Villa, gli attivisti del ‘Nuvola Rossa’ alzano la voce contro la costruzione del Ponte sullo Stretto

5 Maggio 2021
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Il CSC ‘Nuvola Rossa’ di Villa San Giovanni  interviene in merito al corrente dibattito sulla costruzione del Ponte sullo Stretto: 
Siamo preoccupati e parecchio nauseati dal dibattito surreale che si sta sviluppando attorno al ponte sullo Stretto di Messina. Pensavamo che gli autorevoli pareri di tecnici di fama internazionale, concordi nel rigettare ogni ipotesi di fattibilità e sostenibilità del progetto, avessero convinto politici e speculatori di ogni sorta dall’astenersi dal cavalcare questo argomento elettoralistico. Basti pensare al ‘solo’ argomento geologico: come si può pensare di costruire un’opera del genere in un territorio tra i più sismici del Mediterraneo e tra le più dinamiche al mondo per la sovrapposizione tra la placca africana e quella europea?
Non avevamo fatto i conti con una certa politica consacrata alla sola ricerca di clientele, spesso per regalare mega appalti ad amici e compari, senza minimamente curarsi della devastazione che il territorio subirebbe – si pensi, ad esempio, alla minaccia per la biodiversità – in seguito alla fantomatica costruzione di quest’opera. Del resto, il recente pronunciamento della commissione ministeriale, favorevole alla costruzione a tre campate, alimenta quel circolo vizioso di nuovi studi e progettazioni, da finanziare: tanti soldi da ricevere e distribuire, che è quanto accaduto in questi anni di infiniti studi di progettazione, pagati con i nostri soldi. In questi lunghi anni, infatti, il Ponte sullo Stretto è costato al contribuente quasi un miliardo di euro, come calcolato dalla Corte dei Conti, per un’opera fantasma (costi addebitabili alla stesura del progetto definitivo, al monitoraggio ambientale, all’aggiornamento del piano finanziario e alla stipula dell’atto aggiuntivo).
Ancor più grave è che si continui a tacere su opere di primaria importanza per la comunità villese: silenzio sul porto a sud e sul polmone di stoccaggio. Nessuna vergogna per l’ecomostro di Cannitello, frutto della speculazione e delle bugie dei pro pontisti; così come non si proferisce parola sulle inchieste giudiziarie che hanno fatto luce sui rapporti di connivenza tra politica e pezzi grossi della società privata di navigazione con la vicenda del piazzale Anas, che è ancora una ferita aperta per tutta la comunità Villese che non si riconosce nelle logiche del malaffare e della devastazione del territorio. Quello che ci lascia ancora più sconcertati sono gli appelli bipartisan che vanno dal centro-destra fino ad arrivare a membri del Pd e Cinquestelle che, in calo di popolarità, fanno una virata a 360 gradi e si schierano a favore della mega opera. Crediamo che il momento delicato che viviamo a causa della pandemia deve farci riflettere sulle uscite propagandistiche di chi, invece di lavorare per investire i soldi del Recovery Plan per far uscire il mezzogiorno d’Italia dall’isolamento che vive da sempre, tenta per l’ennesima volta di ingannare i cittadini con argomenti inattuali e dannosi per la collettività, del cui carattere farsesco ha testimoniato l’impossibilità di ricorrere ai soldi dell’Europa, al contrario di quanto sostenevano i sì-ponte.
Si presenta infatti il ponte come il tanto agognato aggancio del Sud alla modernità. Una visione ingenua e anacronistica, questa, incapace di comprendere che oggi ‘moderno’ è unire il progresso al rispetto dell’ambiente e della natura; investire in nuove fonti di energia, modificare le strategie e le modalità di produzione per consegnare alle future generazioni un pianeta meno devastato; unire la transizione ecologica a una transizione sociale, capace di generare equità sociale, lavoro per tutti nel rispetto della dignità della persona.
Per questo, noi ribadiamo ancora una volta che le risorse vanno destinate alle vere priorità: sanità, messa in sicurezza dei territori, infrastrutture di prossimità, trasporti, edilizia scolastica. Siamo stanchi di continuare a sentire parlare di asini che volano, dimostrando, se ancora ve ne fosse bisogno, di non aver rispetto nemmeno per il dolore dei cittadini che stanno subendo sulla propria pelle le inefficienze di un sistema sanitario che dopo un anno e mezzo di pandemia ancora è ridotto in condizioni di estrema criticità.
 I cittadini calabresi e siciliani hanno sempre respinto chi voleva devastare i nostri territori: oggi oltre alla lotta politica c’è tanta rabbia nel constatare con quale faccia tosta in un momento così particolare vengano riproposte idee di progresso che sono stantie e rispondono alla sola esigenza di drenare denaro pubblico e farlo finire nelle tasche di amici e compari. Non sfugga, infatti, che i più accaniti sostenitori del Ponte sono gli stessi che varie inchieste giudiziarie hanno dimostrato essere personaggi contigui a cosche mafiose e logge massoniche deviate. Nei prossimi giorni lanceremo un momento di confronto pubblico per chiamare a raccolta i cittadini e continuare quel percorso democratico di lotta e difesa dei nostri territori.
I nostri continuano a essere tanti ‘sì’ alle opere utili e indispensabili e un solo grande ‘no’ all’oscena devastazione del territorio.

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