La denuncia: «Al poliambulatorio di Villa assembramenti e lunghe code sotto il caldo»

20 Giugno 2020
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Potere al Popolo! Reggio Calabria e CSC ‘Nuvola Rossa’ intervengono sulla situazione del poliambulatorio di Villa San Giovanni e della sanità calabrese.

«L’Italia è ripartita: l’ha detto la TV, lo scrivono i giornali, da settimane. Si discute di come gestire le folle sulle spiagge perché, si sa, è ormai giugno e l’estate è ufficialmente iniziata, anche in Calabria: il sole, il mare, il caldo.  Già, il caldo. La coda fuori dal poliambulatorio di Villa San Giovanni sembra non finire mai e, con il passare delle ore, il sole si fa sempre più cocente: sono ammassate e accaldate le persone ma, soprattutto, esauste e l’unica addetta amministrativa dell’intera struttura fatica a placare gli animi. C’è la normativa anti-contagio da far rispettare, ma allo stesso tempo decine di scelte e revoche dei medici di base e dei pediatri, le tessere sanitarie, i libretti di esenzione per patologia, la riscossione di eventuali ticket per le prestazioni ambulatoriali. Tutto sulle spalle di un’unica persona. Non osiamo immaginare cosa accadrà all’alba di mercoledì 1 luglio, quando ci saranno da rinnovare tutte le esenzioni per reddito, scadute il giorno prima. Potranno rinnovarle, come sarebbe auspicabile, o tutti i pazienti dell’ambito villese saranno dirottati su qualche altra struttura già a sua volta satura, aggiungendo disagi, ulteriori attese e periodi indefinibili scoperti dall’esenzione? I farmaci costano e non tutti i pazienti che hanno malattie croniche possono permetterseli: cosa accadrà loro? La nostra eroica addetta avrà mai il supporto di qualche collega ad affiancarla? Nonostante la grande campagna di rilancio annunciata dal governo calabrese, sulla salute delle persone sembra di trovarsi ancora in piena emergenza: le prestazioni in tutte le strutture sanitarie sono di fatto bloccate dalla carenza di organico e dallo scoppio delle richieste, costringendo i pazienti a rivolgersi ai privati o a forzare le tempistiche: in altre parole, rendere urgente il necessario. Situazione pienamente prevedibile, d’altronde, come abbiamo ribadito durante il lockdown; così come le assunzioni farsa nella sanità in fase emergenziale: quanti hanno realmente accettato quelle assurde condizioni di lavoro e di precarietà? Quanti hanno lavorato in maniera informale per coprire carenze strutturali? Ci chiediamo quale logica folle abbia portato la Regione, il 18 maggio scorso, ad aprire esclusivamente i ricoveri e le prestazioni in intramoenia, puntando su lavoro autonomo e libera professione, ignorando invece totalmente le prestazioni ambulatoriali ordinarie, cioè quelle con meno spreco di risorse e più stabilità del personale, garantirebbero lo smaltimento delle liste d’attesa. Che ne sarà dunque del poliambulatorio di Villa San Giovanni? Che ne sarà dei pazienti di tutta la provincia reggina, dove per esempio si chiudono addirittura le tac ospedaliere, com’è accaduto a Locri? Come a dir poco miope è stata la gestione dell’emergenza, opaca si preannuncia quella del post-emergenza: pretendiamo sia restituito alla popolazione quello che le è stato tolto, da molto prima del Covid, attuando misure urgenti e imprescindibili per sbloccare la situazione: assumere personale con contratti stabili, potenziare i presìdi territoriali, riattivare le prestazioni ambulatoriali e reindirizzarvi anche tutta l’attività attualmente di intramoenia. La misura è colma e le responsabilità politiche della gestione dell’emergenza post-epidemia rischiano di uccidere più del virus stesso».

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