BAGNARA CALABRA – «Valori superiori ai limiti previsti dalla norma». Questa la motivazione del nuovo stop all’utilizzo di acqua potabile a Bagnara Calabra, precisamente nella frazione di Ceramida. Una nuova ordinanza firmata dalla triade commissariale (Contarino-Turco-Cacciola), dopo quella dello scorso luglio successivamente revocata. Per fortuna, stavolta, il problema non interessa tutto il territorio comunale, ma solo Ceramida. In particolare, il provvedimento dei commissari dichiara la non potabilità dell’acqua della fontanina Ottinà e la chiusura dello stesso pozzo Ottinà. Ad allertare Contarino, Turco e Cacciola è stata la nota della società Sigra srl incaricata dei controlli interni eseguiti ai sensi dell’art. 7 del D.L. n. 31/2001: «Il punto di prelievo fontanina Ottinà presenta valori superiori ai limiti previsti dalla norma». Quindi l’immediata risposta dei commissari che, «nelle more di effettuare le misure correttive già attivate, per motivi di igiene, sanità e sicurezza pubblica», hanno ritenuto necessario «vietare l’utilizzo, ai fini potabili, dell’acqua destinata al consumo umano». Un provvedimento contingibile ed urgente a salvaguardia della igiene pubblica, in attesa che la situazione rientri nella normalità. Ma a cosa è dovuta l’alterazione dei valori? La risposta a questa domanda per adesso non c’è, di certo il Comune si è prontamente adoperato per risolvere il problema e tutelare la salute pubblica. Nello specifico, sono due le disposizioni che si leggono nell’ordinanza: «Chiusura del Pozzo Ottinà al fine di effettuare le misure correttive per tutto il periodo necessario per il compimento delle operazioni»; e contestuale «divieto di utilizzo ai fini potabili e alimentari dell’acqua prelevata dal sollevamento idrico denominato “Pozzo Ottinà”, frazione Ceramida fino al ripristino dei valori nei limiti stabiliti dalla norma». Responsabile del procedimento è l’ingegnere Maria Letizia Panella, nella qualità di responsabile del unità tecnica comunale. Dell’ordinanza sono stati ovviamente informati l’Asp di Villa S. Giovanni (Unità Operativa Igiene Alimenti Settore Acque Potabili), l’Arpacal, e i carabinieri e i vigili urbani di Bagnara Calabra. f.m.
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