“Swim For Parkinson”: 21 atleti, tra pazienti e medici, a nuoto nello Stretto per sensibilizzare sulla malattia

15 Settembre 2021
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Erano 21 gli atleti, tra persone con il Parkinson, caregiver e neurologi, che ieri mattina sono tornati con entusiasmo a sfidare di nuovo le acque dello Stretto di Messina, nel tratto che va da Capo Peloro a Cannitello.
Un grandissimo successo che ha visto tutti i partecipanti nuotare per quasi 3,5 Km di acque profonde attraversate da numerose correnti in questa staffetta  organizzata della Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus dove il mare ha rappresentato un momento unico di condivisione tra medico e paziente.

Ma come nasce la Swim For Parkinson? Era il 18 luglio del 2018 quando Cecilia Ferrari attraversò per la prima volta a nuoto lo Stretto di Messina per dimostrare che la malattia non l’avrebbe mai fermata. “Le emozioni della traversata del 2018 – ricorda la Prof.ssa Francesca Morgante neurologo della Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus – e il grande impatto positivo dell’impresa di Cecilia su altre persone con il Parkinson, ha spinto me e Cecilia a fondare la Swim for Parkinson la cui prima edizione si e’ tenuta il 29 Luglio 2019. Il nostro obiettivo era duplice: sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia di Parkinson e ispirare altre persone con il Parkinson a mettersi alla prova e superare i limiti, spesso mentali, imposti dalla malattia.”

Dopo un anno e mezzo di totale immobilità causata dalla pandemia, oggi tuffarsi nelle acque di Messina assume una valenza ancor più importante perché “il Parkinson è una malattia del movimento che si cura con il movimento – afferma il Prof. Leonardo Lopiano, Presidente della Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus e il nuoto tra tutti gli sport è il più completo; per questo a due anni dalla prima edizione della Swim for Parkinson vogliamo lanciare un messaggio ancora più incisivo e forte” – sottolinea Lopiano – “ il Parkinson è una patologia molto complessa che va affrontata analizzando diversi aspetti. Lo stress è un fattore determinante, sia in fase iniziale che avanzata e influenza la qualità della vita dei pazienti e dei caregivers (familiari e assistenti); non da meno sono i disturbi dell’affettività (ansia e depressione), il dolore e i disturbi della sfera cognitiva e autonomica; per questo è necessario, per quanto possibile, mantenere la propria vita, i propri interessi e concentrarsi sull’attività sportiva. ” – conclude il Prof. Lopiano.

Numerose realtà hanno deciso di sostenere l’iniziativa attraverso la concessione di Patrocini come la Federazione Italiana Nuoto, la Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, la Regione Sicilia, l’Accademia LIMPE – DISMOV, il Comune di Messina e Reggio Calabria, l’Università di Messina,  oltre al supporto non condizionante di alcune realtà private. Una manifestazione sportiva supportata anche dai campioni Tania Cagnotto, Massimiliano Rosolino, Silvia Bosurgi , Alessandro Terrin e Luca Marin, oltre che dal Portabandiera della Nazionale Italiana Paralimpica alle Paralimpiadi di Tokyo Federico Morlacchi e dalla squadra Italiana di Nuoto Paralimpico.

Questa staffetta, che idealmente rappresenta il legame stretto di condivisione e fiducia tra medico e paziente ha come scopo di mantenere sempre viva la attenzione sulla ricerca su questa malattia” – afferma la dottoressa Mariachiara Sensi membro del Comitato Organizzatore e neurologa partecipante alla staffetta.

La malattia di Parkinson è una malattia neurodegenerativa frequente, con oltre 10 milioni di pazienti stimati nel mondo ed un progressivo aumento dei nuovi casi nel corso degli ultimi decenni. Rappresenta infatti la più diffusa malattia neurodegenerativa dopo l’Alzheimer. Contrariamente a quanto si pensa, non è soltanto una malattia della età avanzata e sempre più spesso la diagnosi viene effettuata intorno ai 50 anni (o anche prima), colpendo persone ancora in età lavorativa e in una fase molto attiva della vita. La malattia di Parkinson colpisce non soltanto il paziente, ma l’intero nucleo familiare con pesanti ricadute sociali, assistenziali e sui rapporti personali. Un maggiore supporto ai pazienti e ai loro familiari aiuta ad affrontare con maggiore serenità questa malattia, che non si limita ai ben conosciuti sintomi motori, quali rallentamento, tremore e rigidità, ma riguarda molteplici aspetti della persona e della sua vita.

La Fondazione LIMPE nasce nel 2014 con finalità di solidarietà sociale.

Il principale obiettivo della Fondazione è appunto il sostegno alla ricerca medico-scientifica, la formazione e la divulgazione di informazioni sulla malattia di Parkinson, i parkinsonismi, le distonie, le coree (inclusa la corea di Huntington), i tremori, le atassie, i restanti disturbi del movimento e le demenze. La Fondazione opera a livello nazionale e internazionale.

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