Il grunge, voce di una generazione rock

17 Febbraio 2020
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di Astrid Facciolà

Gli anni ’90 sono memorabili per essere stati caratterizzati da una scena musicale, sorta a Seattle (USA) che ha cambiato per sempre il mondo del rock ‘n’ roll. Una vera e propria cultura musicale chiamata Grunge, i cui maggiori esponenti sono stati i Nirvana , Pearl Jam, Soundgarden e gli Alice in Chains. Quattro complessi che ancora oggi sono considerati tra le più potenti influenze musicali.

L’arrivo del Grunge è stato un evento segnante, qualcosa di nuovo ed autentico dopo una lunga fase di monotonia in cui versava la musica rock. Fortunatamente tutto ha cominciato a cambiare dal 1985, con la raccolta Deep Six a cui avevano contribuito vari complessi, tra questi i Melvins, Soundgarden e i Green River di cui faceva parte Jeff Ament che poi ha continuato il suo percorso musicale formando i Pearl Jam. Un disco importante per il Grunge perchè ha cominciato a mettere in risalto la musica ancora sconosciuta che si stava sviluppando a Seattle e proprio nello stesso periodo è stato usato per la prima volta il termine “grunge” per descriverla. In seguito le cose continuavano a cambiare, per un disaccordo tra di loro, si sono sciolti i Green River e con la suddivisione dei membri si sono formati due nuovi gruppi: I Mudhoney e i Mother Love Bone, un altro passo importante l’evoluzione del Grunge.

Fondamentale anche la piccola casa discografica Sub Pop nata nel 1986, con cui avevano firmato un contratto i Soundgarden, Mudhoney, Screaming Trees ed i Nirvana, un trio ancora nell’oscurità che nel 1989, hanno inciso il loro primo disco intitolato Bleach. .

Una nuova cultura musicale stava cominciando a prendere forma, accompagnata da un proprio atteggiamento e da una propria moda. Questa’ultima è stata del tutto casuale in quanto i membri di questa nuova scena non potendo permettersi di acquistare indumenti nuovi, si accontentavano di quello che trovavano presso i negozi di seconda mano. Il loro guardaroba consisteva in blu jeans con un aspetto non particolarmente ordinato, camicia a quadri e scarponi da lavoro o scarpe di gomma. Oltre l’abbigliamento, non badavano molto ai capelli, nonostante fossero per la maggior parte uomini, li portavano lunghi e raramente pettinati. Complessivamente avevano un aspetto abbastanza trascurato, infatti il termine Grunge significata proprio questo.

Il 1991 è stato l’anno cruciale, il Grunge dalla scena locale e sconosciuta di Seattle, passa alla scena dominante completamente esposta al pubblico diventato la tendenza del momento. Intanto si era sviluppata la famosa Generazione X, impaurita e piena di rabbia in cerca di un porta voce.

Sono stati i Nirvana a capitanare il Grunge, arrivati a firmare un contratto con la Geffen Records una delle maggiori etichette discografiche americane, il 24 settembre, 1991 hanno rilasciato il loro secondo disco, Nervemind. Nessuno poteva immaginare il successo colossale che avrebbe avuto questo disco vendendo più di 46 000 000 copie. Il primo singolo intitolato Smells Like Teen Spirit, adeguatamente esprimeva la rabbia tipica dell’adolescenza, è diventato l’inno per una generazione considerata dispersa, facendo diventare Kurt Cobain, cantante e chitarrista del gruppo il porta voce di una nuova generazione. Il Grunge era adatto a loro. Un misto di punk e di rock risultando in un suono nuovo, lento e basso producendo una sensazione di pessimismo ed i testi delle canzoni rivelavano una introspezione più intensa che mai.

Il Grunge era diventato famoso, dal 1991 al 1993 sono stati anni formidabili e ricchi di novità per la musica rock. In seguito ai Nirvana sono arrivati al successo anche i Pearl Jam, i Soundgarden e gli Alice in Chains diventando i quattro cavalieri del Grunge. Inoltre l’industria non aveva esitato a portare sul mercato la moda in stile Grunge con i blu jeans strappati e le camicie a quadri.

Purtroppo il tutto è venuto in fine il 5 aprile, 1994, con il suicidio di Kurt Cobain a 27 anni, a capo degli indimenticabili Nirvana. Gli Alice in Chains hanno visto la loro fine all’incirca dopo il suicidio di Cobain per via dei problemi di salute del cantante Layne Staley che è venuto a mancare anche lui il 5 aprile del 2002, a causa di un overdose. Oggi gli Alice in Chains continuano il loro percorso con un nuovo cantante. I Soundgarden si sono sciolti nel 1997 e Chris Cornell che li capeggiava, era diventato il cantante degli Audioslave per poi continuare come la sua carriera musicale da solista. Un destino sfortunato anche quello di Cornell morto suicida il 18 maggio 2017, escludendo la possibilità di un’eventuale riunione dei Soundgarden. I Pearl Jam guidati da Eddie Vedder, sono ancora attivi come complesso ed attualmente in giro per il mondo per una nuova tournee, anche se la loro musica da diversi anni si è inevitabilmente evoluta allontanandosi dal Grunge. Una triste realtà è che le vite di tutti questi musicisti erano contaminate dall’abuso di droghe e di alcol.

L’era del Grunge è passata ed alcuni di coloro che ne hanno fatto parte sono venuti a mancare troppo presto ma quello che è stato il Grunge per la musica rock è immortale. A suo tempo, il Grunge ha caricato abbastanza entusiasmo e novità per essere guardato ancora oggi con interesse e ammirazione. Dopo oltre un ventennio non si è verificato niente di simile.

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