Il commissario Saladino saluta Villa con Cannitello nel cuore e un “bilancio positivo”: ecco lo stato delle opere e i consigli per la squadra Richichi-Siclari

14 marzo 2018
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di FRANCESCA MEDURI

VILLA SAN GIOVANNI –  «Bilancio positivo» per il commissario prefettizio Vittorio Saladino alla guida del Comune di Villa San Giovanni dai primi dello scorso ottobre a oggi. Quasi cinque mesi di lavoro intenso per lui, che sin dall’insediamento è stato alle prese con una serie di problematiche di vitale importanza per la città dello Stretto. Saladino lascia nelle mani del vicesindaco Maria Grazia Richichi, che rientra con la sua giunta grazie al recentissimo verdetto del Consiglio di Stato che ha annullato la precedente sentenza del Tar che aveva a sua volta annullato la nomina della Richichi e tutti gli atti consequenziali, un ente con tanti progetti in itinere da portare a compimento. Un ente che non rischia il default, ma che deve e dovrà fare i conti con una situazione economico-finanziaria sicuramente molto delicata per via della perdita di entrate quali, ad esempio, quelle derivanti dall’ecopass, la tassa di attraversamento dello Stretto. Chi rientra, però,  si ritrova la strada spianata verso traguardi fondamentali  e sarebbe davvero un peccato fallirne il raggiungimento. È, dunque, un messaggio di incoraggiamento, di sprono, quello che Saladino ha voluto mandare alla coalizione dei “LeAli”, a suo dire perfettamente in grado di portare avanti gli obiettivi fissati nel programma  amministrativo. Con il gruppo del sindaco sospeso Siclari, così come con l’intero consiglio comunale e tutta la grande famiglia di palazzo San Giovanni, Saladino ha avuto un rapporto più che buono ed è la prima cosa che mette in evidenza nell’incontro di stamattina con la stampa locale. 

Passate le consegne a Maria Grazia Richichi, in primis con la verifica di cassa alla presenza dei vertici della tesoreria comunale, il commissario passa in rassegna il periodo vissuto a palazzo San Giovanni dispensando consigli e augurando il meglio ai suoi successori. Saladino è sorridente e sereno, nella consapevolezza di aver dato il massimo in ogni situazione. Ed esordisce così: “Ho avuto buoni rapporti con i consiglieri comunali, come con gli uffici e in particolare con l’ufficio tecnico e l’ingegnere Morabito. In un Comune, due sono i settori pregnanti: finanze e opere pubbliche e finanziamenti. Settori il cui andamento è indice del lavoro di un’amministrazione comunale. Il mio compito era proseguire quanto iniziato, ma ora loro -aggiunge Saladino riferendosi alla giunta Richichi e alla maggioranza – dovranno completare”. I presupposti ci sono tutti: “Manca poco per terminare il molo di sottoflutto, e poi la politica potra chiedere un finanziamento per poterlo trasformare in porticciolo turistico, in porto commerciale”. E la proroga del finanziamento dell’ex decreto emergenza fa pensare con fiducia anche al polmone di stoccaggio, sebbene anche in questo caso la politica giochi un ruolo chiave: “Abbiamo chiesto e ottenuto la proroga per un anno. Se gli 8 milioni di euro non dovessero bastare per completare l’opera, si puo’ chiedere un ulteriore finanziamento: basta dimostrare la capacità di saper utilizzare i fonfi. Ovviamente, se la proroga l’ha chiesta il commissario, ai fini di un nuovo finanziamento il peso politico ha la sua importanza”. Di certo, sottolinea Saladino,  Villa San Giovanni “è oggi un cantiere aperto” e, a quanto pare, lo sarà ancora per un bel po’. Tanta soddisfazione anche per lo stato dell’arte dei lavori di restyling del lungomare e di mascheramento della variante di Cannitello: “Manca solo l’ok della Sopraintendenza e poi Rfi, soggetto attuatore, farà l’appalto per l’affidamento dei lavori”. Quindi un sentito invito all’amministrazione Richichi-Siclari: “Dovranno concentrarsi su queste opere, particolarmente significative perché capaci di dare un nuovo volto alla città”. Ma il bilancio di 5 mesi di lavoro è positivo pure per tutto il resto, dal Put (piano urbano del traffico) al bilancio e via dicendo : “Il tutto – spiega Saladino – dà la possibilità di continuare per completare le varie opere. C’è un’amministrazione giovane, entusiasta e con programma condiviso dagli elettori. Sarebbe un delitto non completare queste opere”. Opere che sono state il primo pallino di Saladino, ma di sicuro non il suo unico pensiero. E infatti il commissario tiene a ricordare, tra le altre cose,  l’ingresso in Comune di un gruppo di stagisti e dei volontari del servizio civile, l’impegno per la modifica del piano spiaggia, le diverse istanze di partecipazione a bandi di finanziamento (ad esempio per le scuole comunali), il richiamo ai vigili urbani per una maggiore vigilanza sul territorio. Insomma, “c’è tanta carne al fuoco e la giunta ha tutto il tempo per fare bene”. Un plauso speciale Saladino lo rivolge alla macchina amministrativa “che è stata messa alla prova in occasione dell’evento straordinario dell’ordigno bellico. Mi complimento con tutti i dipendenti -ribadisce il commissario – Non mi aspettavo che la macchina comunale rispondesse con tanta efficienza. Un plauso al geometra Barresi, alla dirigente Papasidero e a tutti gli altri, anche agli esterni”. Non solo note liete, però. “È un momento un po’ critico – ammette Saladino – perché non ci sono soldi. Ecco l’importanza del Put per avere nuove entrate, non è pensabile che in una città come Villa non vi sia un piano per la sosta a pagamento. L’edilizia è ferma, il recupero delle tasse è insufficiente, l’ecopass è fermo: il Comune non ha entrate proprie straordinarie”. Poi, è chiaro, Saladino ha preso piena contezza degli altri problemi che attanagliano Villa: “Andrebbe completamente rifatta la rete fognaria, a ogni pioggia ovunque saltano tombini. Ma bisogna ottenere finanziamenti anche per lavori del genere”. Tuttavia, Saladino rassicura su un possibile crac finanziario dell’ente: “Al momento il comune non rischia il dissesto, ma non si può permettere lussi e di spendere e spandere: niente contributi ad associazioni”. Il viceprefetto, quindi, insiste sulla necessità di dover recuperare i ricavi dell’ecopass, il minimo per una città devastata dal traffico e dall’inquinamento. Ecco, questo è  il rammarico di Saladino, ovvero che Villa San Giovanni sia conosciuta praticamente solo per la sua funzione di snodo da e per la Sicilia, per i traghetti insomma. Mentre lui è rimasto letteralmente affascinato dalla bellezza della costa villese e in particolare del borgo di Cannitello, il luogo che ha più apprezzato e che gli è rimasto nel cuore – racconta – tanto da sperare di vederlo un giorno valorizzato come merita. Saladino omaggia così la peculiarità di un territorio che può e deve diventare un’eccellenza totale. Mentre potrebbe diventare “un modello da esportare” la gestione commissariale che lo ha visto in sella, con i poteri di sindaco e giunta e giunta, assieme all’organo consiliare. Un caso pressoché unico in Italia, per come si è  venuto a creare a seguito dell’elezione di un sindaco sospeso dalla Severino. “Ho avuto un ottimo rapporto col consiglio comunale”, ribadisce infine Saladino.

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