I “no ponte” tornano in piazza: «Servizi e messa in sicurezza dei territori. Nessun ponte sul dissesto»

4 Settembre 2020
227 Views
Stampa

Dalla Rete No Ponte riceviamo e pubblichiamo: I soldi del Recovery Fund per infrastrutture utili ai territori. A metà ottobre il Governo dovrà presentare il “Recovery Plan”. L’immensa liquidità che arriverà dall’Europa corrisponde a una altrettanta massa di debito che dovremo pagare noi e che dovranno soprattutto pagare le giovani generazioni. Su queste risorse economiche si sono avventati i contractor delle Grandi Opere, le rappresentanze politiche che mirano a gestirle in funzione della propria riproduzione, le corporazioni di professionisti strettamente collegate al potere politico. Facciamo in modo di sottrargli quei soldi. Facciamo in modo che vengano utilizzati per opere utili ai territori e alle popolazioni. Nei mesi scorsi i nostri territori sono stati colpiti da frane e allagamenti, a dimostrazione dello stato di abbandono in cui versano. Eppure, nonostante le tante tragedie che avrebbero dovuto metterci in allarme, ulteriori cementificazioni e la mancata manutenzione delle città hanno aggravato il rilevante processo di dissesto esistente. Le bonifiche promesse, inoltre, non sono mai partite e non è stato predisposto nessun freno alla crescente desertificazione dei territori. È, d’altronde, ormai evidente che l’urbanizzazione selvaggia sia una delle cause principali della diffusione delle pandemie. Eppure la crisi sanitaria, che è diventata impoverimento per molti settori produttivi, non è servita a far capire alle istituzioni che bisogna invertire la tendenza e che sia importante migliorare le infrastrutture del territorio piuttosto che finanziare opere che accentuano desertificazione e abbandono dei centri minori e proseguire nella sciagurata politica delle spese militari che sottraggono risorse a quelle sociali, oltre a essere dannose. Serve una grande mobilitazione popolare che dica dove vanno indirizzati gli investimenti, che dica cosa è utile. Serve una presa di coscienza collettiva affinché la grande mole di liquidità a debito che tanto viene sbandierata non sia utilizzata per gli interessi di pochi. Tocca a noi conquistare le risorse per offrire un futuro alla nostra terra e ai suoi figli. Vogliamo strade, ferrovie, messa in sicurezza dei territori dal rischio sismico e idrogeologico; vogliamo la cura delle città, le bonifiche, scuole sicure per i nostri figli, abitazioni per tutti; vogliamo una sanità pubblica che ci protegga. Non vogliamo Grandi Opere inutili e devastanti. Nessun Ponte sul dissesto. Basta spreco di risorse in studi e progettazioni. Chiamiamo a raccolta il popolo No Ponte, un popolo che ha riempito per dieci anni le strade di Messina e Villa San Giovanni. È il momento di tornare in piazza e imporre una politica delle infrastrutture che metta al centro l’interesse dei territori e dei suoi abitanti. Concentramento in Piazza Unione Europea (Messina) sabato 26 settembre alle ore 17.00.

Potrebbe interessarti

Coronavirus a Reggio Calabria, il bollettino regionale: 131 nuovi positivi e 2 decessi
Uncategorized
81 views
Uncategorized
81 views

Coronavirus a Reggio Calabria, il bollettino regionale: 131 nuovi positivi e 2 decessi

Francesca Meduri - 25 Novembre 2020

In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 342.655 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 350.996 (allo stesso…

Piano di zona ambito Villa, il Terzo settore  rivendica partecipazione
Uncategorized
151 views
Uncategorized
151 views

Piano di zona ambito Villa, il Terzo settore rivendica partecipazione

Francesca Meduri - 25 Novembre 2020

Il Forum Territoriale del Terzo settore “Versante dello Stretto” scrive all’ufficio di Piano dell’Ambito territoriale 14 di Villa S. Giovanni, alla Conferenza…

Emergenza sanitaria ad Arghillà: il quartiere è sommerso dai rifiuti e i cittadini si rivolgono al premier Conte
Attualità
219 views
Attualità
219 views

Emergenza sanitaria ad Arghillà: il quartiere è sommerso dai rifiuti e i cittadini si rivolgono al premier Conte

Francesca Meduri - 25 Novembre 2020

«Nonostante l’ordine del Prefetto di 10 gg fa, le disposizioni del dirigente ambiente del comune di 7 gg fa, questo…