I servizi psichiatrici di Reggio Calabria nell’era del coronavirus

12 Marzo 2020
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Il Coolap (coordinamento lavoratori psichiatria) di Reggio Calabria tiene a ricordare che «esiste un cospicuo gruppo di lavoratori della disabilità psichiatrica e della disabilità in genere che non si è fermato ma lavora, come sempre, per non far mancare niente ai propri utenti. Noi – scrivono in una nota Giuseppe Foti, Vincenzo Barbaro e Filippo Lucisano – siamo quelle fasce di lavoratori poco considerati dalle istituzioni che, in pace o in guerra, si impegnano sempre e, il più delle volte, con grosse difficoltà. Vogliamo con questo semplice messaggio ricordare alle istituzioni in genere, specialmente a chi dovrebbe tutelare questi servizi, di non dimenticarsi dei nostri utenti e di noi. Nel caos di questi giorni, gli operatori delle strutture psichiatriche non hanno indietreggiato nel loro mandato sociale, dimostrando altruismo, abnegazione e senso del dovere. Per tale motivo, questo nostro monito va a chi questi servizi li dovrebbe tutelare perché qualsiasi forma di rinvio o ritardo nei pagamenti potrebbe aumentare ulteriormente il disagio già persistente. Il Coolap – prosegue la nota –  sottolinea come non si tratti di una mera questione economica, ma bisogna pur sempre vivere e, in questa situazione di emergenza, non ci è possibile sollecitare più di tanto chi di dovere a far ciò che serve in tempi ragionevoli. Se da un lato riteniamo fondamentale mantenere i servizi, a nostro rischio personale, dall’altro riteniamo necessario che ognuno faccia la propria parte per ordine e grado. Le nostre ragioni nascono dall’esigenza di far propendere per delle scelte tempestive e che si faccia, almeno questa volta, prevalere il buon senso e non altro. Sicurezza, tutela, diritti e dignità professionale devono essere posti in essere, senza forme intollerabili e farraginose di sospensione o ritardi. In questa situazione di probabili contagi, lavoriamo con la totale mancanza di personale infermieristico costantemente al minimo storico e, in alcuni casi, totalmente assente. Gli operatori psichiatrici, che da sempre si sono presi il carico di tutto all’interno delle strutture, hanno il diritto di usufruire di qualsiasi strumento e risorsa umana per poter contrastare il fenomeno epidemiologico da COVID-19, al pari di tutti gli altri lavoratori sanitari. Invitiamo, quindi, urgentemente le figure interessate, dipartimento di salute mentale in primis, ad operarsi affinché – concludono Foti, Barbaro e Lucisano – i problemi sottoposti nella presente vengano presi in considerazione e risolti, garantendo la sicurezza e la dignità di tutti».

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