. A noi cittadini rimane una profonda amarezza per l’occasione mancata, lo sconforto (in particolare da pialesi) che ci assale ogni giorno nel vedere un’area profondamente degradata, bombardata dagli alleati nel ’43, devastata dai privati negli anni ’80 e ’90, lasciata nel totale disinteresse dalle amministrazioni degli ultimi trent’anni. A margine degli splendidi tramonti che si godono dalla nostra altura, il profilo della nostra “Batteria” con l’inequivocabile movimento dell’antenna del radar, infisso quale ulteriore ed incontrastato “atto di stupro” su quella che fu la linea pezzi del Forte, ci ricorda ogni giorno che viviamo in una Città nella quale la valorizzazione del patrimonio storico artistico non interessa veramente a nessuno, neanche quando si è a pochi passi dal traguardo. Non possiamo infatti non rilevare che ciò che rimane di tutta la vicenda è il provvedimento di archiviazione del giugno scorso che cancella di fatto l’ennesimo tentativo di portare la proprietà del sito nel patrimonio del nostro Comune, atto propedeutico a qualunque progetto di valorizzazione di quell’area».

Il Comitato Borgo di Piale, comunque, «non rinuncerà in futuro a chiedere alle amministrazioni pro tempore di riprovarci, non rinuncerà a proporre alla amorfa e indolente nostra Città un progetto di recupero di un sito di 33.000 mq dagli utilizzi molteplici, non rinuncerà a lottare per la sua “Batteria”, a costo di apparire visionari».

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